E ora Assange si candida alle elezioni australiane

E ora Assange si candida alle elezioni australiane

«Australia: Julian Assange ha confermato che correrà alle elezioni del 2013 per un seggio in Senato». È questo il tweet diffuso direttamente da WikiLeaks, l’organizzazione internazionale fondata dallo stesso Assange con cui si annuncia la sua partecipazione alle prossime elezioni australiane in programma il 14 settembre.

La notizia è stata rilanciata dalla madre del giornalista, Christine Assange. Entusiasta, l’attivista ha commentato la notizia dicendo: «Sara’ bellissimo, visto che noi di solito scegliamo tra il primo e il secondo partito lacche’ degli Stati Uniti».

WikiLeaks ha anche informato che la carta costituzionale australiana permette l’elezione di Assange al Senato, ma che lascerebbe all’attivista solo due mesi di tempo per entrare alla camera alta del Parlamento australiano. In caso contrario verrebbe escluso e sostituito da un altro esponente del suo Partito. 

In un’intervista rilasciata lo scorso 12 dicembre all’australiana Fairfax Media, l’attivista aveva già anticipato l’intenzione di formare un WikiLeaks party, un’emanazione politica della sua organizzazione internazionale. E aveva aggiunto che il suo partito lo avrebbe aiutato a promuovere gli obiettivi principali di WikiLeaks: trasparenza dei governi, lotta alla politica personale e alle ingerenze. 

Dicendosi incerto se candidarsi per la circoscrizione del New South Wales o della Victoria, aveva informato anche che delle formalità burocratiche si stava già occupando il padre, John Shipton, e che la bozza del manifesto del nuovo partito era già stata sottoposta a una revisione legale. 

Assange è attualmente rifugiato come richiedente asilo politico presso l’ambasciata dell’Ecuador a Londra. Escamotage trovato per sfuggire all’estradizione in Svezia, dove viene accusato di molestie sessuali. Ma ciò che davvero il fondatore di Wikileaks teme, è che lo stato scandinavo possa poi a sua volta estradarlo negli Usa, dove è accusato di aver diffuso file riservati americani sottratti al militare e informatico Bradley Manning.

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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