Generali-Ppf, Mario Greco mette fine alla telenovela

Generali-Ppf, Mario Greco mette fine alla telenovela

Uno sprint in vista della presentazione del piano strategico, prevista per il prossimo 14 gennaio a Londra. L’accelerazione impressa dall’amministratore delegato del Leone, Mario Greco, alla chiusura della vicenda Ppf – la joint venture assicurativa in Europa orientale con il finanziere ceco Petr Kellner – era nell’aria da tempo, ed è stata confermata stamani con un comunicato dopo la riunione straordinaria del consiglio di amministrazione di ieri. 

L’operazione di acquisto del 49% di Gph – compagnia di cui Generali (+0,77% a 14,47 euro alle 9.20) detiene già il 51% e su cui gravava un’opzione di acquisto da Ppf che sarebbe scaduta il prossimo anno – è suddivisa in due tranche, per un prezzo complessivo di 2,5 miliardi di euro. La prima, entro il 28 marzo prossimo, sul 25%, a fine 2014 il rimanente 24 per cento. Mossa che implica dunque un pieno controllo già alla fine del primo trimestre dell’anno, «con la facoltà di nominare il vertice manageriale al perfezionamento della prima tranche», recita la nota, mentre fino al 2014 Ppf designerà 2 degli 8 membri del consiglio di amministrazione.

Nel frattempo, Gph – grazie a cui i premi raccolti nell’area europea extra Ue di Generali sono cresciuti a 4 miliardi di euro nel 2011 –cederà a Ppf le attività assicurative per il credito al consumo in Russia, Ucraina, Bielorussia e Kazakistan per 80 milioni di euro. Infine, la terza parte dell’accordo prevede uno scambio di partecipazioni tra il Leone, che acquisirà il controllo di circa il 40% della compagnia russa Ingosstrakh, mentre Ppf il 27,5% detenuto da Generali nella società di gestione di fondi di investimento Ppf Partners, gestita da Ppf, nonché le quote di due fondi sottostanti, che ora fanno capo a Generali. 

Si chiude dunque una delle operazioni più contestate messe a segno dall’ex amministratore delegato Giovanni Perissinotto. A partire dall’ex presidente Cesare Geronzi, che in Confiteor, libro-intervista con Massimo Mucchetti racconta: «È singolare che si sia resistito fino all’’ultimatum dell’’Isvap del 21 marzo 2011, che mi sono assunto la responsabilità di far valere in consiglio, prima di rassegnarsi a indicare in una forchetta (per il prezzo di acquisizione, ndr) tra i 2,5 e i 3 miliardi l’’esborso potenziale. Se l’’archivio delle Generali sarà tenuto come si deve, gli storici troveranno due pagine 189 del progetto di bilancio 2010: una senza e l’’altra con la forchetta del rischio». Per capire l’entità delle pulizie di bilancio condotte in questi mesi da Mario Greco bisognerà attendere lunedì prossimo, ma intanto i conti della compagnia triestina possono già beneficiare di un effetto indipendente dalla volontà del numero uno ex Zurich: la contrazione dello spread sui titoli italiani, che pesano per 53 miliardi di euro. Il rafforzamento passa anche da qui. 

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