Greco impone disciplina tedesca alle Generali

Greco impone disciplina tedesca alle Generali

Mai più investimenti a casaccio, magari nella logica dei vecchi salotti buoni. Mai più disordine organizzativo. Mai più confusione strategica e operativa con diversificazioni estranee al business assicurativo. «Non è nostro mestiere fare gli azionisti strategici o speculare sui mercati finanziari»: le parole che Greco ha rivolto ai 200 analisti presenti all’investor day organizzato questa mattina a Londra, sono l’epitaffio sulle partecipazioni “di sistema” – da Pirelli a Telco a Rcs per citare i maggiori – che sono stati un punto fermo della lunga stagione vissuta sotto l’egida di Mediobanca.

«Disciplina» è il filo rosso che lega gli interventi previsti nel nuovo piano strategico 2013-2015 delle Assicurazioni Generali, presentato oggi a Londra dall’amministratore delegato Mario Greco. «Con il nuovo management team internazionale appena completato faremo una rivoluzione in nome della disciplina, semplicità e focus», ha dichiarato Greco. L’obiettivo è «trasformare Generali in un gruppo globale in grado di competere sui mercati internazionali». Nella compagnia arriveranno presto due manager dalla Germania: il nuovo direttore investimenti è Nikhil Srinivasan, che dal 2003 era in Allianz, il gruppo dove Greco ha svolto gran parte della sua carriera. A capo delle operazioni, come chief operating officer, da aprile ci sarà invece Carsten Schildknecht, che ha svolto lo stesso ruolo nella divisione di Wealth management di Deutsche Bank. 

Il piano prevede un focus sul core business assicurativo con un’impostazione orientata al cliente e una centralizzazione dell’attività, sotto il coordinamento dell’ex a.d. Sergio Balbinot, che Greco ha voluto rimanesse nel gruppo. È previsto un aumento del peso dei business danni, in particolare nel ramo Infortuni e malattie: il traguardo, fra tre anni, è di aumentare il peso del risultato operativo danni a circa la metà del risultato operativo complessivo, rispetto a circa il 35% al 30 settembre 2012. Nel segmento Vita, la priorità sarà privilegiare «la profittabilità del business rispetto ai volumi, riducendo al contempo l’assorbimento di capitale».

Greco si impegna a tagliare i costi per 600 milioni e al rafforzamento della solidità patrimoniale e della profittabilità del gruppo. Entro il 2015 il gruppo punta a raggiungere un indice di solvibilità (Solvency I) di oltre il 160% entro il 2015 e ha realizzare un ritorno operativo a regime del 13%, equivalente a un risultato operativo superiore a 5 miliardi. Parlando con i giornalisti delle agenzie di stampa, Greco ha assicurato che nel piano non sono previste significative riduzioni del personale e che non ridurrà i dividendi (payout al 40%). I maggiori investimenti per la crescita sono focalizzatisui mercati dell’Europa centro orientale e dell’Asia.

Nessuna novità dal processo di dismissioni. La vendita della Banca della Svizzera Italiana e delle attività di riassicurazione Vita negli Usa attivato dalle Generali sta seguendo il percorso previsto, così come per le altre attività da dismettere. Al riguardo Greco è stato tranchant: «Nel febbraio del 2011, quando io ero altrove, il cda della compagnia ha approvato una delibera che dice che le Generali non hanno partecipazioni strategiche e che l’unica cosa strategica è il business assicurativo». Il gruppo conta di realizzare circa 4 miliardi entro il 2015 ,grazie alla vendita di attività che non rientrano nel core business.

I primi commenti degli analisti sono improntati alla prudenza, e non mostrano sorpresa. I target al 2015 sono «simili alle nostre stime», notano gli analisti di Equita Sim, «probabilmente si aspettava indicazioni più ottimistiche sulla redditività». Osservazioni a cui Greco ha poi risposto che «i nostri target al 2015 non sono prudenti. Sono seri e ragionevoli». La casa di brokeraggio Cheuvreux ammette invece che gli obiettivi annunciati sono leggermente superiori alle proprie aspettattive, ma evidenzia alcuni «punti interrogativi su come questi obiettivi verranno raggiunti». Greco non ha sciolto i dubbi sull’aumento di capitale azionario, anche se non lo ritiene necessario per  l’acquisizione della partecipazione in Generali-Ppf, finanziata con un prestito obbligazionario perpetuo. La ricapitalizzazione vera e propria è rimandata al giorno «in giorno in cui vedremo opportunità di crescita». In Borsa, intorno alle 16, il titolo Generali perde circa lo 3% mentre l’indice dei titoli principali di Piazza Affari perde l’1 per cento.

(ultimo aggiornamento alle h 16.20)

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