Il futuro dell’intellettuale montezemoliano? Lo chiamano vincere, ma è solo perdere bene

Il futuro dell’intellettuale montezemoliano? Lo chiamano vincere, ma è solo perdere bene

«Abbiamo l’aspirazione di rappresentare la maggioranza dei cittadini italiani che vuole un cambiamento». A leggere l’intervista a Carlo Calenda, coordinatore nazionale di Italia Futura, sul Corriere di oggi, si imparano molte cose. La prima, è che i centristi sono «alternativi». Cioè, non sono né Pd né Pdl. La seconda è che sono «a vocazione maggioritaria», cioè vogliono «vincere le elezioni» per proporre l’Agenda Monti. Ipotesi irrealistica? No, perché “vincere le elezioni”, spiega poco sotto, significa ottenere una «affermazione tale da essere determinante per convincere le altre forze». Senza negoziare sull’Agenda Monti. Geniale. È questo il grande «cambiamento» secondo l’intellò montezemoliano. Lo chiamano vincere, ma è soltanto perdere bene.

Entra nel club de Linkiesta

Il nostro giornale è gratuito e accessibile a tutti, ma per mantenere l’indipendenza abbiamo anche bisogno dell’aiuto dei lettori. Siamo sicuri che arriverà perché chi ci legge sa che un giornale d’opinione è un ingrediente necessario per una società adulta.

Se credi che Linkiesta e le altre testate che abbiamo lanciato, EuropeaGastronomika e la newsletter Corona Economy, siano uno strumento utile, questo è il momento di darci una mano. 

Entra nel Club degli amici de Linkiesta e grazie comunque.

Sostieni Linkiesta