La macchina della verità finisce su Youtube per la prima volta

La macchina della verità finisce su Youtube per la prima volta

Ha solo 24 anni, gli ultimi dieci li ha trascorsi in carcere. Questo perché, quando era ancora adolescente, Luke Mitchell uccise a coltellate la propria fidanzatina dell’epoca, Jodi – almeno secondo i giudici che lo condannarono a vent’anni nel 2005. Ma il ragazzo, di orgini scozzesi, ha continuato a professarsi innocente, sia durante il processo che nei primi anni di prigionia. Qualche settimana fa, però, la sua vita è cambiata: dopo aver chiesto ed ottenuto di essere sottoposto al test del poligrafo – la macchina della verità – Mitchell è riuscito a dimostrare, secondo lui e la macchina, la sua innocenza. Oggi è ancora in carcere, ma nutre nuove speranze riguardo la sua scarcerazione.

Mentre sosteneva l’interrogatorio più importante di tutti, quello che gli potrebbe valere la libertà, nel carcere ad alta sicurezza di Shotts, nel Lanarkshire, Mitchell è stato filmato da una telecamera, come sempre avviene (per legge) in questi casi. Il video, domenica scorsa, è stato postato dai suoi avvocati su Youtube, nel tentativo di riabilitarne l’immagine e di cancellarne la fama di assassino, ormai diffusa tra stampa e opinione pubblica. Che il tentativo stia riuscendo o meno è ancora da dimostrare, il fatto certo è che il video ha suscitato l’interesse di tutti i principali quotidiani britannici, richiamando oltre ventimila visite in pochi giorni.

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Tra le tante domande rivolte a Mitchell, tre sono state quelle riguardanti direttamente l’omicidio: “Eri presente quando Jodi fu accoltellata?; “Hai accoltellato Jodi il 30 giugno del 2003?”; “Sapevi dove sarebbe stato trovato il corpo di Jodi?”. Il prigioniero ha risposto a tutte con un secco “no”. La macchina della verità, ha sostenuto il segretario della British Polygraph Association, Terry Mullins, ha dimostrato “inequivocabilmente” l’innocenza di Mitchell. “Sono certo del risultato”, ha spiegato Mullins, che ha condotto l’interrogatorio. Ma oltremanica non si placano le polemiche: si tratta davvero di un test attendibile?

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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