Lascia l’etichetta e chiede aiuto ai fan: band americana raccoglie 250mila dollari

Lascia l’etichetta e chiede aiuto ai fan: band americana raccoglie 250mila dollari

L’idea era ambiziosa, ma non certo nuova: realizzare un disco senza il sostegno di un’etichetta discografica. Avevano puntato in alto, chiedendo 125mila euro. Soldi che sarebbero bastati a dare vita ad una super-produzione, da partorire meticolosamente in uno dei migliori studi di registrazione del Canada, il Revolution Recording di Toronto. L’azzardo si è rivelato vincente. In poco più di una settimana, infatti, la band progressive metal canadese Protest the Hero ha raccolto 250mila dollari attraverso la propria campagna di crowdfunding ospitata su Indiegogo. Una cifra destinata a crescere ancora, visto che mancano ancora venti giorni alla chiusura dei versamenti.

L’ennesimo miracolo del crowdfunding giunge ancora da oltreoceano. Protagonisti quattro ragazzi di Whitby, cittadina situata nella regione di Durham, in Ontario, che nel 1999 diedero vita ad una band chiamata Happy Go Lucky e che oggi porta il nome di Protest the Hero. Non si tratta, chiariamolo subito, degli ultimi arrivati: in un genere sicuramente di nicchia, i PtH hanno saputo costruirsi una fan base solidissima in tutto il mondo – per farsi un’idea, basti guardare il numero di “mi piace” sulla loro pagina Facebook ufficiale. Il loro pubblico li coccola e li supporta, non solo con l’affetto e con il calore, ma anche con i soldi. La conferma è arrivata proprio dalla campagna di crowdfunding: lanciata il 15 gennaio, ha centrato l’obiettivo finale in poco più di trenta ore.

Quali sono i segreti del successo della campagna lanciata dai Protest the Hero? Il primo, come detto, risiede proprio nell’affezione che la band ha saputo creare negli anni con i propri fan: un legame tenace e indissolubile. Il secondo, probabilmente, sta nella capacità di creare un video di lancio non solo piacevole, ma addirittura divertente. I ragazzi sono competenti, creativi ed autoironici, e hanno saputo far tesoro di tutte le loro qualità. Terzo, la creazione di una serie di eventi esclusivi destinati ai più generosi: cose come l’Album Listening Party (125 dollari), il Rody Karaoke (400), il Pizza Party at Tim’s House (1250) e il Be Heard on the New Album (5000) racchiudono una discreta dose di genialità (pagata a carissimo prezzo, certo).

Il tutto è stato realizzato in modo coerente anche dal punto di vista grafico, grazie al coinvolgimento di alcuni amici della band. Insomma, un prodotto d’impatto e completo con un sapore “elitario” che ha saputo catturare da subito l’attenzione del pubblico. Sulla scia di Amanda Palmer, la “milionaria” del crowdfunding, i canadesi Protest the Hero hanno dunque saputo far confluire il meglio delle tecniche della raccolta fondi d’ambito musicale in un progetto esemplare: un modello da seguire anche per le molte band nostrane che tentano e tenteranno questa via, attraverso i portali internazionali o l’italianissimo Musicraiser. La strada è tracciata, resta solo un’ultima sfida da affrontare: riuscire ad ottenere finanziamenti anche quando si è dei perfetti sconosciuti. Per questo, però, vi diamo appuntamento al prossimo capitolo. 

Entra nel club de Linkiesta

Il nostro giornale è gratuito e accessibile a tutti, ma per mantenere l’indipendenza abbiamo anche bisogno dell’aiuto dei lettori. Siamo sicuri che arriverà perché chi ci legge sa che un giornale d’opinione è un ingrediente necessario per una società adulta.

Se credi che Linkiesta e le altre testate che abbiamo lanciato, EuropeaGastronomika e la newsletter Corona Economy, siano uno strumento utile, questo è il momento di darci una mano. 

Entra nel Club degli amici de Linkiesta e grazie comunque.

Sostieni Linkiesta