Per il secondo mandato Obama punta su amici e fedelissimi

Per il secondo mandato Obama punta su amici e fedelissimi

Se Barack Obama ha cercato di emulare Abramo Lincoln con un “team dei rivali” nel suo primo mandato, le scelte fatte per i ruoli di guida nei ministeri del secondo svelano un uomo che vuole essere circondato da insider. A partire da Jack Lew, che il presidente ha nominato ministro del Tesoro, a Chuck Hagel e John Kerry per i ruoli chiave della Difesa e Esteri, Obama sta comunicando a Washington che non è affatto alla ricerca di nuove, grandi idee.

Nel primo mandato, la decisione di promuovere molti funzionari di stato, rivali sia sul piano personale – come Hilary Clinton – che di partito – Robert Gates – a ruoli guida, riflettevano la sua promessa elettorale di «cambiare» i modi di fare di Washington. Le sue scelte ora testimoniano la dura realtà di essere il leader di un governo diviso. Gli uomini – sono tutti uomini – hanno tutti alle spalle carriere nella capitale degli Usa, e hanno avuto legami personali con il Presidente. Non tutti sono vantaggiosi politicamente, ma questo riflette tutti la fiducia in sé di un uomo che non deve più correre per una nomina presidenziale.

«Sono scelte che non sorprendono e significano, fondamentalmente, un raddoppio delle attuali politiche e degli attuali orientamenti», afferma Chris Krueger, analista della Guggenheim Securities. Significa anche che le lotte sul futuro del sistema fiscale continueranno ad essere al centro dell’arena. Sia Lew, ex responsabile del bilancio, che Hagel, – fu lui a dire che al Pentagono c’era «un enorme quantità di boriosi» – giocheranno ruoli chiave nello scatenare la lotta contro i Repubblicani sui tagli alla spesa e nel rivalutare i fondi per la Difesa e le priorità del Pentagono.

«Penso che la scelta di Tim Geithner nei giorni bui del 2009, fatta in qualità di Ministro del Tesoro – fu quella di un uomo adatto ai tempi e, che piaccia o no, Lew è l’uomo giusto per questi tempi», dice Krueger. Hagel, ex senatore repubblicano del Nebraska che, come Kerry, fu soldato in Vietnam, dovrà eseguire gli ampi tagli di lungo periodo al budget del Pentagono che sono già stati approvati. «Nessun americano vuole in nessun modo colpire le nostre capacità di difesa, ma questo non significa poter disporre di una quantità illimitata di denaro e carta bianca su tutto in qualsiasi momento e per qualsiasi scopo», aveva detto Hagel in un’intervista del 2011 al Financial Time. «La verità è che il disordine in cui si trova questo Paese, con il nostro debito e il nostro deficit, e con le nostre infrastrutture, e la mancanza di lavoro e tutto il resto, porterà tutti, anche la Difesa, a fare una nuova stima e revisione piuttosto difficile». Le scelte del gabinetto includono uomini che conoscono il processo legislativo. Ma a parte Kerry, questo non significa che le scelte potenzieranno necessariamente le relazioni mediocri di Obama con i repubblicani in Congresso o che lo riavvicineranno a quei democratici che in privato lamentano che il presidente è stato troppo passivo. Hagel, che ha criticato la recente tendenza a destra del suo partito, è stato pesantemente criticato da alcuni dei suoi ex colleghi repubblicani, in parte per azioni viste come critiche nei confronti di Israele.

Di Lew si sa che ha relazioni di ghiaccio con alcuni repubblicani di Capitol Hill. Dopo esserci riuscito nel 2008, Obama proverà a cambiare ancora una volta la storia con l’aiuto del suo gabinetto. Charlie Cook, l’analista politico, ritiene che sia piuttosto inevitabile che i presidenti esauriscano le forze al secondo mandato e che non abbiano tanto successo quanto ne hanno avuto nel primo. Forse il risvolto positivo per Obama, dice Cook, sarà un rimbalzo economico più sostenibile di quello che gli diede il benvenuto nel 2009.

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