Portineria MilanoQuella Volpe di Pasini: candida la moglie con il Mir e con la Lega

Quella Volpe di Pasini: candida la moglie con il Mir e con la Lega

Candidarsi in due partiti differenti, il Mir (Moderati Italiani in Rivoluzione) di Giampiero Samorì e la Lega Nord di Roberto Maroni. In due regioni diverse, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia. Per di più da una parte alla Camera e dall’altra al Senato. Accade anche questo in Italia. E succede a Sara Papinutto, nata a Gemona del Friuli il 27 maggio del 1967, moglie di Diego Volpe Pasini, imprenditore friulano, numero due del Mir, grande estimatore di Silvio Berlusconi e fraterno amico del critico d’arte Vittorio Sgarbi.

Sull’asse Trieste-Bologna si tinge di giallo la campagna elettorale della consorte dell’istrionico Pasini, inventore della Rosa per l’Italia, un fantomatico progetto del Cavaliere dove c’era l’idea di candidare Matteo Renzi del Partito Democratico con il centrodestra. Più del sindaco di Firenze, però, al momento Pasini è riuscito a piazzare la moglie, che si ritrova tra i candidati per la lista al Senato del Mir in Friuli (guarda il documento) e allo stesso tempo alla camera per la Lega Nord in Emilia Romagna. L’idea è insomma quella di avere – anche se a centinaia di chilometri di distanza – un posto sicuro.

Ma rischia. E anche grosso. Perché nel regolamento per la presentazione dei candidati al Senato sta scritto chiaro e tondo. «Il candidato che faccia parte di una lista non può accettare la candidatura per liste aventi contrassegni diversi nella stessa o in altra regione. Nessun candidato può accettare la candidatura contestuale alla Camera dei Deputati e al Senato della Repubblica. L’elezione, in ciascuna regione, del candidato che non abbia osservato tali disposizioni è nulla». Non solo. Le leggi sono molto stringenti e prevedono «la sanzione della reclusione da sei mesi a un anno a carico del sindaco inadempiente; se l’inadempimento non è doloso, la pena è diminuita della metà».

Appena pubblicate le liste sul sito internet del partito, il Mir è stato contattato telefonicamente da Linkiesta. A destare sorpresa nei candidati non è solo la Papinutti, ma pure Fabrizio De Pasquale, nato a Ragusa, consigliere comunale del Popolo della Libertà a Milano. Ebbene nelle prime liste uscite dal Pdl De Pasquale compariva oltre che al secondo posto alla Camera in Lombardia nel Mir, pure al 13esimo per il partito di Berlusconi sempre in Lombardia. «Ma c’è stato un semplice errore di comunicazione – spiega a Linkiesta – . Mi spiace perché c’è stato un fraintendimento che qualcuno può aver equivocato: io sono nel Mir con Samorì». Nelle liste ora c’è Federica Zanella. Dal Mir fanno sapere comunque che è tutto risolto. «I candidati hanno già rinunciato, entrambi».

Eppure il dubbio rimane. Perché se in un primo momento sul sito era stata pubblicata la lista del Mir al Senato poi è scomparsa. «Semplice manutenzione», spiegano dall’ufficio stampa. Se De Pasquale però sembra aver fatto tutte le cose in regola, per la Papinutto qualche problema rimane. Alla Corte d’Appello di Trieste, contattata da Linkiesta, spiegano che per avere le liste depositate serve un’istanza al presidente. Non solo. Aggiungono che quella lista del Mir al Senato non è stata accolta. Il nome della Papinutto però esiste e soprattutto ancora adesso compare in rete in alcuni giornali locali del Friuli. In questo marasma non poteva mancare poi l’altro giallo sulla candidatura alla Camera in Emilia Romagna.

Come raccontato anche da Libero e dal Fatto Quotidiano, la Papinutto è stata inserita con il Carroccio perché Maroni si sarebbe accordato con Sgarbi e Pasini affinchè ritirassero il simbolo di Prima il Nord. Proprio Pasini, che era stato contattato dal nostro giornale nel giorno del deposito delle liste, si affrettò a dire «di non smentire e non confermare di aver depositato il simbolo di Prima il Nord».

La storia è intricata. Ha creato più di un malumore nella base del Carroccio. Perché il critico d’arte, exassessore alla Cultura di Milano, ex sindaco di Salemi, ex deputato, avrebbe chiesto pure un posto da assessore nella prossima giunta di Maroni in Lombardia, in caso di vittoria. È un cortocircuito dove non è ancora chiaro chi alla fine sarà sconfitto. Di certo la Papinutto dovrà spiegare come mai si ritrova candidata in ben due regioni, in due seggi differenti e con due partiti diversi, tre regole che non possono essere violate, pena la nullità della candidatura. Disattenzione di Pasini o una «gabola» maroniana per far fuori sia Pasini sia il simbolo Prima il Nord?

RETTIFICA: Sara Papinutto, moglie dell’imprenditore Diego Volpe Pasini che aveva presentato il simbolo «Prima il Nord», non ha consegnato alla Corte d’Appello del Friuli l’accettazione della sua candidatura con il Mir di Samorì al Senato. L’ha rivelato triesteprima.it. La donna potrà così sperare di essere eletta alla Camera per la Lega, in Emilia. La Papinutto è finita coi padani dopo che il marito aveva ritirato la lista «Prima il Nord».

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