Al momento il primo partito è quello dell’astensione

Al momento il primo partito è quello dell’astensione

In leggero calo, ma ancora saldamente in testa. I sondaggi politici non hanno dubbi: il vincitore delle prossime elezioni è già largamente annunciato. Silvio Berlusconi e Pier Luigi Bersani, costretti a inseguire, se ne faranno una ragione. Loro lottano per il secondo posto. In Italia il partito più apprezzato è quello del non voto.

Nelle prossime tre settimane i numeri scenderanno un po’, è fisiologico. Ma la vittoria non sembra in discussione. A fine febbraio il partito del non voto potrebbe attestarsi tra il 30 e il 35 per cento. Siamo lontani dalla grande affermazione alle ultime regionali in Sicilia. Lo scorso ottobre disertò i seggi dell’isola addirittura il 52 per cento degli elettori siciliani, la maggioranza assoluta degli aventi diritto. Improvvisamente giornali e televisioni si accorsero che una parte crescente del Paese iniziava a perdere fiducia – se non ad avere apertamente disgusto – per la classe politica. Da allora non è cambiato molto. Sicuramente non è cresciuta la credibilità dei nostri leader. Piuttosto sulla scelta di tanti italiani influiranno una campagna elettorale martellante e il continuo appello alla mobilitazione.

Eppure se si votasse oggi, il 40 per cento degli elettori non si presenterebbe alle urne. Quasi 20 milioni di italiani. Una realtà complessa e articolata. Composta da abitudinari della scheda bianca, eterni indecisi e convinti astenuti. Secondo i dati in possesso di IPR Marketing, il 25 per cento di loro ha già scelto di non andare a votare. Stando all’ultimo sondaggio Emg sono un po’ di più, il 27,7 per cento. Sono gli astenuti irriducibili. Gente spesso distante dalla politica, disinteressata alla campagna elettorale. Alcuni sono più sensibili ai propri doveri di cittadino, ma votano scheda bianca in segno di protesta. Solo per la Camera dei deputati, alle ultime elezioni, le schede consegnate intatte sono state ben 485.870. Quasi un milione e mezzo, contando anche quelle annullate con una parolaccia o per errore.

E poi ci sono gli indecisi. Secondo l’ultimo sondaggio SWG sono il 18,2 per cento degli elettori. Il 15 per cento, stando ai dati di IPR Marketing. Si tratta di quegli italiani che hanno preso in considerazione l’idea di votare, ma non hanno ancora trovato un partito a cui affidarsi. Sono gli osservati speciali. A loro, tanto per fare un esempio, si è rivolto ieri Silvio Berlusconi promettendo la restituzione dell’Imu versata. Da soli potrebbero cambiare l’esito del voto. Se ne è accorto anche Mario Monti, che tre giorni fa li ha quasi minacciati: «Agli indecisi – le sue parole durante un incontro elettorale in Campania – direi che hanno il dovere di votare. Anche perché se non votano perdono il diritto di protestare». Alla fine, con ogni probabilità, buona parte di questi non-elettori finirà per ingrossare le fila degli astenuti.

«Si tratta di un elettorato esigente – racconta il direttore IPR Antonio Noto – persone attente alla politica, leggono i giornali e seguono i talk show in televisione». Indecisi trasversalmente: non hanno ancora scelto per chi votare gli italiani più giovani e quelli più vecchi. Tanto al Nord quanto al Sud Italia. Unica curiosità: si tratta soprattutto di donne. Sono di sesso femminile oltre il 60 per cento degli elettori indecisi.

La rimonta di Silvio Berlusconi passa da qui. Gran parte di chi ha votato Pdl nel 2008, oggi ha abbandonato il partito deluso dalla recente esperienza governativa. Molti di questi elettori oggi sono considerati indecisi. Non vogliono più votare il Cavaliere, ma non hanno ancora trovato una valida alternativa. Almeno fino alla prossima promessa elettorale.

Intanto il partito del non voto cresce. E se il numero degli astenuti è destinato a contrarsi da qui al giorno delle elezioni, nel lungo periodo gli italiani che disertano le urne sono sempre di più. Erano il 16,5 alle Politiche del 2006. Sono diventati il 20 per cento alle elezioni del 2008. Stavolta rischiano di essere oltre il 30 per cento. Di gran lunga il partito più in forma nel panorama politico italiano. E senza neppure bisogno di fare campagna elettorale.  

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