“Guerra alle clientele per fermare il declino del Lazio”

“Guerra alle clientele per fermare il declino del Lazio”

Alessandra Baldassari, candidata alla presidenza della Regione Lazio per Fare per fermare il Declino, non ci sta ad etichettare il loro movimento come una presenza minoritaria, quasi simbolica, nella corsa alla Pisana del 24 e 25 febbraio prossimi. «Siamo una presenza nuova, un movimento giovane nato dal basso e rapidamente divenuto partito, ma il nostro consenso sta crescendo molto in queste ultime settimane di campagna elettorale. Non solo sui social network, dal momento che le televisioni ci censurano e ci ostacolano, ma soprattutto tra la gente, che partecipa sempre più numerosa alle nostre manifestazioni e che di noi parla»

Rischiate di finire come il vaso di coccio in mezzo alle botti di ferro: correre da soli e per di più contendere la presidenza a partiti con apparati molto forti alle spalle. Altro che impari, questa battaglia sembra un suicidio.
Sicuramente è stata una scelta difficile, ma coraggiosa e necessaria. Forse un po’ incosciente, ma, a nostro avviso, senza possibili alternative. Non abbiamo nulla a che vedere con questa politica di apparati e di interessi. Noi nasciamo come movimento d’opinione, di cittadini che premono per partecipare e senza la dovuta esperienza ci trasformiamo rapidamente in partito. Perché i nostri aderenti l’hanno richiesto.

Meglio soli che male accompagnati…
Precisamente. L’unico ad avvicinarci, lo dico con chiarezza, è stato il presidente Monti, dal momento che l’agenda della sua Lista Civica di fatto ricalcava, ma senza numeri né precisione, quanto da noi pubblicato qualche mese prima. Per come poi è andata a finire, siamo contenti di aver mantenuto la nostra autonomia e libertà. Era impensabile che una proposta nuova e innovativa come la nostra si accompagnasse alla vecchia politica di cui alla fine si è circondato il presidente del consiglio. Anche perché una cosa sarebbe stata la condivisione di un progetto comune; ben altra i soliti inciuci.

Voi, invece, volete rappresentare il cambiamento? Questo però lo dicono un po’ tutti.
Gli altri mentono sapendo di mentire. Noi lo siamo veramente: non a chiacchere come gli altri. Abbiamo un programma davvero innovativo, che molti ci hanno copiato.
Sembra che da un po’ di tempo ci vogliano due lauree, spesso alla Bocconi, per fare o capire la politica.

Il vostro programma non sarà un po’ troppo tecnico per farlo capire alla gente?
Sarà anche tecnico e non sempre immediatamente comprensibile da tutti, ma è preciso e specifico. I miei avversari nel Lazio non hanno programmi veri. Fanno pubblicità a se stessi, perchè i fatti non si sono mai visti. Noi per primi abbiamo messo giù un programma, completamente accessibile e trasparente, che potrà dare dei risultati concreti e tangibili per tutti i cittadini. Fatti e idee, non banalità di cui parlano gli altri.

Nel Lazio vi scontrate contro veri titani in confronto al vostro movimento. Zingaretti, Storace, Bongiorno… Li temete?
Più che temerli, siamo imbarazzati per loro, che si spacciano per nuovo, quando sono il vecchio, la continuità. Zingaretti è un volto popolare, che in regione conosciamo bene, magari è anche simpatico. Il giudizio politico, però, è assolutamente negativo. Vedendo quello che ha fatto in Provincia e nella nostra provincia di Roma, non è che prometta molto bene per la Regione. Sta facendo una campagna elettorale sul territorio, è indubbio. Pensi che, in alcune occasioni, ho mandato anche dei nostri ai suoi incontri. Parla di tutto e di niente. Contenuti zero… Certo, alle spalle ha un apparato forte, ma lì si ferma. Insomma, è tutto apparato. Proprio quello che noi non abbiamo.

Che rapporti avete? Vi hanno cercato?
Non c’è dialogo per il momento e non ci può essere. Se faranno proposte concrete e noi saremo in consiglio regionale, saremo pronti. Non faremo i “pierini” per forza, ma vogliamo il cambiamento. Davvero.

Anche Storace, candidato de La Destra e appoggiato dal Pdl, si definisce il cambiamento che torna, vista la sua esperienza alla Regione.
Storace si commenta da solo. non riesco a capire come possa avere la faccia tosta, detto in termini poco tecnici, a ripresentarsi e spacciarsi come il buon governo che torna. Eppure il coraggio sembrano averlo. Con Storace è stato certificato il buco della sanità, sebbene non sia l’unico responsabile, perché tutti nel Lazio hanno una responsabilità politica, sia per il mostruoso debito sia per il pessimo andamento globale. Uno sfacelo trasversale di cui tutti hanno colpa, destra e sinistra. Zingaretti è nuovo, ma rappresenta un apparato vecchio. Storace è sotto gli occhi di tutti. Vogliamo ricordare come si è conclusa questa ultima esperienza politica di destra? Con la Polverini che viene premiata, inserita in un posto sicuro alle politiche di fine mese. Un premio per tutto quello che non ha fatto e che ha distrutto. Noi siamo scandalizzati e inorriditi.

Chi si salva, a parte voi
Proprio nessuno, a quanto pare. Qui si stanno riciclando tutti. Se i politici che hanno governato questa regione fossero bravi a riciclare i rifiuti come se stessi in politica, avremmo risolto un grande problema. Ecco come la penso da cittadina, prima che da candidata politica, sul rimpallo delle responsabilità e sulla mancanza di costruzione di una politica sana, di cui sono colpevoli tutti trasversalmente.

La colpa è della mala politica che nel Lazio ha portato al declino un intero sistema?
Esatto. La politica deve riprendersi il suo ruolo, quello corretto che dovrebbe essere, cioè di guidare e indirizzare, assumendosi le proprie responsabilità di scelta. Noi vorremo che la politica tornasse a fare questo, dare visioni e indirizzi generali, affidando le soluzioni tecniche a degli specialisti in ogni settore, cosa che non è stata fatta per troppo tempo né per la sanità né per i rifiuti… Delegare al commissariamento è fin troppo comodo e porta a dei disastri. I tagli trasversali operati fin d’oggi non hanno senso. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

Voi, cosa pensate di fare per invertire questo andazzo? 
Siamo per un avanzamento della tecnica e della preparazione all’interno della guida politica. Non dei tecnici, perché abbiamo visto dove ci hanno portato, ma della professionalità e delle competenze tecniche. Tecnica, non tecnicismi. Non vogliamo l’ingerenza e il predominio errati della politica ovunque. Diciamo basta alla politica clientelare da anni condotta in Regione…

Aprire le stanze dei bottoni all’esperienza e alla preparazione, insomma. Quasi un miraggio.
La specializzazione e le competenze sono l’unico rimedio alla politca clientelare. Vogliamo il merito e la trasparenza e non più amicizie. In più, non vogliamo più assistere al teatrino degli accordi politici a danno dei cittadini. I disservizi che abbiamo in tutti i settori sono dovuti principalmente all’utilizzo distorto della politica. I conti sono in rosso profondo, soldi non ce ne sono. E’ un disastro su tutti i fronti. Ci sarebbe da tagliare tutto. Noi siamo coerenti con quello che dice da sempre Giannino. Vogliamo eliminare gli sprechi di spesa, non i servizi.

Come la mettete con il debito mostruoso?
La prima cosa da fare è quella di capire l’entità di questo mostruoso debito. Quindi, subito avviare una ricognizione certa del buco di bilancio e se del caso rinegoziare i debiti. Scommetto che molti di questi non derivino da costi inerenti ai servizi…Non vorrei parlare di corruzione, ma la sostanza cambia poco. Adesso parlano tutti delle creste, ad esempio sulle forniture sanitarie, ma noi l’abbiamo scritto molto tempo prima degli altri. E’ indegno che il Lazio paghi 5 volte di più tutto: dalla matita, passando per i macchinari più importanti, per arrivare a bende e siringhe….Qualunque cosa quintuplicato.

Questo perché secondo voi?
Perché c’è un giro di corruzione, ma anche perché nessuno ha mai applicato logiche di controllo e sorveglianza. E neanche quelle del buon senso, oserei dire.
Mettiamo a confronto in un regime di libera concorrenza le proposte e le offerte migliori. E non solo quelle più care. Perché nel Lazio non si può fare?

Parlava di sprechi soprattutto nel settore sanitario. La sanità è la voce che incide maggiormente sul bilancio, la cui voragine di debito ha sottoposto il Lazio a vari piani di rientro dal debito e vari commissariamenti? Quali sono le soluzioni possibili? Tagliare col bisturi o con la mannaia? Si può tagliare?
Per noi la sanità deve rimanere una garanzia fondamentale per il cittadino e deve rimanere universalistica. Tagliare si può e si deve, come anche una priorità è rimodulare e riorganizzare un intero comparto di spesa. Quello che ci vuole sono regole chiare, ma imprescindibili. Su cui controllare e vigilare, cosa che è sempre mancata in regione… e la responsabilità è della politica.

Siete per una sanità pubblica o per il modello lombardo, con una forte presenza del privato?
Pensiamo e non solo nel Lazio che la concorrenza sia l’unica strategia per un pubblico più efficace ed efficiente. Vorremmo un mercato libero con la maggiore concorrenza possibile tra il privato e il pubblico. Il giusto mix tra le offerte. Alla fine quello che conta e che interessa al cittadino è un servizio funzionante. Importa poco che arrivi dal pubblico o dal privato, purchè il privato non serva a coprire logiche clientelari. Poi se il pubblico è il primo a farlo e a non dare l’esempio, vuol dire che c’è da cambiare tutto.

Quindi quali le linee cardine della politica sanitaria che vorreste?
Semplicissimo: responsabilità, merito, trasparenza ed efficienza.. Tutto da accompagnare ad un controllo serrato della spesa e delle uscite. Vogliamo un controllo della offerta, oltre che dei servizi, e una riorganizzazione globale della sanità. Non è possibile che tutto sia concentrato a Roma. Esistono anche le altre province, che dovranno tornare a funzionare bene
Non occorre fare licenziamenti, bisogna rimodulare le competenze e le mansioni. Una revisione funzionale, che passa anche e soprattutto dai medici di famiglia, che oggi sono ridotti a fare gli scribacchini e poco più.

Avete pensato al problema dei rifiuti e del loro smaltimento? A Malagrotta la situazione non è più sostenibile
Nell’emergenza può andar bene tutto. Nell’emergenza si possono prendere anche decisioni non troppo popolari, ma questa nel Lazio dura davvero da troppo. il problema grave è questo, averlo alimentato sempre con decisioni tampone, quando bisognava risolverlo alla radice. Dobbiamo abbattere l’attuale oligopolio, che cela in realtà un monopolio di fatto, delle discariche. Poi bisogna incentivare la riduzione dei rifiuti all’origine. La differenziata porta a porta è troppo costosa, ma stiamo valutando sistemi di differenziazione dei rifiuti ex post, che possono essere molto efficienti, con tecnologie che permettono di fare a costi minori il lavoro di trattamento che oggi non si riesce a fare.

La politica costa e costa troppo. E i soldi vengono spesso spesi male
Gli sprechi della regione non solo si possono, ma devono essere ridotti. A nostro avviso si può ulteriormente ridurre il numero dei consiglieri, passando dagli attuali 50 a 35, portando il numero degli assessori fino a 7. Vogliamo un ulteriore dimezzamento di compensi e l’abolizione di qualunque privilegio pensionistico, che ritengo scandaloso. E’ un segnale importante e moralmente doveroso nei confronti dei cittadini, che fanno ogni giorno sacrifici. Se vogliamo chiederne, dobbiamo essere noi per primi a dare l’esempio. La politica deve tornare a dare l’esempio morale.

Su questo tema è facile raccogliere consenso, visti i precedenti
Come la gestione della Polverini, che a fine mandato, da dimissionaria, continua a fare questi colpi di coda. Una settimana fa ,il 29 gennaio, l’ultimo. Ha rinnovato ben 7 consulenze esterne a dieci giorni dalla elezioni. Basta con le consulenze esterne. Basta buttare soldi così, preferiamo valorizzare i nostri dirigenti.

In che cosa consisterebbe la vostra rivoluzione nel Lazio?
Se diventassi domani presidente, non potrei immaginare di fare tutto da sola, diventando tecnico di tutto. Mi affiderei a team di specialisti in ogni settore, scelti con merito e qualcos’altro. Noi puntiamo tutto su trasparenza e merito.

Perché i cittadini dovrebbero votarvi?
Perché siamo una forza fatta di cittadini, che vuole fermare il declino del sistema, aprendosi ad onestà, merito e trasparenza. Siamo una forza giovane, fatta soprattutto di giovani, che oggi rischiano tutto. Siamo gente onesta, che lavora e si vuole impegnare nella politica, con la propria esperienza professionale e il proprio impegno economico. Non abbiamo soldi pubblici, ci auto-finanziamo.

Cosa fareste nel primo anno di governo. A cosa dareste la priorità?
È una domanda cui è difficile rispondere. Sono diventate tutte priorità perché sono state trascurate da decenni. Ho cercato di condensarle in quattro temi: salute, che comprende anche la cura e la salvaguardia dell’ambiente e del territorio, lavoro, cultura e sicurezza. Per fare del Lazio una regione nuova. 

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