Il meteorite caduto nella storia del giornalismo “open”

"Merito" della corruzione e della guida spericolata di alcuni automobilisti russi

Non uno, ma due fenomeni rari si sono verificati ieri, in Russia. Il primo, lo sappiamo già: schegge di un meteorite, esploso nella zona dei monti Urali, hanno colpito sei città ferendo circa 1200 persone. Il secondo è direttamente correlato al primo, e si è verificato, a pochi minuti di distanza, su Youtube e in televisione. Nelle ore immediatamente successive al catastrofico evento, infatti, circolavano già in rete centinaia di filmati che riprendevano la sfolgorante caduta del pezzo di asteroide entrato in collisione con la Terra. Nessun avvenimento naturale era mai stato coperto con questa efficacia.

La maggioranza di queste registrazioni proviene da automobili in movimento. Non vi siete chiesti come mai? Evidentemente, è improbabile che migliaia di russi stessero guidando proprio in quegli istanti con il naso all’insù ed il telefonino già in mano, pronti a pigiare con il pollice il tasto rec. Oltretutto, si tratta di immagini di buona qualità: non le riprese tremanti tipiche del citizen journalist, che per definizione non è un professionista, ma filmati stabili, manco fossero realizzati con uno steadycam di qualità. Immagini stupefacenti, insomma, che hanno saputo trasmettere anche a noi “spettatori a distanza” l’eccezionalità del momento. Eccone alcuni notevoli esempi.

No, i russi non sono in grado di prevedere il futuro, né spericolati al punto di guidare e contemporaneamente riprendere con il telefonino. La verità è che, nel paese degli zar, quasi ogni macchina ha una piccola telecamera montata a bordo: un metodo precauzionale adottato, durante gli ultimi anni, da moltissimi automobilisti. Tre sono i motivi che stanno dietro a questa scelta. Primo, la quantità di incidenti che si verificano ogni anno in Russia (nel 2012 oltre 200mila, per un bilancio spaventoso di 28mila morti), a causa di uno stile di guida spericolato e di una pavimentazione stradale in condizioni tutt’altro che ottimali.

Secondo, l’inaffidabilità della polizia locale. Secondo Marina Galperina, giornalista ed espatriata russa, le forze dell’ordine sono conosciute “in tutto lo stato per la loro brutalità, corruzione, estorsione e la tendenza ad accettare tangenti”. Terzo, l’eventualità (non tanto remota) di essere aggrediti da altri automobilisti, o che un pedone si getti contro la macchina con il deliberato scopo di ottenere un risarcimento. Sembrano scenari da far west, ma sono documentati da una serie di video diventati virali su Youtube. Qui si vedono manovre spericolate, incidenti mozzafiato, assurdità di ogni genere. E non si tratta di stuntmen all’opera su un set televisivo, ma di fatti realmente accaduti.

La telecamera, dunque, serve a cautelarsi in caso di contenzioso giudiziario o assicurativo. Le immagini diventano un elemento imprescindibile per dimostrare la verità, in una nazione che si posiziona al 133esimo posto nella classifica degli stati meno corrotti (secondo Transparency International). Che l’usanza della camera “on board” sia diventata comune è apparso chiaro ieri, quando, a pochissime ore dall’avvenimento, una grande quantità di riprese del meteorite ha intasato le caselle e-mail di Russia Today. In breve tempo, si è creata una rete di copertura dell’evento ampia e di grande qualità; e quello del meteorite in Russia diventerà uno dei casi da inserire di diritto all’interno del manuale del citizen journalism.

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