La presunta morte di Chavez agita il Venezuela

False foto e smentite sono all’ordine del giorno

MADRID – È sempre più fitto il mistero attorno a Hugo Chávez, il 57enne presidente eletto del Venezuela, lontano dalla scena politica dallo scorso ottobre, quando conquistò con la maggioranza il suo quarto mandato, senza però mai giurare a causa del suo stato di salute.

Una malattia (un cancro al pancreas o alla prostata) tanto misteriosa quanto sono le sue reali condizioni: in uno stato di coma irreversibile, dopo l’operazione a Cuba dello scorso dicembre o addirittura morto. Ieri sera, quando era notte in Italia, Guillermo Cochez, ex ambasciatore panamense presso l’Organizzazione degli Stati Americani (Oea), in diretta a Ntn24, canale d’informazione latinoamericano, ha affermato che il Governo di Caracas da tempo porta avanti una serie di menzogne sulle condizioni di salute del caudillo bolivariano. «Le notizie di cui io sono in possesso – ha detto al telefono Cochez alla giornalista del notiziario che ha interrotto le trasmissioni – sono che Hugo Chávez dallo scorso 30 dicembre si trova in uno stato di morte cerebrale, dopo che è stato ricondotto in Venezuela poiché le autorità venezuelane non volevano staccare le macchine a Cuba.

Verità che è stata coperta e falsata con fotografie non vere che testimoniavano le sue buone condizioni», e il riferimento è all’immagine dello scorso 18 febbraio, dove Chávez, sorride e tiene in mano una copia di Granma attorno alle figlie. Secondo Cochez una delle figlie nella foto risulterebbe come se non avesse subito una plastica al naso, un’operazione precedente al ricovero del padre e che testimonierebbe la non contemporaneità di quella immagine.

La foto, considerata non contemporanea, di Chavez che legge Granma
 

Chávez sarebbe, quindi, in uno stato vegetale da due mesi. Ma Cochez, subito, ha rincarato la dose, riferendo che secondo fonti vicine alle figlie, una delle primogenite del caudillo rosso avrebbe ordinato il 24 febbraio ai medici dell’ospedale militare Carlos Arvelo di sospendere ogni attività per tenere in vita il padre. Una notizia che ha attraversato come un missile i notiziari del Cono Sur, riaprendo il dibattito attorno alle sorti del Venezuela.

Cochez, il 17 gennaio, una settimana dopo la data in cui il presidente venezuelano eletto avrebbe dovuto giurare per essere investito ufficialmente della carica, aveva lanciato una dura dichiarazione contro Caracas, sottolineando che «il Venezuela è una democrazia inferma», con troppo silenzio attorno a Chávez. Per queste parole, il presidente di Panama Ricardo Martinelli aveva destituito Cochez dall’incarico di ambasciatore presso la Oae.

Tuttavia non si ha nessuna conferma da Caracas. Soltanto i medici dell’ospedale, il vicepresidente Nicolás Maduro e il presidente dell’assemblea nazionale, Diosdado Cabello, conoscono il reale stato di salute di Chávez. Gli stessi sostenitori del presidente da mesi vorrebbero avere qualche notizia in più, come ha scritto El País, riferendo dell’adunata il 18 febbraio davanti all’ospedale trasformato in bunker per festeggiare il rientro del presidente.

Secondo El Nuevo Herald , Chávez si è visto costretto a rientrare in Venezuela a causa dei sempre più diffusi dubbi sulla legittimità del suo governo e sulle sue condizioni di salute. «La presenza del presidente – scrive il giornale – è fondamentale per calmare le acque e garantire la stabilità politica». Rimane il mistero, mentre nei numerosi e vivaci blog sudamericani la notizia continua a rimbalzare. Di certo Guillermo Cochez non è un pazzo o mitomane.

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