L’onda di Grillo parte dalla Stalingrado siciliana

Il successo travolgente dei grillini

CALTANISSETTA – Quando alle quattro del pomeriggio cominciano ad arrivare le prime proiezioni, al quartier generale del M5S di Caltanissetta è già festa. Ma la concentrazione resta alta. Roberto, sostenitore (e uno degli organizzatori regionali), è seduto davanti ad un computer: sciorina dati su dati e ripete a squarciagola lo slogan di “Peppe” (Grillo), qui lo chiamano così: «Rivolteremo il Parlamento come una scatoletta di tonno…». Accanto a Roberto c’è Azzurra Cancelleri, candidata alla Camera dei Deputati nel collegio Sicilia 1, e sorella di Giancarlo, primo candidato alla presidenza della regione Sicilia della storia del Movimento Cinque Stelle.

Intorno, ci sono Rosario ed Alessandro, che si occupano del sito: «Dalle regionali, quelle dell’ottobre scorso, collaboriamo con il Movimento». Ma prima cosa votavate? Si fermano un attimo, e dicono sconsolati: «Di Pietro…».. I presenti in sala, che fin dal primissimo pomeriggio saranno una cinquantina sono quasi tutti ex elettori del Partito Democratico, «che in Sicilia c’ha deluso profondamente», i quali non si spiegano come sia possibile che Silvio Berlusconi continui a prendere consensi: «Noi ormai siamo una realtà. Da ottobre siamo il primo partito in Sicilia, ma votare il Pdl significa tornare indietro di 19 anni…».

Passano i minuti, e Roberto, che ha due computer davanti e tre telefoni sempre in collegamento con mezza Sicilia, illumina i “cinque stelle” ogni qualvolta arriva un dato positivo per il movimento del comico Beppe Grillo. Alle 17:00 parte la ola: «Ooooooooooooooooolèèèè!». C’è il sorpasso: il M5S su base regionale supera il centrosinistra, ed è il primo partito in Sicilia con il 28,5% dei consensi. Ma minuto dopo minuto, il dato continua a crescere, sfiorando il 30%. «A Trapani siamo al 35,80%: impressionante. Ragazzi, li stiamo distruggendo…», urla il solito di Roberto.

Nonostante la pioggia e il freddo, la sala continua a riempirsi, e i complimenti sono tutti per Azzurra Cancelleri, che grazie a questo risultato varcherà l’ingresso di Montecitorio: «Ti possiamo chiamare onorevole?». E lei imbarazzatissima, diventa rossa, e gli risponde: «Grazie, grazie, ma continuate a chiamarmi Azzurra…». Arrivano gli amici, le amiche, i simpatizzanti, c’è un clima che probabilmente neanche loro si sarebbero mai aspettati soltanto un anno fa. In fondo a Caltanissetta e in Sicilia erano “quattro gatti”, e oggi «siamo il primo partito in città con il 36%»: «Inizialmente ci chiamavamo Mitop, e ci occupavano soltanto di alcune tematiche, come ad esempio quelle ambientali». Per lei, Azzurra, non è la prima volta: «Sono stata candidata anche al consiglio comunale di Palermo per questo motivo mi è stato possibile partecipare alle primarie per la selezione dei parlamentari». Ma non è facile trovarsi da un giorno all’altro da Caltanissetta a Montecitorio? «Mi sento pronta perché noi lavoreremo tutti insieme con gli altri componenti del M5S. Questo mi dà forza, e mi rende serena».

Di certo Azzurra, che fino al 2008 ha votato per il centrosinistra, potrà chiedere consigli al fratello Giancarlo, che da quasi quattro mesi è un parlamentare regionale in Sicilia, e capogruppo del M5S. “Giancà”, qui a Caltanissetta lo chiamano tutti così, arriva intorno alle 19. Viene subito preso d’assalto dai sostenitori, ma per prima cosa dice: «Aspettate un attimo, che voglio vedere i dati». E va: «Ad Acquaviva (paesino in provincia di Caltanissetta) siamo il primo partito», tuona un militante. Riparte la “ola”: «Oooooooolèèèèèè!». “Giancarlo” vuol guardare i dati con i suoi occhi: «È impressionante», si lascia scappare con un amico. In fondo «soltanto in quattro mesi in Sicilia abbiamo raddoppiato i consensi, e ti assicuro, che continueremo a crescere…». Ma un altro dato sul quale si soffermano i nisseni a “cinque a stelle” è quello del Veneto. Sbotta Roberto: «In Veneto siamo al 25%. Lì abbiamo fatto centro sulle partite Iva…». Tutti annuiscono, ma sanno benissimo che da domani, dopo la sbornia di consensi, si dovrà cambiare qualcosa: «È una legge elettorale balorda, che non serve a nulla, solo a creare l’ingovernabilità», spiega a Linkiesta Salvatore.

Riparte il coro: «Quaranta, quaranta, quaranta!». E Roberto ci spiega perché urlano così:«Sai perché dicono quaranta? Perché se a Caltanissetta arrivassimo al quaranta percento dovrei fare il bagno nella fontana di Piazza Garibaldi». Si scherza, si beve un bicchiere di Coca-Cola, e si aspetta con ansia il tg3 regionale delle 19:40. Appena parte la sigla, uno dei sostenitori del Movimento Cinque Stelle fa segnale di stare in silenzio. Primo servizio del Tg: «Boom del M5S in Sicilia, primo partito ovunque!». Si leva un coro: «Tutti a casa, olè, tutti a casa, olè!». La Sicilia si tinge di “Cinque Stelle”, e Cancelleri ci spiega il perché : «I dati che arrivano sono incoraggianti: è stato premiato il lavoro che abbiamo fatto a livello regionale. Siamo riusciti a raddoppiare i consensi in quattro mesi, e sembra che siamo quasi il primo partito in Italia».

E adesso cosa succederà: se ve lo chiederanno farete un’alleanza con il centrosinistra per evitare l’ingovernabilità del Paese? Il leader del M5S siciliano ci guarda negli occhi e dice: «Rispondo a titolo personale: credo di non sbagliarmi se dico “no”, non faremo alleanze precostituite. Voteremo ciò che è giusto per il Paese, come stiamo facendo in Sicilia». Altrimenti si tornerà votare, e un militante di nome Francesco ha già la soluzione: «Se si dovesse tornare alle urne aumenteremo ancora una volta i consensi. Alle prossime elezioni saremo al 40%». È chiaro?

@GiuseppeFalci 

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