Portineria Milano“Quando Maroni e Calderoli imposero Orsi per Finmeccanica”

“Quando Maroni e Calderoli imposero Orsi per Finmeccanica”

Tutto in una notte. Quella del 3 aprile del 2011. Quando i vertici del precedente governo Berlusconi – per la precisione Roberto Maroni, Roberto Calderoli, Giancarlo Giorgetti e Gianni Letta – decisero di nominare Giuseppe Orsi come amministratore delegato di Finmeccanica. Fatto che non si aspettava l’ex presidente Pierfrancesco Guarguaglini, all’epoca sicuro, dopo aver avuto rassicurazioni da Giulio Tremonti, dallo stesso Letta e da Silvio Berlusconi, sulla nomina di Giuseppe Zampini, amministratore delegato di Ansaldo Energia.

È questo uno dei passaggi dell’ordinanza di custodia cautelare che ha portato l’ad di piazza Montegrappa in carcere insieme con gli intermediari finanziari Guido Haschke e Carlo Gerosa per corruzione internazionale, concussione e peculato sulla commessa da 500 milioni di euro per 12 elicotteri Awv IP101: ai domiciliari è finito pure Bruno Spagnolini attuale ad di Agusta Westland. È un affare che avrebbe fruttato agli intermediari in India e in Italia una tangente di circa 51 milioni di euro da spartire, da cui però sarebbe stata decurtata una parte (circa 10 milioni di euro) che sarebbe servita a Orsi «per ricompensare la Lega» (copyright Haschke).

Ovviamente, queste sono le conclusioni a cui è arrivata l’accusa e ora dovranno essere i giudici nei tre gradi di giudizio a dirci cosa accadde veramente. Lo stesso avvocato di Orsi, Ennio Amodio, ha precisato in una nota che «è stata infatti archiviata l’ipotesi di un cospicuo finanziamento alla Lega, per lungo tempo alimentata dalle calunniose dichiarazioni di un ex manager. Sono rimasti privi di qualsiasi eco nell’ordinanza del gip di Busto Arsizio gli insistiti richiami della stessa fonte a ritorni economici a favore di chi si è interessato della commessa».

A rivelare in ogni caso quali furono i meccanismi delle nomina di Orsi è Luciano Zampini, amministratore delegato di Ansaldo Energia, in un interrogatorio del 14 novembre 2012 al pm Eugenio Fusco della procura di Busto Arsizio. Zampini racconta nel dettaglio come avvenne il passaggio di Orsi da Agusta Westland a Finmeccanica. E aggiunge in particolare che fu proprio lo stesso Hascke a rivelargli: «l’illazione» del pagamento alla Lega Nord per aver spinto sulla nomina. Fatto, quest’ultimo, che era stato già citato dall’ex relazioni esterne di Finmeccanica Lorenzo Borgogni durante l’interrogatorio dell’11 novembre del 2011, quando disse che soldi erano stati dati a «Lega e CL» come compenso. Maroni ha già presentato da tempo querela contro Borgogni e si è affrettato a dire che «Orsi era stato indicato dal Consiglio dei ministri e non dalla Lega». 

La nomina di Orsi

Spiega Zampini al pm Fusco: «Il 4 aprile del 2011 l’azionista di riferimento di Finmeccanica, individua nell’ingegnere Giuseppe Orsi il nuovo amministratore delegato. La notizia è stata a me comunicata da mia moglie che l’aveva appreso alle ore 7.30 del mattino alla radio e alla televisione. Era un lunedì. Tanto è vero che intorno alle 8, io ho mandato un sms a Guarguaglini Pierfrancesco dicendo: cosa è successo!».

Secondo Zampini infatti: «nel mese di febbraio del 2011 Guarguaglini mi aveva fatto sapere che l’azionista di riferimento, all’epoca ministro Giulio Tremonti, aveva ricevuto il mio nominativo, da parte di Guarguaglini, come possibile nuovo amministratore delegato. Io che conosco Guarguaglini da lunga data, ne sono rimasto lusingato anche se – lei forse non mi crederà – io di certo non me l’aspettavo, né bramavo quella carica. Ne ho parlato subito a mio moglie dicendole che forse avrei potuto trasferirmi a Roma, perlomeno settimanalmente».

Zampini sostenuto da tutto l’establishment che poi vira su Orsi

L’ad di Ansaldo Energia era sicuro di arrivare in piazza Montegrappa. Tra i papabili, certo, c’era Orsi o anche Alessandro Pansa (attuale direttore generale), ma – sostiene Zampini – «dalla mia parte c’era tutto il resto dell’establishment politico, secondo quello che sosteneva Guarguaglini. Voglio essere più preciso. Guarguaglini mi aveva detto che Letta e Berlusconi erano per la mia nomina, Tremonti non era in disaccordo, solo la Lega spingeva per Orsi».

Zampini spiega che Guarguaglini rispose al suo sms del 4 aprile in modo molto sbrigativo. «C’è stato un incontro ieri sera, non so cosa sia successo, è stato nominato Orsi». L’ad di Ansaldo Energia spiega poi come gli spiegarono successivamente la notte della nomina: «Solo successivamente mi è stato riferito dallo stesso Guarguaglini e Borgogni che all’incontro che aveva preceduto la nomina di Orsi avevano partecipato Maroni, Giorgetti, Calderoli e Letta. I leghisti avevano fatto prevalere in modo del tutto inatteso il nome di Orsi».

L’illazione sul compenso alla Lega  

Mentre è in corso il perfezionamento della vendita degli elicotteri di Agusta all’India, Haschke incontra Zampini e i due discutono di quello che sta succedendo dentro Finmeccanica. Spiega l’a.d. di Ansaldo Energia, alla domanda se fu proprio Haschke a parlargli «di una retrocessione o di una decurtazione di un compenso su quell’affare»: «Mi parlò di una retrocessione, nel senso che parte del compenso doveva essere ritornata -non entro nel dettaglio delle modalità – ad Agusta. E fece anche un commento».

Aggiunge Zampini: «Era particolarmente stupito perché questa richiesta veniva, manco a farlo apposta, un paio di giorni dopo la nomina di Orsi quale amministratore delegato di Finmeccanica». Secondo Zampini fece in particolare un’illazione: «Mi disse: la retrocessione che mi è stata richiesta magari serviva a Orsi per ricompesare la Lega» per quella notte del 3 aprile.

La circostanza, sostiene il Gip, «irrilevante sotto il profilo dell’esistenza delle condotte oggetto di addebito, non può essere sottaciuta poiché sull’utenza di Orsi sono state intercettate diverse telefonate intercorse con esponenti politici di quel partito che, a prescindere dalla corrispondenza al vero dell’illazione di Zampini, dimostrano una certa vicinanza di Orsi a quel partito e confermano, ove ce ne fosse ancora bisogno, la complessiva credibilità di Haschke».

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