Tornano le Brigate Rosse: le fondano in Tunisia

Il gruppo si rifà all’esperienza delle Br italiane

Mentre per le vie del centro di Tunisi centinaia di persone manifestavano contro il partito islamico di Ennahda e ricordavano la morte di Chokri Belaid, è stata annunciata oggi la nascita di una nuova formazione di estrema sinistra tunisina che chiama Brigate Rosse (al Alwiya al Ahmar in arabo). Secondo quanto rivela il sito di informazione tunisina Tanit Press, è stato diffuso nel Paese un comunicato che annuncia la fondazione di un’organizzazione segreta di estrema sinistra denominata le Brigate Rosse.

Nella nota si legge: «Il nostro obiettivo è quello di difendere il Paese e la libertà». Si legge ancora nel documento che «abbiamo deciso di combattere coloro i quali sono al potere con la forza delle armi e terrorizzando il popolo o assassinando coloro i quali hanno opinioni diverse o violentando il Paese», con un chiaro riferimento all’omicidio del leader dell’opposizione Belaid.

Il gruppo di sinistra, che si rifà all’esperienza delle Brigate Rosse italiane, sostiene ancora che «chi è al potere non ha interesse alla sicurezza del Paese e alla pace sociale e per questo annunciamo la formazione delle Brigate Rosse tunisine per difendere il nostro Paese e il nostro popolo». Il neonato gruppo terroristico di sinistra in Tunisia parla infine di voler compiere omicidi mirati sostiene infine di «aver individuato obiettivi da colpire che saranno eliminati al momento e nel luogo opportuno».

Questo comunicato veniva diffuso mentre a Tunisi centinaia di manifestanti hanno marciato oggi lungo l’avenue Habib Bourguiba, al centro di Tunisi, per chiedere chiarimenti alle autorità in marito all’omicidio di Belaid. La manifestazione, largamente promossa tramite i social network e sostenuta da più partiti dell’opposizione laica, avviene all’indomani della designazione del ministro dell’Interno uscente Ali Laaridhi, a formare un nuovo governo per far uscire il Paese da una profonda crisi politica. I militanti dei partiti alleati di Belaid accusano gli islamici di Ennahda di essere responsabili del suo omicidio, avvenuto il 6 febbraio, delitto che ha ulteriormente destabilizzato la Tunisia.

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