“Fate largo al palazzo”: e a Berlino spostano il Muro

Insieme alle nuove case previste anche piste ciclabili e una strada

Venticinque anni fa si manifestava per farlo crollare; oggi si combatte per preservarlo intatto. Una grande parte del cambiamento che ha attraversato Berlino dal 1989 ad oggi è esemplificata da quanto accaduto questa mattina davanti all’East Side Gallery, la più lunga porzione di Muro rimasta ancora in piedi nella capitale tedesca. Circa 400 manifestanti, fin dalle prime ore del mattino, si sono riuniti davanti alla vecchia striscia della morte per impedirne lo smantellamento.

A causare il malcontento dei cittadini, cresciuto in maniera esponenziale negli ultimi tre giorni, il progetto di costruzione di un grande e lussuoso palazzo sulle rive della Sprea, il fiume che attraversa la città, proprio in corrispondenza con la sezione dell’East Side Gallery. Negli anni, questa porzione di Muro ha assunto un valore storico e culturale fondamentale, grazie anche all’intervento di numerosi artisti internazionali che hanno contribuito a creare un coloratissimo Memoriale per la Pace, visitato ogni anno da centinaia di migliaia di turisti.

Con striscioni e cori, i manifestanti hanno contestato il processo di “gentrificazione” che da tempo, ormai, colpisce la capitale tedesca. La trasformazione di Berlino da città divisa e inospitale a metropoli di spessore internazionale – da nessun’altra parte, in occidente, si è verificata una conversione urbanistica così radicale e repentina – ha attirato una forte immigrazione, causando di riflesso l’interesse di investitori (e speculatori) e contribuendo ad aumentare drasticamente il prezzo degli affitti, rimasti bassissimi fino a pochi anni fa.

Il quartiere dove sorge l’East Side Gallery, Friedrichshain, è stato uno dei massimi esempi di questo fenomeno. Alla fauna di anarchici e punk che popolava questa porzione appartenente un tempo a Berlino Est, si sta sostituendo un nucleo di nuovi residenti provenienti soprattutto dall’estero, tra cui molti italiani. Le case occupate, un tempo più della metà di quelle totali, vengono sgomberate dalla polizia una dopo l’altra. E mentre l’anima del quartiere si modifica e nuovi locali “hip” nascono ogni mese, gli affitti diventano sempre più cari, costringendo i vecchi inquilini a traslocare altrove.

La rimozione del Muro, oltre che per il palazzo di prossima costruzione (con appartamenti che costeranno fino a 7500 euro al metro quadro), servirà a costruire un ponte pedonale e ciclabile che valicherà la Sprea collegando l’area di Friedrichshain alla confinante Kreuzberg. Il progetto del ponte contribuirà senz’altro a dare maggiore lustro ad una zona che, fino a pochi anni fa, era davvero poco considerata ed attraente a dispetto della sua centralità. Questo, però, è un discorso che non attecchisce tra i berlinesi, restii a vedere usurpato uno dei simboli più importanti e significativi della loro storia recente.

Sotto accusa anche il silenzio delle autorità cittadine, che nei giorni scorsi hanno tacitamente dato il loro assenso allo smantellamento di una sezione della Gallery lunga circa trenta metri. I lavori sono cominciati questa mattina: mentre una folta coltre di poliziotti teneva i manifestanti a distanza, l’intensità della protesta è cresciuta di minuto in minuto. Attorno a mezzogiorno, poi, le forze dell’ordine hanno annunciato la sospensione dei lavori. Una vittoria “a tempo”, nell’attesa di capire se la politica deciderà di intervenire. La polemica ha infatti già valicato le porte del Senato berlinese, con reciproci scambi di accuse tra i Verdi e la coalizione di maggioranza, guidata dalla SPD. 

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