Per salvare i cinesi dallo smog c’è un filtro italiano

Per salvare i cinesi dallo smog c’è un filtro italiano

A Pechino, nei giorni di smog più intenso, il consiglio è rimanere in casa. Per qualcuno, però, non vale: in strada, avvolti dalla nuvola grigiastra che ricopre la metropoli, ci devono lavorare. Vigili urbani, addetti alle pulizie, netturbini, esposti ogni giorno a un livello di polveri sottili oltre venti volte superiore alla soglia di allarme. Di fatto, lavoratori ad alto rischio, che nei prossimi mesi la capitale cinese proverà a tutelare con un filtro per il naso di nuova generazione. Si chiama Sanispira ed è una tecnologia italiana. Ideata da un avvocato di Roma, Paolo Narciso. Sviluppata con il supporto di alcuni centri di ricerca in biomedicina. E prodotta da Hsd Europe, giovane azienda della provincia di Brescia.

In Cina l’insofferenza verso l’inquinamento è trapelata perfino sui media ufficiali. «Un Paese fiorente deve respirare sano», titolava a gennaio il Quotidiano del popolo, organo del Partito comunista. Segnalando ai nuovi leader che la difesa della qualità della vita dovrà essere una priorità. A Pechino il livello di PM2,5, particolato fine che penetra in profondità nei polmoni, ha superato diverse volte da gennaio la barriera degli 800 microgrammi per metro cubo. Il contatore di molte centraline neppure ci arriva, in Europa la soglia d’allarme è di 35 microgrammi. Così il mese scorso, in vista del Capodanno cinese, l’amministrazione ha chiesto ai cittadini di non accendere fuochi d’artificio. Un rito collettivo molto sentito, serve ad allontanare gli spiriti maligni. Ma avrebbe reso ancora più densa la cappa sulla città.

«Conoscevo il problema per esperienza diretta: ho lavorato per due anni a Pechino, dirigevo lo stabilimento di un’azienda italiana», dice Gianpietro Rizzini, 35 anni, amministratore delegato di Hsd. Così, già prima che l’allarme inquinamento fosse ripreso dai media internazionali, l’ingegnere bresciano aveva contattato l’ambasciata cinese e presentato Sanispira. Un filtro contro lo smog e gli allergeni che si inserisce direttamente nel naso. Più comodo delle mascherine, lascia la bocca libera per parlare. E più efficace, perché l’aria all’interno accelera, spingendo con forza le particelle inquinanti verso le pareti, dove vengono catturate da un gel.

Poche settimane dopo, nello stabilimento di Rodengo-Saiano, in Franciacorta, è arrivata una delegazione della Commissione scientifica e tecnologica di Pechino. «Hanno studiato il nostro filtro e verificato con attenzione impianti e standard di produzione», racconta Rizzini. Approvati: la scorsa settimana all’ambasciata cinese di Roma la società e i dirigenti di Pechino hanno firmato un memorandum di intesa. Una spedizione di 120mila filtri partirà per la capitale, per essere sperimentata con i dipendenti pubblici: i 7mila vigili e tutti gli altri lavoratori costretti a rimanere per ore in mezzo allo smog. «Una fornitura gratuita – precisa l’ingegnere – che servirà a mettere a punto dei filtri adatti alla struttura del naso dei cinesi». Poi Sanispira debutterà sul mercato e l’accordo già prevede di realizzare una linea produttiva nel Paese.

Una svolta per l’azienda bresciana, che ha appena festeggiato il suo secondo anno di vita: «Nel 2013 chiuderemo il primo bilancio in attivo, ormai non posiamo più definirci una startup», dice Rizzini. Oltre che in Italia, in farmacie ed erboristerie, Hsd già vende il suo filtro in Olanda, Canada, Grecia e Regno Unito. Dove però viene utilizzato soprattutto contro le allergie o come protezione per i lavoratori esposti a polveri ed agenti chimici. «L’obiettivo originario del nostro brevetto era la difesa delle persone dall’inquinamento dell’aria», conclude Rizzini. «Ed è proprio quello che faremo in Cina».
 

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