Buba contro Bce: sbagliato acquistare titoli di Stato

A giugno il Tribunale costituzionale tedesco si pronuncerà sulla legittimità dell’Omt

BERLINO – La Bundesbank tedesca torna a criticare duramente le politiche di salvataggio in Europa e la direzione della Banca centrale europea (Bce). In una presa di posizione scritta inviata alla Corte costituzionale con sede in Karlsruhe, il presidente della Buba, Jens Weidmann, si scaglia contro le acquisizioni di titoli di stato esteri da parte dell’Eurotower, secondo un’informazione filtrata dal quotidiano finanziario tedesco Handelsblatt.

L’argomentazione di Weidmann è nota: «L’acquisizione potrebbe a lungo termine mettere a rischio l’indipendenza della banca centrale, che è una condizione fondamentale per il compimento dei suoi principali obbiettivi: la salvaguardia della stabilità dei prezzi», denuncia il presidente in un documento di 29 pagine. E aggiunge: «Una volta che la politica monetaria si trova incamminata su questo sentiero insidioso, un’inversione di marcia diventa difficile e costosa».

Il Tribunale costituzionale dovrà pronunciarsi a giugno riguardo a un ricorso presentato contro il fondo di salvataggio permanente Esm. Allo stesso tempo, il tribunale verificherà se il programma di acquisizione di titoli di stato di Paesi minacciati dalla crisi, annunciato lo scorzo mese di agosto dal presidente Mario Draghi nell’ambito dell’Outright Monetary Transactions (Omt), è conforme alla legge fondamentale tedesca.

Weidmann dubita che il programma di Draghi, ampiamente riconosciuto come uno dei palliativi più efficaci contro la crisi, venga accompagnato veramente anche da programmi di riforme rigorosi e una rigida politica di austerità, sarebbe a dire la condizione richiesta dalla Germania. Nel documento il presidente si riferisce esplicitamente alla Grecia, ma non sfugge che il richiamo avviene in un contesto particolare in cui mezz’Europa si sta ribellando al diktat di Berlino. Non per ultimo c’è stato il discorso del neo nominato primo ministro italiano Enrico Letta che criticando l’austerità ha fatto subito rizzare i capelli al ministro di Finanza tedesco Wolfgang Schäuble ieri a Bruxelles.

La sua posizione è nota. L’Omt infatti non fu approvato all’unanimità nell’organo di governo della Bce. Ci fu allora un voto contrario, quello di Weidmann. Si aggiunge che il governatore della banca centrale in Germania non è solo nella sua posizione. Oltre ad alcuni tra gli esperti di finanza più rispettati, anche il ministro liberale di Economia Philipp Rösler si è espresso più volte contro lo scudo di difesa eretto da Draghi per arginare lo spread.

Nel documento, il presidente della Buba si spinge oltre e critica l’intero fondamento delle politiche volute da Francoforte. Diversamente da quanto difeso dalla Bce, Weidmann non crede che lo spread sia un buon motivo per ricorrere all’acquisto di titoli di Stato, visto che a suo parere rispecchia piuttosto la realtà delle cose. «Costi di finanziamento più alti per il settore privato rispecchiano rischi fiscali nazionali più alti», assicura, «questo non sarebbe in sé uno sviluppo da combattere con strumenti di politica monetaria. È la conseguenza inevitabile delle politiche finanziarie nazionali, che ne sono responsabili in quanto indipendenti». Che nel frattempo la Germania trae beneficio da questa situazione è un dettaglio che non trova spazio nell’argomentazione morale del presidente della Buba.

Inoltre, sostiene Weidmann, non è certo compito della Bce impedire l’uscita di un Paese dall’Eurozona. «La conformazione attuale dell’unione monetaria, formata da nazioni sovrane e indipendenti, non può essere garantita e comunque sicuramente non attraverso la banca centrale». Il rischio è che la Bce arrivi a essere il principale finanziatore di alcuni Stati europei. La presa di posizione del Bundesbank non è un’iniziativa straordinaria, ma rientra nel processo di raccolta di informazioni da parte dell’alto tribunale tedesco.