Il terrore di Boston arriva dalla Cecenia

Arrestato anche il secondo sospettato

Drammatica svolta nelle indagini sull’attentato alla maratona di Boston. Uno dei due fratelli sospettati, Tamerlan Tsarnaev di cui giovedì sera erano state diffuse le foto, è stato ucciso. L’altro, Dzhokhar Tsarnaev, è stato arrestato dopo una lunga fuga e una sparatoria che ha visto impegnati decine di agenti e forze speciali a Watertown, sobborgo che si trova a circa tre chilometri dal campus del Mit, il Massachusetts institute of technology. 

Il tweet della Polizia di Stato con la foto del secondo attentatore ricercato, il 19enne Dzhokhar Tsarnaev

LA FUGA DI DZHOKAR – Lo studente ricercato per l’attentato alla maratona avrebbe cambiato auto e adesso potrebbe essere al volante di una Honda Civic verde quattro porte con targa del Massachusetts. Lo fa sapere l’Fbi. Il precedente veicolo utilizzato per la fuga, un’Honda Crv di colore grigio, era stato localizzata nell’area di Boston. Al campus di UMass a Dartmouth, intanto, è scattato l’ordine di evacuazione. Le autorità del campus hanno chiesto a studenti e personale di lasciare la scuola «nella maniera più calma possibile». UMass a Dartmouth si trova a sud di Boston quasi al confine con il Rhode Island.

IL TESTIMONE CHIAVE – Ha guardato dritto negli occhi uno dei due attentatori. Occhi nascosti dietro agli occhiali da sole, pochi minuti prima dell’esplosione che gli ha portato via entrambe le gambe: Jeff Bauman, 27 anni, è uno dei sopravvissuti all’attentato di lunedì durante la maratona di Boston. E grazie al suo aiuto le autorità, analizzando i filmati della gara, sono riuscite a identificare uno dei due sospettati, Tamerlan Tsarnaev, il 26enne ceceno ucciso dalla polizia questa notte durante uno scontro a fuoco.

Jeff, che è ancora ricoverato in ospedale, non appena ha ripreso conoscenza ha chiesto carta e penna e ha scritto poche, drammatiche parole:’«Borsa, ho visto il ragazzo, ha guardato dritto verso di me», riferendosi allo zaino che conteneva una delle pentole-bomba. Secondo quanto riportato dai media statunitensi, il ragazzo ha descritto il sospettato all’Fbi mentre era ancora nel reparto di terapia intensiva. «Mi ha detto che indossava una felpa con cappuccio sotto una giacca nera, un berretto da baseball e occhiali scuri», ha spiegato il fratello Chris Bauman. «Sono stato molto tempo solo con lui da quando si è risvegliato, e mi ha raccontato ogni singolo dettaglio», ha aggiunto. Il 27enne sopravvissuto stava aspettando, vicino all’arrivo della corsa, che la sua fidanzata Erin Hurley tagliasse il traguardo, quando l’uomo con gli occhiali scuri lo ha guardato, e ha posato una borsa a pochissima distanza da lui. Due minuti e mezzo dopo, la bomba ha squarciato entrambe le gambe di Jeff, che i medici hanno amputato sotto al ginocchio. La sua foto mentre viene portato via su una sedia a rotelle, tenendo stretto uno degli arti lacerati, ha fatto il giro del mondo, ed e’ diventata uno dei simboli della festa trasformata in tragedia

CHI SONO I FRATELLI TSARNAEZ – Circolano le prime ricostruzioni della biografia dei due, mentre la polizia di Boston formalizza l’identita dell’uomo ricercato: è il 19enne Dzhokhar Tsarnaev. Secondo la rete televisiva Nbc «Avevano ricevuto addestramento militare all’estero. Erano negli Usa da circa un anno». La famiglia dei due fratelli Tsarnaez era fuggita dalla Cecenia ed erano andati in Kazakistan dove avevano aspettato di ottenere il permesso per andare negli Stati Uniti. Il più grande, Tamerlan, secondo alcuni fonti ventenne, secondo altre 22enne, rimasto ucciso nella sparatoria, era iscritto ad un community college dell’aerea di Boston e sognava di diventare ingegnere. Sulla sua pagina Facebook aveva scritto: «non ho un solo amico americano, non mi capiscono», riferisce la Cnn. Il più piccolo, Dzhokhar Tsaraev, lo studente terrorista ora in fuga, è iscritto alla University of Massachusetts (UMass), il cui campus di Dartmouth oggi è stato evacuato. Lo ha riferito l’ateneo che si trova a sud di Boston. Idue sono stati individuati dalla polizia mentre cercavano di rapinare un 7/eleven, un drug store. Cosa che viene interpretata come un segnale che fossero disperati e senza fondi per la fuga.

LA CASA DI NORFOLK STREET – Tra alcune ore, la polizia procederà con una ”esplosione controllata” di materiale rinvenuto nell’abitazione di Norfolk Street a Cambridge dove abitavano i due sospetti per l’attentato alla maratona, ha reso noto il capo della polizia del Massachusetts. In mattinata si era appreso che la polizia di Boston riteneva che l’abitazione di Norfolk Street potesse essere minata e ha inviato sul luogo le squadre anti-bomba, mentre alcune case limitrofe sono state fatte evacuare. 

IL PRESUNTO PADRE – Un uomo presentatosi col nome di Anzor e che ha detto di essere il padre di Tamerlan e Dzhokar Tsarnaev – i due fratelli ceceni sospettati delle bombe alla maratona di Boston – ha parlato al telefono con il corrispondente dell’agenzia Interfax-Sud a Makhachkala, capitale del Daghestan, denunciando che i suoi figli sarebbero stati «incastrati» dai servizi segreti, presumibilmente americani. «Ho saputo dell’accaduto dalla televisione», ha raccontato, «la mia opinione e’ che i servizi segreti hanno incastrato i miei figli perché sono musulmani». L’uomo ha però rifiutato di incontrare di persona il giornalista.

IL CANALE YOU TUBE DI TAMERLAN – Nel canale  personale YouTube di Tamerlan Tsarnaez  erano stati postati video a sfondo religioso. Il giovane ha postato in particolare una serie di filmati legati al salafismo, corrente integralista dell’Islam sunnita, ma anche videoclip musicali anti-Putin e inneggianti alla jihad cecena. Come riferisce il sito Mother Jones, tra i video compare anche un filmato dedicato alla profezia delle “Bandiere Nere del Khorashan”, cara agli estremisti islamici e in particolare ad Al Qaeda. Il video potrebbe fare luce sulle motivazioni dell’attentato. 

Il governatore del Massachussets, Deval Patrick, ha tenuto una conferenza stampa ma si è limitato a dire che due due sospetti uno è morto e l’altro è ancora in fuga, senza fornire altri dettagli sul loro conto.

LA MORTE DI TAMERLAN – La conferma della morte di uno dei due sospetti arriva via Twitter dal commissario della Polizia Edward Davis: «One suspect dead. One at large. Armed and dangerous. White hat suspect at large (Un sospettato morto. Uno in libertà. Armato e pericoloso. Il sospettato col cappello bianco in libertà)». A proposito del ricercato ha invece dichiarato: «Crediamo che questo uomo sia un terrorista. Crediamo che sia venuto qui per uccidere». 

FERMATI I MEZZI PUBBLICI – La Mbta, l’azienda dei trasporti pubblici di Boston, intanto, ha sospeso tutti i servizi. Bloccati gli autobus e la metro che ogni giorno servono oltre 1,3 milioni di persone. Bloccato anche il traffico in entrata e in uscita nella città di Watertown dove oggi si è verificata la sparatoria che ha portato alla morte di uno dei due sospetti attentatori della maratona di Boston. I treni Amtrak da Boston sono stati fermati a tempo indeterminato. Lo riporta la Bloomberg.

WATERTOWN – L’operazione è avvenuta nel sobborgo di Watertown, a circa tre chilometri dal campus del Mit. I due uomini hanno sparato e avevano con sé bombe-pentola a pressione e hanno tentato di scagliarle contro gli agenti ma gli ordigni non hanno raggiunto il bersaglio.

LA RICOSTRUZIONE DELLA SPARATORIA – Poche ore prima, alle 22.30 ora locale, era avvenuta una prima sparatoria, nel campus del Mit, a Cambridge. È rimasto ucciso un agente di polizia, intervenuto dopo una segnalazione di disturbo della quiete pubblica. È stato colpito da diversi colpi di arma da fuoco ed è morto in ospedale.

I due ragazzi sono fuggiti a bordo di una vettura rubata, una Mercedes sportiva nera. Un paio d’ore più tardi polizia e agenti federali rincorrevano l’auto rubata a una decina di chilometri di distanza, a Watertown. Poliziotti e agenti federali, ma anche gli uomini dello Swat, sono scesi in forze nel sobborgo alla periferia della città: i due giovani, armati di pistole ed esplosivi, hanno ingaggiato un violento scontro con gli agenti. Gli abitanti della zona hanno riferito anche di forti detonazioni.

Quel che è successo dopo è meno chiaro: alcuni media hanno raccontato di un uomo sdraiato a terra e circondato dagli agenti. Secondo la Cnn, la polizia ha intimato a uno dei sospettati di scendere dall’auto e di spogliarsi completamente nudo e lo ha fatto infilare in un’auto di pattuglia; gli agenti si sono avvicinati alla macchina e la polizia ha ordinato di nuovo al sospetto di uscire dall’auto; lo hanno interrogato sul marciapiede e poi, con le mani legate, lo hanno portato in un’altra auto della polizia.

Secondo la polizia, l’uomo è morto successivamente, in ospedale. L’operazione nel sobborgo di Boston è ancora in corso e la polizia ha ordinato agli abitanti del quartiere di rimanere serrati dentro le case e non aprire a meno che non ad agenti chiaramente riconoscibili. Il sobborgo continua ad essere assediato da un imponente schieramento di forze sicurezza. La polizia per ora non ha rivelato l’identita’ dei due sospettati dell’attentato, ma e’ convinta che siano gli stessi che lunedi’ hanno piazzato le due bombe, che hanno fatto tre morti, tra cui un bimbo di 8 anni.

Secondo la ricostruzioni che stanno fornendo i media americani, dopo l’attentato di lunedì alla maratona Dzhokhar Tsarnaev, il 19enne ceceno ritenuto il responsabile dell’attacco, insieme al fratello rimasto ucciso nella sparatoria di questa notte con la polizia, sarebbe tornato al campus dell’Università del Massachussets di Dartmouth che frequentava. Lo riporta l’emittente locale Wcvb. I due fratelli si sarebbero allarmati dopo la pubblicazione, avvenuta ieri pomeriggio, da parte dell’Fbi delle foto e dei video in cui venivano individuati come sospetti vicino ai due diversi luoghi delle esplosioni. 

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