L’emiro entra in Porta Nuova con il 40% delle quote

Gli affari dello sceicco. Sullo sfondo Expo 2015

Qatar Holding è entrato nel progetto di Porta Nuova con il 40% delle quote. Il restante rimarrà nelle mani degli attuali azionisti. Ad annunciarlo è una nota congiunta di Hines Sgr e il fondo Qatar Holding.

Riproponiamo la nostra analisi del 15 aprile che anticipava l’operazione

Il Qatar sbarca a Milano? Dalle indiscrezioni che trapelano alle agenzie di stampa del Golfo, sembra proprio di sì. E com’è ormai da tempo nello stile del piccolo ma ambizioso emirato, lo fa in grande stile.

Secondo l’agenzia di stampa emiratina Zawya, personalità vicine al fondo sovrano qatarino sarebbero in trattativa col colosso edilizio texano Hines, che dal 2007 a oggi si è occupato del maxi progetto dell’area milanese di Porta Nuova, il più grande intervento edilizio della città dalla Seconda Guerra mondiale. Il complesso di grattacieli – fra cui la “Torre Unicredit”, l’edificio più alto d’Italia – ha completamente ridisegnato lo skyline di Milano ed è parte dei numerosi progetti volti a modernizzare il volto della capitale economica italiana in vista dell’Expo 2015.

Hines avrebbe intenzione di vendere almeno parte della sua quota nell’investimento, stimato finora in 1,8 miliardi di euro. La ragione sarebbe legata alla prolungata stagnazione dell’economia italiana, che si riflette pesantemente nel mercato edilizio. Nel 2012 la città ha visto una diminuzione del 28% della vendita di uffici rispetto ai dati pre-crisi del 2007, con il tasso di uffici vuoti che è passato in 5 anni dal 7,4% all’11,6%. La compagnia americana avrebbe finora concluso la vendita di circa la metà dei 370 appartamenti del nuovo complesso edilizio – ad un prezzo medio di 1,5 milioni di euro – e del 55% dei 130.000 metri quadrati di uffici, acquisiti dalla banca Unicredit, uno dei principali finanziatori del progetto. Con gli edifici ormai completati, queste cifre sono ampiamente al di sotto delle aspettative e Hines sarebbe da tempo alla ricerca di investitori interessati all’acquisto di almeno parte della sua quota.

Non è chiaro quale delle compagnie legate al fondo sovrano qatarino sia in trattativa per l’acquisizione, se la Qatar Holding o Qatari Diar, entrambe specializzate in questo tipo di grandi progetti. La Qatari Diar ha però già lavorato in passato con Hines in un grande progetto edilizio nella città di Washington per un valore di 700 milioni di dollari.

L’operazione “Milano” rientrerebbe però perfettamente nella logica seguita in questi anni negli investimenti che il Qatar ha effettuato nel mercato edilizio europeo, nel quale tra il 2011 e il 2012 l’emirato ha collocato più di 3,5 miliardi di euro (equivalenti ad appena sei settimane delle rendite generate dai suoi giacimenti di gas naturale). Il fondo sovrano qatarino si è concentrato soprattutto in complessi commerciali e di altissima fascia, tra i quali il nuovo distretto finanziario di Londra.

Il Qatar, un piccolo emirato di 300.000 abitanti che sorge sopra il più grande giacimento di gas naturale del mondo, ha da tempo iniziato una campagna di investimenti volta ad aumentare il prestigio e il glamour della sua immagine nel mondo. Ciò lo ha già portato ad affacciarsi in passato sul Bel Paese, dove l’emiro Hamad bin Khalifa al-Thani, dopo la sua visita di stato nel 2012, ha acquistato il marchio di alta moda Valentino.