“Napolitano vuole un governo o trarrà le conseguenze”

Il Parlamento deve essere la sede per trovare soluzioni per i problemi del Paese

Dott. Morando, lei conosce da diversi anni Giorgio Napolitano. Come legge il discorso del capo dello Stato?
Il Presidente della Repubblica ha detto con grande chiarezza che, superando le divisioni, la chiusura del proprio particolare, i partiti debbono impegnarsi a fare un governo, così come le riforme istituzionali di cui il Paese ha altrettanto bisogno. Il discorso è rivolto a tutte le forze politiche. Napolitano dice: mi avete chiesto di ricandidarmi dichiarandomi disponibilità, perché se non lo farete io ne potrei trarre le conseguenze.

In un passaggio il capo dello Stato dice: «rifiutare le intese è regressione». Come dire, è necessario un “governissimo”.
No, non lo ha detto. Napolitano dice chiaramente: io adesso ho il dovere di dare un governo che abbia la maggioranza sia alla Camera e al Senato. È chiaro che questo governo deve avere il consenso sia del Pd, del Pdl, e di Scelta Civica, e se è possibile anche del M5s. Non allude ad un governissimo, ma ad un “governo del Presidente”.

Chi guiderà il governo del Presidente?
Quello dell’individuazione del Presidente del Consiglio è un compito del Presidente della Repubblica.

Napolitano elogia il documento dei saggi. Saranno i dieci “saggi” i ministri del governo che verrà?
No, non credo affatto. È indispensabile che il Presidente del Consiglio e il governo tenga contro del documento dei saggi. Napolitano ha detto: qualcuno afferma che il documento non è innovativo. Se è vero che non è innovativo, come dite, passate dalle parole ai fatti.

Il Capo dello Stato dice “no” alla contrapposizione fra le piazze e il Parlamento. Si riferisce “senza se e senza ma” alle manifestazione dei grillini che in questi giorni hanno occupato Piazza Montecitorio
Su questo punto ciò dovrebbe essere ovvio: la piazza è la sede naturale della mobilitazione politica. Ma nelle democrazie rappresentative il Parlamento è la sede per la discussione, per l’elaborazione, per l’individuazione, e per la soluzione dei problemi del Paese.


@GiuseppeFalci
 

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