OccupyPalazzo, filotto Pd: Camere, Quirinale e premier

La lettera

Caro direttore,

non si può tacere, credo, lo sconcerto che suscita l’ebollizione in corso nella galassia del Pd. Tra elettori, simpatizzanti, militanti che occupano le sedi, smanettoni sul web (e pure nell’apparato e nella dirigenza del partito, oltre che nel più vasto popolo della sinistra) si assiste all’emergere scomposto di un rancore e di una rabbia generalizzata per l’evoluzione della crisi politica, un rancore che appare, purtroppo, non tener conto del più banale senso della realtà.

E basta mettere in fila la cronaca di queste settimane per restare allibiti di fronte a queste pulsioni così diffuse. Il 25 febbraio la coalizione di sinistra non ha vinto le elezioni politiche: ha raggiunto un sostanziale pareggio con altre due forze, anche se, grazie al “Porcellum”, con il 29% dei voti si è gonfiata di parlamentari (circa il 45 per cento tra Camera e Senato). Si è poi assistito, per ben due mesi, alla ricerca velleitaria di autosufficienza di una maggioranza che non c’era nei numeri. E fottendosene della crisi economica, del lavoro che si perde, della povertà che avanza, la politica è stata sequestrata dalle paturnie interne del Pd, dal groviglio delle sue correnti, dal suo rifiuto ad accettare con realismo il quadro, pur insoddisfacente, scaturito dalle cifre elettorali.

E quando è arrivato alle svolte decisive, con il voto sul Quirinale, l’intero partito ha fatto una vergognosa figuraccia trasformandosi in un’accozzaglia di franchi tiratori che impallinavano nel segreto dell’urna le decisioni formali prese la stessa mattina magari all’unanimità. A conclusione di tutto questo casino, il bello è che la sinistra, lo ricordiamo ancora con il 29% dei voti, si porta a casa il Presidente del Senato, il Presidente della Camera, il Presidente della Repubblica, il Presidente del Consiglio. Agli altri niente. Ma allora, a questo punto che cos’altro vogliono gli incazzati, gli occupanti, i fanatici dei tweet, i rancorosi così platealmente insoddisfatti? Vogliono la dittatura? Vogliono l’abolizione di tutti gli altri partiti, in modo da comandare solo loro? Beh, se continuano ad ignorare il senso di realtà, poi non potranno lamentarsi se, per l’ennesima volta, tutta l’altra Italia si rifugerà obtorto collo in Berlusconi per frenare questo impazzimento…

Credimi, da cittadino, con molto dolore
                                                                        Giuseppe Baiocchi

Entra nel club de Linkiesta

Il nostro giornale è gratuito e accessibile a tutti, ma per mantenere l’indipendenza abbiamo anche bisogno dell’aiuto dei lettori. Siamo sicuri che arriverà perché chi ci legge sa che un giornale d’opinione è un ingrediente necessario per una società adulta.

Se credi che Linkiesta e le altre testate che abbiamo lanciato, EuropeaGastronomika e la newsletter Corona Economy, così come i giornali di carta e la nuova rivista letteraria K, siano uno strumento utile, questo è il momento di darci una mano. 

Entra nel Club degli amici de Linkiesta e grazie comunque.

Sostieni Linkiesta