La parabola di Mario Monti, da Obama ad Alfio Marchini

L'ex rettore della Bocconi ormai sembra un vecchio politico di rito democristiano

Lo ricordavamo con Barack Obama a discutere della crisi dell’euro, a Washington. Ora invece l’ex presidente del Consiglio Mario Monti, che fu aiutato durante la campagna da David Axelrod uno dei guru del presidente degli Stati Uniti, si ritrova a fare campagna elettorale per le elezioni comunali. Nello specifico quelle di Roma, dal momento che, come ha fatto sapere ieri a Omnibus, il suo candidato è Alfio Marchini. Lo ha detto nero su bianco: «Il mondo di Scelta civica sostiene il candidato Alfio Marchini per considerazione verso la persona e per affinità di motivazioni, perchè la sua candidatura viene dalla società civile e ha un forte respiro di programmi».

Non contestiamo la scelta politica di Monti, ma pare evidente che per l’ex rettore della Bocconi ormai è iniziata una parabola discendete che sembra non avere fine. Il professore di economia che discuteva con Angela Merkel e con i grandi della terra, si ritrova invece a seguire la politica spiccia, quella italiana di tutti i giorni, in particolare quel carro di Pierferdinando Casini, leader Udc, che proprio in Monti ha trovato la sua salvezza. Caro professore non è meglio tornare a fare il rettore in Bocconi?

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