Letta di Pisa: politica, curia e università

Il cerchio magico del premier

Se lo ricordano ancora con i calzoni corti. «Enrico era sempre composto, preciso: sembrava un bimbetto più grande dell’età che aveva». A Borgo Stretto, nel pieno centro di Pisa, nei giorni dopo la nomina a presidente del Consiglio, di mattina non si parla d’altro: «Ne ha fatta di strada. Ah quanta è bella la mi Pisa con Letta presidente del Consiglio», ripetono nel quartiere a ritornello. Ormai lo considerano “il nostro Presidente”, ma «noi continueremo a chiamarlo Enrico: è uno di noi».

Perché “Enrico”, nonostante i molteplici incarichi, l’Aspen Institute, l’Arel, VeDrò, «è sempre rimasto legato alla sua città». La famiglia oggi vive a San Giuliano Terme, a pochi chilometri dal capoluogo di provincia. Mentre lui è cresciuto a Porta a Lucca, un quartiere residenziale di Pisa a poche centinaia di metri dalla Torre. «Riflessivo, pacato, grande giocatore di Risiko e Subbuteo, e, sopratutto, dedito alla lettura fin dalla giovane età».

Sono le amicizie di gioventù la fortuna di Letta junior. Amicizie che ancora oggi Enrico «considera importanti». Amicizie che lo sostengono nei primi anni di politica attiva, quando sembra che il giovanotto di Pisa possa «diventare un pezzo grosso della politica nazionale». «In fondo era un predestinato» raccontano a Linkiesta. «Da bimbi quando gli chiedevi cosa volesse da grande rispondeva così: “O il ministro o il Presidente del Consiglio”». Detto, fatto. O quasi. Mai scontroso, «la sua è sempre una leadership non aggressiva, si è sempre imposto con la ragione». Stefano Landucci, Francesco Barachini, Renato Crupi, Sergio Prodi (nipote di Romano) rappresentano il nucleo adolescenziale. Ragazzi come lui che frequentano l’Azione Cattolica e ai quali il piccolo Letta dispensa consigli come un vero leader. Al punto che in occasione di un campo scuola, al quale prendono parte ragazzini di tutte le età, in tanti rimasero colpiti da questo «bimbetto saggio come un trentenne e preparato come un docente». 

Gli anni passano e dall’Azione Cattolica si arriva alla Dc prima e al Ppi poi,approdo finale il Partito democratico. All’età di 22 anni Letta varca l’ingresso di Palazzo Gambacorti, sede del comune di Pisa. Il primo step della sua lunga e veloce carriera lo vede consigliere comunale fra le fila della Dc. A quel tempo è legatissimo  con Simone Guerrini (oggi dirigente di Finmeccanica), demitiano di ferro, e responsabile nazionale dei giovani democristiani. «Poi spicca il volo» spiega un amico pisano di vecchia data «Enrico si rende conto che la realtà pisana gli sta stretta, lui ha un altro passo». Eppure «non commetterà un errore che fanno in tanti: resterà in contatto con il territorio e con la città». 

Addirittura c’è chi racconta «di un vero e proprio cerchio magico pisano del presidente del Consiglio incaricato». Un cerchio magico che può restringersi a pochi nomi, ma di un certo peso. L’ombra di Enrico si chiama Pier Paolo Tognocchi, deus ex machina del “lettismo”, «al quale Letta deve molto, sopratutto all’inizio della sua carriera politica». Tognocchi è attualmente consigliere regionale, e fu segretario particolare di Letta quando ricoprì la carica di ministro (Enrico Letta è stato ministro e Ministro dell’Industria, del Commercio e dell’Artigianato). L’altro fedelissimo del vicesegretario Pd si chiama Andrea Pieroni, attuale presidente della Provincia di Pisa. In realtà la rete pisana includerebbe anche Ylenia Zambito, e alcuni consiglieri comunali, ma, come assicurano a Linkiesta, «questo sarebbe il secondo cerchio concentrico del mondo lettiano».

Ma non è finita. I legami di Letta si estendono alla società civile, e al mondo dei liberi professionisti della cittadina toscana. «Enrico è molto legato alla famiglia Barachini», dicono. Una famiglia prestigiosa della Pisa che conta, e che vede al vertice Enrico Barachini, commercialista di grido, coinvolto nello scandalo Parmalat in quanto consigliere indipendente di Parlamat Finanziaria. Ed «Enrico oltre ad avere buoni rapporti con Barachini senior, è uno dei migliori amici di Francesco», figlio di Enrico, ed oggi componente del cda dell’aeroporto di Pisa. Un altro link dell’incaricato presidente del Consiglio è una vecchia conoscenza dell’imprenditoria pisana. Stefano Bottai, presidente di Bocca d’Arno, è l’imprenditore che realizzerà, guarda un po’, il Porto di Marina di Pisa. E proprio nei giorni scorsi, dalle colonne de Il Tirreno, Bottai plaudeva all’amico Enrico.

Politica, imprenditoria, e  anche università. Uno dei punti di forza di Enrico Letta è la prestigiosa scuola di eccellenza Sant’Anna. Una scuola che è presieduta proprio da Giuliano Amato, il cui nome dopo essere stato fatto per la carica di presidente del Consiglio era stato fatto anche come possibile inquilino di uno dei ministeri “di peso” del governo Letta. Ma all’interno del Sant’Anna l’ex Ministro ha ottimi rapporti con Maria Chiara Carrozza, rettore e neo parlamentare del Pd, e Ministro dell’Istruzione da Largo del Nazareno, la sede democrat. Per non parlare di un altro pezzo da novanta del Sant’Anna: Andrea Bonaccorsi, docente ad ingegneria gestionale, e componente del cda della Cassa di Risparmio.

Insomma una rete di contatti trasversale, che arriva a toccare anche la Chiesa cattolica. Letta vanta un’amicizia con l’attuale arcivescovo di Pisa, Giovanni Paolo Benotto, e con gran parte del mondo ecclesiale pisano. Al punto che in occasione delle prime nozze con la pisana Elisabetta Marchetti, figlia di una famiglia dell’alta borghesia della cittadina toscana,  raccontano di una cerimonia «con una dozzina di preti».

@GiuseppeFalci

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