Per l’Ue le nuove Mercedes sono fuori legge

Bruxelles impone un refrigerante che produce meno emissioni Co2

Mettere al bando le lussuose Mercedes, perché in violazione delle norme Ue. Può sembrare paradossale, ma è proprio questo il caso che si sta creando, e che vede un braccio di ferro tra Berlino e Bruxelles. La storia che si trascina ormai da sei mesi, ruota tutto intorno a un prodotto refrigerante per i climatizzatori. Dal primo gennaio 2013 tutte le case automobilistiche – per i nuovi modelli omologati a partire dal 2011 – devono utilizzare il refrigerante R1234yf al posto del vecchio R134a. Motivo: una nuova direttiva in materia impone che il refrigerante possa al massimo avere un effetto serra pari a 4 volte quello della Co2. È il caso del nuovo prodotto, mentre per il vecchio, l’effetto è pari a nientemeno che 1.400 volte.

La maggior parte delle case automobilistiche mondiali si è già adeguata, così il Gruppo Fiat, la Ford, la General Motors, tutte le francesi e coreane e tutte le giapponesi tranne la Toyota. Quanto alla Volkswagen, è ricorsa a un trucco: ha presentato la nuova Golf7 solo come una “modifica” del precedente modello, il quale, essendo stato omologato prima del primo gennaio 2011, può continuare a utilizzare il vecchio prodotto. La Bmw fa ricorso a un tipo diverso di refrigerante che comunque a quanto pare rispetta la direttiva.

La Daimler, che produce le Mercedes, invece non vuole saperne. In particolare la Classe B (omologata il 3 agosto 2011), la Sl (4 novembre 2011) e la classe A (8 giugno 2012) continuano a usare il famigerato R134a in barba alla nuova direttiva. Motivo: Il nuovo R1234yf sarebbe facilmente infiammabile qualora fuoriuscisse, in caso di incidente, e colasse sul motore surriscaldato. A dimostrarlo, secondo la casa automobilistica, sarebbero i crash test: «la sostanza – ha dichiarato Stephan Geyer, capo ingegnere a Daimler – già nota come facilmente infiammabile, (in caso di impatto e contatto col motore caldo ndr) prende fuoco di colpo e incendia l’intero vano motore». Non basta. Secondo la Daimler si sprigionerebbero pericolosi gas altamente tossici mettendo in pericolo le forze di soccorso giunte sul luogo dell’incidente oltre che gli eventuali feriti.

Secondo Wolfgang Lohbeck, un esperto dell’associazione ambientalista Greenpeace, sono tutte scuse. La verità starebbe nei costi: «un chilo di R134a costa tra 5 e 10 euro, mentre un chilo del nuovo R1234vf circa 150 euro». Una bella differenza, anche se la Daimler respinge l’accusa sostenendo di aver anzi già predisposto i propri veicoli per la nuova sostanza, salvo doverli poi riadattare a caro prezzo alla vecchia, una volta stabilita la pericolosità.

Certo è che la Commissione europea non sente ragione. Come ha ricordato in una lettera a tutti i ministri italiani coinvolti dal dossier (Sviluppo economico, Infrastrutture e trasporti, Politiche europee e dell’Ambiente) l’eurodeputato Andrea Zanoni (Italia dei Valori), la Commissione ha già avvertito nel marzo 2013 che «tutti gli Stati membri hanno il preciso obbligo di rifiutare l’immatricolazione di veicoli che non siano in conformità con la legislazione Ue in materia di impianti di condizionamento d’aria dei veicoli a motore» e «hanno il preciso obbligo di intervenire nei confronti dei produttori che immettono sul mercato prodotti non conformi con la legislazione Ue in materia di omologazione dei veicoli».

Lo stesso commissario europeo all’Industria, Antono Tajani, è stato molto chiaro: «la legge è uguale per tutti – ha avvertito – non appeno otterrò informazioni che sono stati autorizzati veicoli con la vecchia sostanza in uno Stato membro, avvierò una procedura d’infrazione contro questo Stato». Riguarda, nel caso della Mercedes, anzitutto la Germania, ma anche tutti gli Stati membri che consentano ai veicoli “incriminati” di essere immatricolati. Dunque anche l’Italia. Per questo Zanoni, membro della Commissione ambiente del Parlamento europeo, chiede al governo di vietare «la vendita dei modelli di automobile Mercedes che contengono sistemi refrigeranti proibiti dalla normativa europea perché causa di riscaldamento globale», ipotizzando addirittura di «esigere che tali vetture immesse sul mercato a partire dal primo gennaio 2013 siano ritirate».

La vicenda è delicatissima, anche perché arriva nel bel mezzo della crisi dell’auto – che affligge la Fiat e le francesi, mentre le tedesche vanno molto meglio – e perché potrebbe creare altissime tensioni tra stati membri e tra Berlino e Bruxelles. E in effetti il governo tedesco sta già protestando con veemenza, rinviando proprio alla presunta pericolosità della nuova sostanza refrigerante. «Non ha senso – ha scritto il ministro dei Trasporti di Berlino Peter Ramsauer a Tajani – obbligare i produttori all’utilizzo del refrigerante R1234yf prima che siano stati rimossi i rischi legati alla sostanza». Per ora la Commissione tiene duro, anche se l’industria automobilistica tedesca sta premendo per ottenere almeno una proroga dell’obbligo di introduzione della nuova sostanza. Non è facile sfidare Berlino e soprattutto il potente comparto auto germanico. Per ora, comunque, non risulta alcun divieto di vendita delle Mercedes nei concessionari italiani. 

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