Il governo Letta “coraggioso” come il pesciolino Nemo

Fare spogliatoio, cambiare in continuazione, andare a farsi fischiare dai commercianti

Buongiorno, oggi è il 13 giugno, il giorno di Sant’Antonio da Padova e dell’aumento dell’Iva. Vi parla il servizio buonenuove di palazzo Chigi, dal governo viaggiareinformati del coraggio riformista che non si dimentica mai di fare spogliatoio. 0ggi la parola d’ordine è: nuotare come il pesciolino Nemo, tutti insieme, e sfondare la rete. Ripeto: nuotare con coraggio riformista come il pesciolino Nemo.

Cominciamo con una importante novità: noi oggi saremmo molto felici di venirvi a dare una buona notizia. Noi oggi saremmo contentissimi di annunciare solennemente che, come vi avevamo promesso, siamo riusciti a scongiurare l’aumento dell’Iva. E infatti – so che questo vi fa piacere – abbiamo sfiorato il colpo. Anzi, meglio ancora, diciamolo più esattamente: avremmo voluto non aumentare l’Iva ma, purtroppo, siamo venuti a dirvi che siamo costretti a farlo.

Questo è il governo del coraggio riformista, il governo che parla chiaro: se può fa, e che se non può non fa. Se non l’abbiamo fatto vuol dire che non c’è nulla da fare. Quanto a questa benedetta Iva: sapete bene che c’è una legge votata dal governo Monti, cioè dagli stessi partiti della nostra maggioranza, che ci obbligava ad alzarla di un punto. Noi eravamo fermamente contrari a questo provvedimento di chiaro segno depressivo, abbiamo cercato le risorse per non alzare l’Iva.

Ma siccome non sapevamo dove trovarle queste risorse, e il governatore della Banca d’Italia Visco ci ha detto addirittura che queste risorse non esistevano, noi abbiamo cercato di essere unanimi, abbiamo fatto spogliatoio, abbiamo spinto come il pesciolino Nemo, ma poi ci è toccato andare da quei disperati della Confcommercio a dirgli che si potevano attaccare al tram. Questo è il governo del coraggio riformista, il governo che quando dice una cosa la fa, ma è anche un governo melodrammatico: prima facciamo spogliatoio, poi andiamo a parlare di corda in casa dell’impiccato.

Però intanto voglio dirvi che sono ottimista: dureremo almeno altri cinque anni, perché abbiamo un dovere morale: fare le riforme. Anche perché le riforme istituzionali hanno un grande pregio: non costano nulla.
Così io faccio spogliatoio, nomino una sontuosa commissione di saggi, metto in campo un paio di riforme che non si faranno mai (per questo è importante sceglierle bene), e annuncio una nuova legge e elettorale che nessuno vuole votare (altrimenti c’è il rischio che passi e poi ci dobbiamo dimettere). Questo è il governo del coraggio riformista, il governo che se può fa, e che se non può non fa.

Il governo che sa bene quel che non si può fare, ma che sa anche che annunciarlo è bello. Buongiorno e buone vacanze dal governo buonenuove, e dal servizio viaggiare informati di Palazzo Chigi. Questo è il governo del coraggio riformista, tutto procede allegramente, il clima nello spogliatoio è ottimo. Siamo già in grado di dirvi che la prossima fregatura potrebbe arrivarvi, a fine agosto. Abbiamo annunciato che per quella data cancelleremo l’Imu. Non potendo farlo per ora l’abbiamo sospesa. Stiamo facendo di tutto per mantenerla congelata. Poi però se malgrado il fatto che siamo tutti li a spingere come Nemo, a esibire coraggio riformista e a fare spogliatoio e non ci riusciamo… Beh, cari pesciolini, ci dispiace per voi.

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