Una firma di tutto riposoLatte artificiale, in Italia è il più caro d’Europa

L’autorità ha multato le aziende produttrici nel 2000 e nel 2005

Per le mamme che hanno neonati che non possono e/o non vogliono allattare, il latte artificiale è una scelta necessaria ma molto costosa. Grazie ad Internet e all’euro è ormai piuttosto semplice confrontare il prezzo di un bene in Italia con quello vigente negli altri Paesi. Nel caso del latte artificiale sono decine e decine i siti e i forum online che suggeriscono di acquistare il latte artificiale in polvere in paesi come la Germania, spendendo molto meno che in Italia, per l’esattezza anche il 30% in meno.

Perché mai il latte artificiale è più caro in Italia che altrove? In passato l’Antitrust ha già sanzionato il comparto per aver tenuto artificialmente più alto il prezzo del latte artificiale (gioco di parole voluto!), un’azione sollecitata da esposti presentati da associazioni di consumatori che lamentano per l’appunto la presenza di intese collusive ai danni della libera concorrenza. L’anno scorso è intervenuto sul tema l’allora ministro Riccardi, mandando un esposto all’Antitrust dichiarando: «Il comparto dei prodotti per la prima infanzia risulta caratterizzato da alcune specificità che incidono sulla formazione dei prezzi e sulla struttura della catena distributiva», e ancora: «il consumatore si trova obbligato ad acquistare il prodotto di una particolare marca su indicazione del pediatra. Tra l’altro la sostituibilità con prodotti equivalenti, alternativi è piuttosto limitata».

A quanto risulta il suddetto Antitrust non si sarebbe ancora espresso sulla questione sollevata dal ministro, anche se il presidente Giovanni Pitruzzella, presidente dell’autorità, aveva risposto all’esposto presentato da Riccardi annunciando l’apertura di una pratica, riconoscendo che «i prezzi sono mediamente superiori a quelli praticati nel resto d’Europa. In modo ingiustificato». Già in due occasioni, nel 2000 e nel 2005 l’autorità aveva comunicato la chiusura di procedure con sanzioni per i produttori di latte artificiale per bambini, nella prima occasione multando i produttori per un totale di 6 miliardi di lire, nella seconda per 9.743.000 euro.

Si parla tanto – e giustamente – di redditi bassi colpiti duramente dalla recessione, ma si tende a dimenticare che ciò che conta è il reddito reale, cioè quanti beni e servizi un certo livello di reddito riesce ad acquistare. Le intese restrittive della concorrenza spingono in alto i prezzi e perciò diminuiscono il potere d’acquisto dei consumatori. Molta dell’energia che viene usata per scagliarsi contro l’euro potrebbe essere più proficuamente utilizzata contro i comportamenti anti-concorrenziali, che hanno esattamente lo scopo di spingere verso l’alto i prezzi, con danni evidenti per le famiglie italiane e per le imprese che esportano.  

Twitter: @ricpuglisi

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