Monologo di un lettiano errante di Palazzo Chigi

Il governo che se può fa e che se non può non fa (o rinvia)

Buongiorno, vi parla il servizio buonenuove di palazzo Chigi, dal governo viaggiareinformati del coraggio riformista che non si dimentica mai di fare spogliatoio. Cominciamo con una notizia: l’Imu non c’è più. Anzi, meglio: l’Imu è sospesa in attesa di rimodulazione, una parola che non si capisce bene, lo so, ma che comunque incute timore ai cittadini e rispetto ai mercati. Anzi, meglio ancora, diciamo più esattamente, lo abbiamo messo nero su bianco così: se riusciamo a fare una bella riforma entro il 31 agosto l’Imu è sospesa, altrimenti, il 16 settembre, per effetto di un trucco che abbiamo chiamato clausola di salvaguardia, ritorna l’Imu così com’era, e ve la prendete in quel posto. Ma con molta eleganza, su questo punto siamo unanimi.

Questo è il governo del coraggio riformista, il governo che se può fa, e che se non può non fa. Quanto all’Iva, sapete bene che c’è una legge votata dal governo Monti, cioè dagli stessi partiti della nostra maggioranza, che ci obbliga ad alzarla di un punto. Ma noi oggi siamo fermamente contrari a questo provvedimento di chiaro segno depressivo, quindi cercheremo altrove le risorse per non alzare l’Iva. Ma siccome non sappiamo dove trovare queste risorse, e il governatore della Banca d’Italia Visco ci dice addirittura che queste risorse non ci sono, noi cerchiamo di essere unanimi, facciamo spogliatoio, ma ancora non sappiamo bene cosa faremo alla fine. Questo è il governo del coraggio riformista, il governo che quando dice una cosa la fa, ma è anche un governo un po’ thrilling: prima facciamo spogliatoio, poi vediamo che succede.

Per fortuna, peró, ci sono i diritti civili. Faremo anche una nuova legge sulla cittadinanza, primo poi, ma non chiedetemi quando, perché non ne ho idea: so che non è molto, ma almeno siamo sinceri. Il fatto è che Gasparri si è arrabbiato, Borghezio ha detto che la ministra Kienge è «una Bingo Bongo», il clima dello spogliatoio, su questo tema, purtroppo non è propizio per le riforme.

Passiamo all’agenda istituzionale: il prossimo presidente della repubblica non sarà eletto dal parlamento, ma in modo diverso. Che poi è un modo un po’ democristiano per dire, e non dire, che sarà eletto direttamente dai cittadini. Peró io in modo chiaro non l’ho detto, e visto che Alfano adesso spiega che ci sarà l’elezione diretta, gli devo rispondere con molta eleganza, sfumando i toni: sul presidenzialismo faccio spogliatoio anche io e annuncio che mi manterrò neutrale. Coraggiosamente riformista, ma anche neutrale. Non c’è nulla di più bello che mantenersi neutrale su una propria proposta, non trovate? Questo è il governo del coraggio riformista, il governo che se può fa, e che se non può non fa. Qui ancora non ho capito se si può.

Tanto c’è la lotta alla Casta in cui siamo implacabili, e allora, dopo tante prese di posizione caute, lo abbiamo voluto dire chiaro e tondo: aboliremo il finanziamento ai partiti, perché altrimenti la gente non ci capisce. Avete capito bene? Aboliremo il finanziamento ai partiti che fra l’altro, dal punto di vista formale, oggi nemmeno esiste, perché quello in vigore è un rimborso elettorale che ci eravamo inventati dieci anni fa per aggirare un referendum andato male. Quindi seguitemi bene: siccome non si puó abolire una cosa che non esiste, per cancellare il finanziamento ai partiti che in realtà per ora è solo un rimborso elettorale, siamo costretti a introdurre un finanziamento ai partiti, che in realtà è un vero finanziamento ai partiti.

Ma, siccome siamo sensibili agli umori della pubblica opinione, e la gente si aspetta da noi passi concreti, con coraggio riformista renderemo facoltativo questo finanziamento, legandolo alla vostra dichiarazione dei redditi, e chiedendovi, quando pagate le tasse (e solo nel caso raro che siate fra quegli italiani scemi che dichiarano più dei 16mila euro annui dei gioiellieri), chiedendovi insomma se volete o no dare ai partiti il due per mille del vostro reddito. Dopodiché daremo ai partiti tutti i due per mille di quelli che hanno detto di voler dare il loro due per mille ai partiti. E poi, visto che il paese ha bisogno di risposte, gli daremo anche il due per mille di quelli che hanno detto di non voler dare il loro due per mille ai partiti. In questo modo i partiti otterranno in modo diretto il due per mille di chi si esprime e, solo in modo indiretto, quello di tutti gli altri. Tiè. Però sarà possibile avere uno sgravio del 50% se si finanzia un partito, mentre lo sgravio è solo del 16% se si finanzia un’opera pia, ma che ci posso fare? Su questo tema abbiamo addosso gli occhi del paese, ma non siamo unanimi, i tesorieri sono incazzati, la cassa integrazione per i dipendenti del Pd incombe, che gli dico a Sposetti?

Buongiorno e buone vacanze dal governo buonenuove, e dal servizio viaggiare informati di Palazzo Chigi. Questo è il governo del coraggio riformista, il governo che se può fa, e che se non può non fa. Tutto procede allegramente, il clima nello spogliatoio è ottimo. Poi se il 19 giugno la Corte Costituzionale dice no al parere sul legittimo impedimento, Alfano si perde di nuovo il quid, Berlusconi si incazza, fa saltare il tavolo, la maggioranza cade. Ma questi benedetti giudici costituzionali lo vogliono capire o no che bisogna fare spogliatoio? 

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