Piano Italia: fondi per disoccupati e tasse sospese

I nodi principali dopo il vertice Ue

IVA. L’aumento dell’Iva su alcuni prodotti dal 21 al 22% è stato spostato di tre mesi, da inizio luglio a inizio ottobre. Per coprire il rinvio, aumentati di un punto percentuale gli acconti Irpef, Irap e Ires che pagano a novembre commercianti, professionisti e lavoratori autonomi. Ma il prossimo anno, in primavera, in sede di saldo si pagherà di meno. «Un prestito soft da parte dei contribuenti», è la definizione del ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni. 
 

IMU. La rata di giugno dell’Imu è stata sospesa fino al 16 settembre. Ma solo per le prime case, i terreni, i fabbricati agricoli, gli immobili delle cooperative edilizie e le case popolari. Resta da pagare l’Imu sulle seconde case, le abitazioni signorili, ville, castelli. 
 

LAVORO. Dall’Europastanziati nove miliardi di fondi per combattere la disoccupazione giovanile (a partire dal 2014), che interessa 5,6 milioni di giovani europei. L’importo è composto da 6 miliardi di euro per il biennio, più i fondi Ue non spesi nel periodo 2014-2017, stimati intorno a 2-3 miliardi. 

Dal consiglio è stato messo a punto un sistema di garanzie per gli under 29, che prevede di offrire loro un lavoro o un corso di formazione entro quattro mesi dalla fine degli studi o del rapporto di lavoro. Questo sistema di garanzie diventerà operativo dall’inizio del 2014 nei Paesi con una disoccupazione giovanile superiore al 25% (in Italia abbiamo superato il 38%). 

A Bruxelles il presidente del Consiglio Enrico Letta è riuscito a ottenere per l’Italia lo stanziamento di 1,5 miliardi di euro per il prossimi due-tre anni per dare lavoro ai più giovani nelle regioni dove la disoccupazione giovanile ha toccato picchi preoccupanti. 
 

EUROPA. Alla Bei, Banca europea per gli investimenti, viene chiesto di utilizzare al masimo l’aumento del suo capitale per 10 miliardi di euro per finanziare le imprese. Nel summit come priorità sono state indicate l’innovazione, la ricerca e l’accesso al credito per le piccole e medie imprese. 

Altra priorità indicata come necessaria è stata l’unione bancaria, con un sistema di vigilanza centralizzato presso la Bce, la ricapitalizzazione diretta delle banche in difficoltà fino a 60 miliardi dei 500 del Fondo salva Stati Esm e una garanzia comune dei depositi bancari. 

LE INCOGNITE: DEBITO E CRESCITA. Il deficit è rientrato nei parametri europei, cioè entro il 3% rispetto al prodotto interno lordo. Quello che resta fuori parametro è il debito pubblico, che nel 2012 è arrivato al 127% del pil.

Come riporta il Corriere della sera, per tornare a crescere servirebbero 11 miliardi: quattro miliardi per cancellare definitivamente l’aumento dell’Iva, altri quattro per l’Imu sulle prime case, uno per la Tares e due per evitare l’aumento dei ticket