Il Papa a Lampedusa lava i nostri peccati di ipocrisia

Siamo tutti “bergoglisti”

Adesso, dopo il viaggio di Papa Francesco a Lampedusa, mi aspetto che nasca un club di agnostici bergoglisti, e dico da subito che mi candido a prenderne con entusiasmo la tessera. Che bello il viaggio pastorale ai confini del Mediterraneo, che bello l’altare policromo ricavato da una barca.

C’è in questo viaggio di Bergoglio tra i disperati la forza dei gesti radicali che indicano la strada e, la vocazione della Chiesa che torna a recitare il suo ruolo pastorale senza se e senza ma. C’è la Chiesa che torna a muovere simboli potenti, e a lanciare messaggi lunghi.

Faceva un po’ di impressione oggi, tanto per fare un esempio, leggere l’arrampicata sugli specchi del leghista Matteo Salvini che, essendo intelligente, doveva cimentarsi in un difficile esercizio dialettico: criticare il gesto del Papa elogiando allo stesso tempo il Papa. Non facile. E infatti il leghista ha detto: «Non ce l’ho con lui» ha spiegato Salvini «ma con quelli che approfittano di lui per combattere il reato di clandestinità e le attuali leggi sull’immigrazione».

Che sarebbe come dire: non ce l’ho con Marx ma quelli che per colpa sua sono diventati comunisti, non ce l’ho con Berlusconi, ma solo con i berlusconiani. Invece, nel tempo in cui gli uomini muoiono come i tonni appesi alle reti dei pescatori serve proprio questo: la radicalità dello sguardo e della fede riscrive le coordinate apparentemente imprescindibili del senso comune.

Quanto sembravano forti ieri i leghisti quando gridavano “Prima gli italiani”. Come appare debole Salvini mentre dice: «Il Papa poteva visitare uno dei centri di assistenza per gli anziani in Lombardia». Tutto questo scompare di fronte a Bergoglio che dice: «C’è un pezzo di Erode anche nei nostri cuori». Eppure questo Bergoglio non è un problema per la destra, ma, a ben vedere, per la sinistra. La forza della Chiesa che recupera il senso della sua missione non crea problemi a chi si oppone al messaggio della speranza, ma soprattutto a chi si era disabituato a crederlo possibile.

Il bergoglismo fa invecchiare le mezze misure e i brodini, i compromessi con la coscienza, i vorrei-ma-non-posso. La domanda che mi faccio oggi non è come abbia fatto Bergoglio a partire per Lampedusa. Ma come abbiano fatto tutti i politici progressisti (con la lodevole eccezione della presidente della Camera Laura Boldrini) a tenersene lontani. Oggi, per una volta, siamo tutti bergoglisti. 

Twitter: @LucaTelese

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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