Guardi Sex and The City e pensi che il tuo armadio sia misero e povero. Passi a Revenge e ti rendi conto che i vestiti di Emily non li potresti nemmeno sognare. Ti fai qualche risata guardando le Desperate Housewives e realizzi che la più povera di loro (Susan) ha una casa che nemmeno con due mutui (ma poi i mutui li danno di questi tempi?) ti potresti permettere. Dei ricconi della tv, sempre ben vestiti e imbellettati, abiti succinti e occhialoni griffati 32 pollici, siamo stanchi. Stanchissimi. Ecco che la ventata di aria fetida arriva con Shameless US. E il nostro ego, finalmente, torna a brillare.
Perché, diciamocelo, Shameless rappresenta l’antistereotipo per eccellenza, tutto ciò che è diametralmente opposto rispetto a quello che vorremmo. È la storia di una famiglia bistrattata, dove la parola successo è bandita dai vocabolari e dove le giornata passano a suon di sfighe e imprevisti. Dimenticatevi l’idilliaco quadretto familiare che la tv è solita propinarci, perché qui l’idillio non è di casa.
Shameless ci trasporta nei bassifondi dell’umanità, mostrandoci una famiglia distrutta, padre alcolizzato, madre scappata di casa e sei figli che tentano di andare avanti. Nessun momento strappalacrime, però. Sebbene il contesto sia uno di quelli più drammatici mai apparsi sul piccolo schermo, la serie abbraccia un cinismo disarmante. Che colpisce al punto. E che ribalta le carte in tavola: il telespettatore non è chiamato a dare giudizi perché non potrebbe farlo. Riconosce che il capofamiglia Frank Gallagher è un dannato perdente, insensibile e irresponsabile, capace di rubare il cibo dalla dispensa dei figli. Eppure finisce per affezionarcisi, fino a quasi perdonare le terribili malefatte compiute in nome di un bicchiere di whisky.
Lo spunto è inglese ma la fortuna è tutta americana: la versione Usa è un remake dell’omonima britannica, ma accentuata quel tanto che basta per renderla un capolavoro. E nei momenti in cui si è un po’ giù di morale è la cura perfetta: ti fa ridere e ti fa pensare, damn it, c’è chi sta peggio (e l’opening iniziale, girato nel bagno di casa, lo dimostra). Sarà un palliativo, certo. Ma non si può negare che funzioni.