Che cosa significa il termine “esodati”

Uno dei neologismi più noti del 2012

“Esodato” è chi ha interrotto il proprio rapporto di lavoro in conseguenza di accordi di ristrutturazione aziendale o crisi aziendali, ma che non ha ancora diritto alla pensione per via di un innalzamento dell’età pensionabile o di una modifica dei requisiti per accedere al trattamento pensionistico. È dunque un sottoinsieme di disoccupati, per lo più over 50, che si trova senza stipendio per lunghi periodi.

Nella maggioranza dei casi di tratta di persone che hanno dato le dimissioni in cambio di un incentivo economico nell’attesa di raggiungere l’età della pensione, ma che hanno visto allungarsi il periodo di tempo di attesa per ottenerla. Sono quelli che avrebbero dovuto maturare i requisiti per andare in pensione nel 2012 (con possibilità di pensionamento dal 2013 in poi) e che in virtù di questo hanno accettato il cosiddetto “esodo volontario”. L’ultima riforma delle pensioni del ministro del Lavoro Elsa Fornero ha innalzato però a 62 anni l’età minima per smettere di lavorare, allungando quindi il tempo di attesa. 

Esodato è sinonimo quindi di persone in grandi difficoltà economiche. Che, essendo adulte, hanno spesso a carico figli e famiglie, o anche un mutuo da pagare. 

Sul numero degli esodati nel maggio 2012 si è consumato uno scontro tra l’ex ministro del Lavoro del governo Monti e l’Inps. Da un lato,Elsa Fornero aveva parlato di 65mila persone, dall’altro il presidente Antonio Mastrapasqua alzava l’asticella fino a quasi 400mila.