«Toh, adesso vogliono tutti il Porcellum»

Parla Roberto Giachetti

«Pdl, Lega Nord e adesso anche Beppe Grillo. Chi vuole tenersi il Porcellum è uscito allo scoperto». Il vicepresidente della Camera Roberto Giachetti lo dice con amarezza. «Ormai hanno la maggioranza in Parlamento». L’abolizione della discussa legge elettorale per Giachetti è un chiodo fisso. Una questione di principio. Per cancellare le liste bloccate della riforma Calderoli l’esponente Pd le ha provate davvero tutte. Ha fatto un lungo sciopero della fame, si è attivato per il referendum poi bocciato dalla Corte Costituzionale. Tre mesi fa ha presentato una mozione alla Camera per il ritorno del Mattarellum, raccogliendo l’adesione di un centinaio di deputati di tutte le forze politiche. Ma il Porcellum ancora resiste. «Il quadro è desolante». A breve al Senato inizierà l’iter per la riforma. Il rischio è che per anticipare il giudizio della Corte Costituzionale, il Parlamento approvi solo un piccolo ritocco. «La cancellazione del premio di maggioranza – spiega il deputato renziano – Così avremmo un proporzionale puro con liste bloccate. Insomma, la conferma delle larghe intese per i prossimi dieci anni». Il tutto mentre il Pd tarda a prendere posizione. «Sto ancora aspettando una parola chiara».

Negli ultimi giorni diversi esponenti politici hanno ipotizzato un ritorno alle urne, ancora con il Porcellum. La discussa legge elettorale ha più estimatori del previsto?
Ormai escono allo scoperto in maniera abbastanza diretta. E si moltiplicano. Sono così tanti da essere arrivati, almeno sulla carta, ad avere la maggioranza in Parlamento. L’ultimo è Renato Brunetta, che in un’intervista di oggi sul Corriere della Sera già ragiona sul numero di deputati che il Pdl otterrebbe andando al voto con l’attuale sistema elettorale. Il che la dice lunga su quali prospettive ci siano in quel partito. Un quadro piuttosto desolante, devo dire. A cui negli ultimi giorni si è aggiunto anche Beppe Grillo.

Il leader del Movimento cinque Stelle chiede di tornare alle urne. Lui però assicura che il Porcellum lo modificherà una volta al governo.
Esatto, sono le identiche parole che Bersani ripeteva nella scorsa legislatura. È stato il motto della sua campagna elettorale. “Non siamo riusciti a cambiare la legge elettorale con il Pdl, la cambieremo noi la prossima legislatura”. Poi abbiamo visto tutti cosa è successo.

Tre mesi fa lei ha presentato una mozione alla Camera per il ritorno al Mattarellum. Una clausola di salvaguardia per essere certi che, in caso di elezioni anticipate prima della riforma elettorale, almeno non si sarebbe tornati alle urne con il Porcellum.
C’è un fatto oggettivo. Se il Partito democratico avesse votato a favore di quella mozione, ci sarebbe stata una maggioranza favorevole al Mattarellum sia alla Camera che al Senato. Non dimentichiamo che il M5S allora votò in maniera favorevole a quella richiesta. Un voto strumentale? Forse. Ma oggi probabilmente parleremmo d’altro.

Secondo lei si corre davvero il rischio di tornare al voto con il Porcellum?
Sì. Abbiamo la certezza che torneremo al voto con il Porcellum o con una sua versione leggermente ritoccata. Ci potrà essere qualche correzione minima, approvata esclusivamente per anticipare il giudizio della Corte Costituzionale: probabilmente riuscirà persino a peggiorare questa legge. D’altronde che il Pdl sia disponibile al massimo a una piccola modifica del Porcellum lo hanno già ribadito Schifani, Gasparri e oggi Brunetta. Che Grillo manifesti un maggiore interesse a tenere in piedi il Porcellum per lucrarci è altrettanto evidente. La Lega non ne parliamo, il Porcellum l’hanno inventato loro…. E intanto giorno dopo giorno le elezioni si avvicinano.

Eppure a settembre inizia a Palazzo Madama la discussione sulla riforma elettorale.
E non è casuale che attraverso una furbata e un finto incardinamento fatto ad agosto in maniera strumentale si sia voluta sottrarre alla Camera la partenza dell’iter (la prima richiesta di procedura d’urgenza era stata presentata proprio a Montecitorio, ndr). Non si tratta di un aspetto puramente tecnico. Al Senato c’è una maggioranza solo per correggere il Porcellum, non per cancellarlo.

Questo perché al Senato i gruppi di Pd e Pdl quasi si equivalgono. Correggere il Porcellum non è sufficiente?
Si tratterebbe unicamente di abolire il premio di maggioranza o comunque fissare l’asticella per la sua assegnazione al 40 per cento. Il risultato è un proporzionale puro con liste bloccate. Insomma, la conferma delle larghe intese per i prossimi dieci anni.

Abbiamo parlato di Pdl, Lega, Grillo. Nel Pd manca una linea univoca?
Manca una linea e basta. Magari ci fosse anche solo una linea parziale. Nel Partito democratico si grida al mondo che siamo contro il Porcellum e siamo per il suo superamento. Ma è proprio nella parola “superamento” che si consuma la più grande ambiguità. Lo vogliamo correggere o cancellare? E qual è la nostra alternativa? Io sto ancora aspettando una parola chiara. Grillo, il Pdl e la Lega ormai lo dicono apertamente: andiamo a votare il prima possibile e facciamolo con il Porcellum. Noi che diciamo? 

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