Cosa non va per WikiLeaks nel film su WikiLeaks (tutto)

Cosa dice l’organizzazione di Assange

WikiLeaks leaks WikiLeaks film’s script and critizes it . Così, quasi come uno scioglingua, potrebbe apparire il titolo di questo articolo se fosse stato scritto in inglese. Ma in realtà anche l’intera controversia potrebbe ricordare la complicata inutilità di uno scioglilingua, visto che (è subito spoiler) WikiLeaks non manda giù nulla di The fifth estate, un film «irresponsabile, controproduttivo e dannoso», dice.

Ma ripartiamo dai fatti: il film si intitola in inglese The fifth estate , mentre in italiano verrà tradotto come WikiLeaks, il quinto potere e uscirà nelle sale il prossimo 24 ottobre. È prodotto da DreamWorks e nel ruolo di Julian Assange ci sarà Benedict Cumberbatch, ottimo interprete di Sherlock Holmes nella serie britannica Sherlock (gran bella, tra l’altro) e infine, ma forse è il dettaglio più importante per comprendere la polemica, la sceneggiatura, scritta da Josh Singer, è basata su due libri: Inside WikiLeaks, di Daniel Domscheit-Berg (Marsilio, 2011) e WikiLeaks. La battaglia di Julian Assange contro il segreto di stato, di Luke Harding e David Leigh (Nutrimenti, 2011).

È in particolare la prima delle due fonti a far infuriare, già a inizio riprese, Julian Assange, che a gennaio definì il film come «un gigantesco attacco di propaganda». Per chi non lo sapesse, l’autore di quel libro, Domscheit-Berg, è stato per qualche anno il portavoce di WikiLeaks in Germania, nonché, pare, vero e proprio braccio destro di Assange. Ed è da quando, nel settembre 2010, il rapporto tra i due si spezzò dopo le critiche di Domscheit-Berg sulla gestione Assangecentrica di WikiLeaks, che a Julian Assange è rimasto il dente avvelenato.

Una scena di The Fifth Estate

Quindici cose che, tra le altre, non vanno giù a WikiLeaks del film su WikiLeaks

PRIMA DI TUTTO UNA (LORO) PREMESSA:

La conoscenza del film da parte di WikiLeaks è profonda e aggiornata, e la nostra posizione ufficiale si fonda e si basa sui fatti.

Il regista Bill Condon si sbaglia, quindi, quando afferma che «[Assange] ha una versione molto vecchia dello script, da lui poi commentata, che ha ben poco a che vedere con il film che abbiamo effettivamente girato».

POI

  1. WikiLeaks non ha mai fatto male a nessuno, nemmeno ai 2000 informatori del governo degli Stati Uniti (che d’altronde non hanno mai detto che WikiLeaks abbia fatto loro del male).
  2. The fifth estate è un prodotto finzionale che maschera le invenzioni da fatti. Molti degli eventi riportati nel film non sono mai avvenuti, né le persone che il film vorrebbe coinvolte vi hanno mai preso parte.
  3. Anche coloro che hanno lavorato a The fifth estate hanno affermato che il film nutre secondi fini. Benedict Cumberbatch ha affermato che il regista voleva che interpretasse Assange come un “megalomane antisociale” ( citando tra le fonti Vogue).
     
  4. The fifth estate riporta soltanto una versione della storia. È basato su due libri, entrambi scritti da persone coinvolte in procedimenti legali con WikiLeaks, fonti peraltro vecchie di almeno tre anni che avevano interesse nel dipingere Assange in maniera negativa.
  5. Non è il primo film che parla di Julian Assange. Al Toronto Film Festival del 2012 è stato presentato Underground: the Julian Assange story, dodici mesi prima di The fifth estate. 
     
  6. Il mondo è cambiato grazie a WikiLeaks.
     
  7. Il personaggio Anke non esisteva nella realtà di WikiLeaks, Assange non ha mai parlato, visto o avuto alcun tipo di contatto con Anke Domscheit-Berg.
  8. Il personaggio Daniel non esisteva nella realtà di WikiLeaks. È quasi interamente inventato.
     
  9. The fifth estate è un film su WikiLeaks senza WikiLeaks. Nessun membro dello staff di WikiLeaks è stato coinvolto nella realizzazione del film, nemmeno come consulente esterno.
  10. Alla fine del film viene abbattuta la “quarta parete” mostrando il personaggio Assange che commenta il film stesso, parafrasando il vero Assange: «Quale film su WikiLeaks? Quello? È basato sui due libri peggiori, è pieno di bugie e cattiva propaganda». Questo tentativo di rendere il film immune alle critiche non fa che contaminare ogni futura critica da parte di WikiLeaks o Assange stesso con il marchio della finzione.
  11. Julian Assange non ha mai fatto parte di una setta, né si è mai tinto i capelli di bianco.
     
  12. Julian Assange non è mai stato indagato in Svezia.
     
  13. WikiLeaks protegge le persone, non le reputazioni.
     
  14. WikiLeaks ha modernizzato la stampa.
     
  15. Questa storia non è ancora finita.

Non c’è niente di inaspettato, dunque, nelle critiche di WikiLeaks. Di nuovo, forse, c’è solo il metodo: la pubblicazione della sceneggiatura, anche se non nella versione definitiva, insieme a un documento pieno di attacchi svolti punto per punto, e questo, nella storia delle stroncature cinematografiche, in effetti è una novità.

Il documento di WikiLeaks non ha la minima attinenza con la critica cinematografica, non tanto perché gli attacchi riguardano praticamente ogni aspetto del film – dalle allusioni sul fatto che i capelli di Julian Assange siano tinti, al fatto che questo sia il primo film su WikiLeaks, tanto per intenderci – ma ciò che toglie gli appunti di WikiLeaks al territorio, tra l’altro ben vasto, dell’opinione e della critica cinematografica è proprio uno degli aspetti su cui le teste del sito puntano di più, e che contemporaneamente, risulta anche tra i più assurdi.

«Il film è finzionale» si legge nel documento, e continua «sembra che parli di eventi reali, ma resta un’opera cinematografica, e inventa o dà forma ai fatti per raggiungere i suoi fini narrativi». Bene, la domanda a questo punto è: esiste una migliore definizione di “cinema”?

Insomma, leggere WikiLeaks che critica il film su WikiLeaks proprio perché è un film e, da film, non è attinente alla realtà è come sentir dire allo sceriffo Pat Garret che Pat Garret & Billy the Kid, il film di Sam Peckinpah che racconta la drammatica fine dell’amicizia tra Pat e Billy, non è attinente alla realtà e usa eventi romanzati per coronare il suo scopo narrativo, che poi non è altro che l’apologia di un bandito, Billy.

Il trailer del film, nelle sale dal 24 Ottobre

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