Merkel contro tutti: la Germania al voto – Lo Speciale

I risultati e lo speciale

BERLINO – È stata la grande notte di Angela Merkel. La leader dell’Unione Cristiano Democratica tedesca è stata eletta al suo terzo mandato con un entusiasmo senza precedenti nella sua carriera politica. La Cdu ha ottenuto il 41,5% dei voti, secondo “risultati finali provvisori”, un traguardo che non si raggiungeva dagli anni Novanta. La cancelliera si conferma così come tale e governerà il Paese per altri quattro anni. Ma non potrà farlo da sola, perché i seggi conquistati sono 311, cinque in meno dei 316 necessari per la maggioranza assoluta. Sarà quindi necessario mettere insieme una nuova «Grande coalizione» dialogando con il partito socialdemocratico, il secondo più votato del Paese che ha conquistato 192 seggi. Gli altri seggi sono andati alla sinistra (64) e ai Verdi (63). Sono invece rimasti fuori dal parlamento, perché sotto la soglia del 5%, i liberali di Fdp, ex soci di minoranza del governo, che hanno ottenuto il 4,8%, uno dei peggiori risultati della loro storia. Esclusa dal Bundestag anche la neonata formazione euroscettica AfD, che aveva assaporato la vittoria ma che si è fermata al 4,7% dei voti.

È stata una giornata da dimenticare anche per i Verdi che sono caduti sotto il 10%, all’8,3 per cento. Angela teflon Merkel li ha semplicemente annullati rubando loro il tema dell’abbandono dell’energia atomica.

Die Linke, la Sinistra, perde 3,3 punti percentuali rispetto al 2009 ma supera i Verdi con l’8,6% e si conferma come il terzo partito del Paese. La formazione che ha inglobato le ceneri della Sed, il partito unico di governo della Ddr, riesce a mantenere saldo il suo elettorato con la propaganda anti armamentistica, l’atteggiamento contrario alle iniziative di Bruxelles di salvataggio dell’euro, e la propaganda a favore dell’introduzione di salario minimo e migliori sussidi di disoccupazione.

Perdono tutti i partiti dello spettro elettorale tranne la Cdu che supera addirittura i sondaggi più ottimisti che le attribuivano al massimo un 40%, raggiungendo il 41,5 per cento. L’Spd migliora di tre punti rispetto al 2009, ma si ferma al 25,7%, vicino al 26% che gli attribuivano i maggiori sondaggi; «è vero abbiamo migliorato, ma non possiamo essere soddisfatti, ci aspettavamo di più», ha detto Sigmar Gabriel Peter prima di congratularsi con Merkel.

Merkel è salita sul podio della Konrad Adenauer Stiftung pochi minuti dopo le prime proiezioni e ha ringraziato tutti in mezzo a una folla di magliette arancioni: «È stata una campagna elettorale in cui tutti i membri dell’Unione hanno dato tutto», lei compresa, la sua maratona elettorale è stata devastante, 60 comizi in un mese, gli ultimi due il giorno prima delle elezioni. Ha ringraziato suo marito, presente, e poi ha aggiunto, «aspettiamo domani a commentare i risultati. Però noi, questa notte, possiamo senza dubbio festeggiare».

A Rainer Brüderle, leader dei liberali, è mancata la voce quando è salito sul podio dell’Fdp, nella Reinhardtstrasse a Berlino. Già dimagrito durante una campagna elettorale che si annunciava difficile, è apparso visibilmente abbattuto. Ha ammesso che si tratta di uno dei peggiori risultati che il partito abbia mai ottenuto. Rispetto al 2009, l’FDP perde 9 punti e per ora giace al 4,6%, sarebbe a dire fuori dal Bundestag.

Alla Willy-Brandt-Haus, sede del partito Spd, una marea di cittadini aspettavano i risultati tra gli stand della birra e mangiando currywürst. L’unico motivo di gioia è la sconfitta dei liberali. L’atmosfera non è delle peggiori, i leader del partito festeggiano il miglioramento di tre punti rispetto al 2009. «Ma ci aspettavamo di più», ammette il candidato Peer Steinbrück, «ora la palla è in mano di Angela Merkel che deve formare una maggioranza», ha detto in un discorso di sconfitta abbastanza rapido.

Anche i Verdi sono grandi perdenti di questa tornata. Circa diciotto mesi fa superavano l’SPD nei sondaggi, collocandosi oltre al 20%. Merkel è stata abile a rubare loro i temi energetici facendo proprio l’abbandono del nucleare. Hanno poi sbagliato campagna elettorale, lasciando troppa enfasi sull’aumento delle tasse. Sono infine stati affossati dal dibattito sulle istanze pedofile difese da alcuni membri del partito negli anni Settanta.

Dall’Hotel Maritim a Berlino avevano invece festeggiato gli euroscettici di AfD, sperando di superare lo sbarramento. Il 4,8% è comunque un risultato straordinario per un partito nato solo pochi mesi fa e che come grande tema centrale ha l’uscita dall’Euro dei paesi in crisi.

Merkel ha votato alle 13.30 nel seggio di Dorotheenstrasse a Berlino. È arrivata al voto a piedi, giacca marrone, accompagnata dal marito, ed è tornata a casa — due isolati di distanza — a piedi senza dire una parola. Nel suo seggio tanto i suo fedeli come gli oppositori le riconoscevano in modo unanime alcune grandi qualità. «Ha sicuramente uno stile di governo che la differenzia dai predecessori como Gerhard Schröder e Helmut Kohl. È calma, meditativa, aperta al dialogo», ammetteva Benedikt, elettore SPD, all’uscita del seggio. «Non agisce quanto reagisce», suggeriva Zulamid, una cittadina tedesca di origini siriane, «è uno stile che personalmente non mi piace ma che le permette spesso di rubare contenuti importanti agli altri partiti. Credo che sia questo il segreto del suo successo». Fiducia, credibilità, estraneità agli scandali e una morale praticamente inattaccabile sono le doti che i tedeschi le riconoscono e che oggi la confermano al potere.

Twitter: @NenaDarling

I PRINCIPALI PARTITI

Angela Dorothea Merkel (da nubile Angela Dorothea Kasner) è nata ad Amburgo il 17 luglio 1954. È Cancelliere della Germania dal 22 novembre 2005. Eletta al Parlamento tedesco nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore, è la Presidente dell’Unione Cristiano-Democratica (Cdu) dal 9 aprile 2000. Si è  ricandidata per la terza volta alla guida della Germania per la Cdu/Csu.

Peer Steinbrück è nato ad Amburgo il 10 gennaio 1947. È stato ministro delle Finanze dal 2004 al 2009 nel governo di Grande coalizione. È il candidato cancelliere della Spd, il Partito socialdemocratico tedesco.

Rainer Brüderle è nato a Berlino il 22 giugno 1945. Si è laureato in Economia all’università di Magonza. È stato ministro dell’Economia e Trasporti della Renania-Palatinato e ministro dell’Economia e Tecnologia del Governo federale. Dal 1998 è membro del Bundestag. È il candidato cancelliere del Partito Liberale Democratico.

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