Merkel punita dagli ascoltatori nel dibattito tv

Elezioni tedesche del 22 settembre

BERLINO – A tre settimane dalle elezioni federali in Germania Angela Merkel e il candidato socialdemocratico Peer Steinbrück si sono affrontati in un unico dibattito televisivo che è stato trasmesso contemporaneamente su quattro reti. Lungi dallo scatenare forti emozioni, il dibattito ha però scosso una campagna elettorale sedata dalla strategia difensiva della cancelliera. Merkel si è arroccata nelle conquiste dei suoi governi e la situazione del mercato del lavoro. La strategia è riuscita solo a metà e gli ascoltatori hanno premiato il rivale: secondo il 49 per cento Steinbrück è stato più convincente. Per il candidato dell’opposizione è una boccata d’aria necessaria per affrontare le ultime tre settimane di campagna.

I tedeschi si sono evidentemente stancati di una campagna elettorale di Merkel che punta deliberatamente a difendere i risultati ed evitare i contenuti per schivare gli attacchi degli avversari, una strategia che ha addormentato gli elettori. Grandi aspettative erano state riposte nell’appuntamento di domenica sera. Così come lo ha ricordato Steinbrück nel corso del dibattito, tra il 30 e il 40 per cento dei tedeschi dicono di essere indecisi. I sondaggi assicurano inoltre che più di un 30 per cento dei tedeschi ammettono di lasciarsi influenzare dal faccia a faccia televisivo. Molti, infatti, decidono chi votare all’ultimo momento. Eppure Merkel ha scelto di continuare con la stessa strategia: ha evitato gli attacchi diretti, ha smorzato i toni fino alla noia e si è limitata a difendere lo status quo. Per lo statment finale le sono mancate le parole e non è riuscita a riempire il minuto e mezzo a disposizione. «Se volete che continui ad essere la vostra cancelliera, votatemi», si è limitata a dire.

Steinbrück è stato da subito più caustico. Ha denunciato lo stato di “paralisi” del paese e ha accusato la cancelliera di girare in tondo. Sul «miracolo del lavoro», sbandierato da Merkel, ha denunciato la posizione della Germania, un paese che vanta un record negativo di contratti di lavoro atipici e dove circa sette milioni di persone vivono con un minijob a 500 euro al mese combinato a un secondo impiego o agli aiuti per disoccupati. Sulla crisi, ha bocciato una gestione che ha prescritto al resto dell’Europa e in particolare alla Grecia «una dose mortale» di austerità e in cui le banche non sono state responsabilizzate. E infine, sull’energia, ha ridicolizzato il volta bandiera del governo che dopo la catastrofe di Fukushima ha deciso istintivamente di abbandonare l’energia nucleare, «la gente non capisce la politica del governo», ha denunciato.

A Merkel non sono mancate le risposte. E infatti, come ha ricordato, la situazione del mercato del lavoro dipende dall’Agenda 2010 introdotta dal governo di centro sinistra, quando Gerhard Schröder era cancelliere. Allo stesso modo ha ricordato all’SPD di aver appoggiato con il voto in Parlamento ognuna delle decisioni europee volute da Merkel. Ha difeso i successi del governo: «Abbiamo dimostrato che possiamo farcela anche in momenti difficile», con lei, la Germania rimarrà «motore di crescita in Europa».

I temi di politica internazionale non sono stati protagonisti. Merkel è stata incalzata sullo scandalo delle filtrazioni di Edward Snowden dei documenti della National Security Agency (NSA). Ha ammesso in questa circostanza, di aver preso coscienza di alcune pratiche dell’NSA solo attraverso le filtrazioni recenti. È stata un’ammissione che ha permesso a Steinbrück di condannare l’incapacità del governo di «difendere i cittadini dallo spionaggio statunitense».

Per quanto riguarda l’intervento in Siria non sono emerse le differenze. Steinbrück ha escluso qualsiasi intervento militare senza una risoluzione delle Nazioni Unite e ha condannato un’iniziativa bilaterale tra Francia e USA. Allo stesso modo Merkel ha escluso «in ogni modo» una partecipazione militare della Germania, che può aver luogo solo nell’ambito dell’ONU.

Secondo i risultati finali della rete televisiva ARD, gli ascoltatori hanno trovato Merkel più simpatica, più competente e credibile. Steinbrück è però risultato molto più divertente nei suoi attacchi, più comprensibile, e con argomenti migliori. Il 60 per cento degli ascoltatori ha detto che il candidato SPD è andato oltre alle aspettative.

Il risultato è, così come commentava la ARD, «una vittoria di tappa» per Peer Steinbrück. L’intera corsa è un’altra cosa. L’SPD rimane al 23 per cento negli ultimi sondaggi, mentre la CDU della cancelliera è data al 39 per cento (dati Emnid). L’unica incognita sulle ultime tre settimane di campagna sembra essere se Merkel riuscirà o no formare un governo di centro destra con i liberali o sarà costretta a provare una grande coalizione.

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