Ora la Nasa vorrebbe coltivare verdura nello spazio

L'esperimento

Altro che community garden, orti di quartere, boschi verticali.

La Nasa sta mettendo a punto un sistema che permetterà la produzione di ortaggi e verdure anche nello spazio. Denominato colloquialmente VEGGIE, il Vegetable Production System – attualmente entrato nell’ultima fase della sperimentazione – utilizzerà la luce prodotta da appositi Led di intenso colore rosa e permetterà la coltivazione di verdure anche al di fuori dell’orbita terrestre.

Quest’anno, Nasa invierà al team di astronauti che si trova presso la Stazione Spaziale Internazionale una serie di kit: l’obiettivo è quello di riuscire a far nascere, crescere e raccogliere sei piante di lattuga. Alla fine, il raccolto non verrà testato dagli astronauti, ma impacchettato e rispedito verso gli Stati Uniti, dove sarà analizzato dagli scienziati in un laboratorio specializzato.

Non è una prima volta assoluta: l’astronauta Don Pettit era riuscito, nell’aprile del 2012, a far crescere una pianta di zucchine. Si tratta solo del primo passaggio. La sperimentazione, infatti, continuerà, con obiettivi – ed ortaggi – sempre più ambiziosi. Si punta a verdure commestibili e appetitose anche da crude, dato che cucinare il raccolto costituirebbe un’ulteriore ostacolo, difficile da aggirare. Carote sì, patate no, dunque. Il tutto all’insegna della riduzione dei costi: se gli astronauti riuscissero a produrre il cibo a bordo, si risparmierebbe parte dei 10mila dollari necessari a portare un singolo approvvigionamento di alimenti dalla Terra.

A lungo termine, il programma ventila la possibilità di coltivare verdure anche su suoli di altri pianeti. Marte, ad esempio, il grande sogno che la Nasa sta esplorando da decenni: l’ultima grande missione, quella della sonda Curiosity, risale all’agosto scorso; in futuro, sono già previste alcune spedizioni (sempre senza equipaggio). Sia l’agenzia Usa che l’Agenzia Spaziale Europa, attraverso il Programma Aurora, invieranno nuovi rover esplorativi sul pianeta nel 2016.

Intanto, ecco un video di Mashable sul programma destinato alla coltivazione:

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