Fedeli a Marina? Il dubbio che frena Berlusconi

La bussola politica

La successione è uno di quei problemi così spigolosi che Silvio Berlusconi non sa bene dove metterlo nel quotidiano possibilismo della sua vita. C’è Angelino Alfano e c’è Marina, il ragazzo di bottega e la figlia di sangue, il giovane ministro che scalpita e la presidente di Mondadori che preferirebbe restare fuori dalla politica.

Che fare? Il Cavaliere vive ore di tormento, misura ogni giorno il declino della sua forza politica e intuisce la fine di un ciclo (il suo ciclo) nello sguardo di Matteo Renzi, il sindaco di Firenze e futuro segretario del Pd, l’uomo che pare abbia siglato un patto di sopravvivenza con Enrico Letta, un patto che garantisce per un po’ la durata del governo. E davvero i destini dell’Italia politica adesso dipendono dalle ultime scelte del Cavaliere di Arcore, sospeso com’è tra un sofferto appoggio alla grande coalizione e una mossa di rottura: Alfano e Letta o Marina ed elezioni? Alfano e l’Europa o Marina e una campagna elettorale anti–euro? Niente è ancora definito nell’evanescente mondo del berlusconismo, ma tutto si attorciglia, viene coltivata ogni ipotesi, portato avanti ogni piano: così si lavora alla ricomposizione con Alfano, ma contemporaneamente viene organizzata anche l’incoronazione di Marina Berlusconi. Ed è l’ipotesi più probabile in caso di elezioni.

Marina sarebbe il colpo di scena, il tocco vincente di marketing creativo. Ma ad Arcore, in queste ore, si pongono anche un problema serio, un dubbio lancinante che riguarda la fedeltà degli uomini del Pdl (o Forza Italia): saranno, questi uomini, fedeli a Marina come lo sono stati a Silvio?

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La risposta che si danno ad Arcore è tutta riassunta nel solco di perplessità che da giorni incide la fronte di Berlusconi. Anche Marina sa bene che il vecchio gruppo dirigente difficilmente le verrebbe dietro dopo le elezioni e infatti molto si parla di un grande ricambio, di nuove fedeltà da sedimentare attorno alla Berlusconi in gonnella. Ma è possibile rinnovare l’intera classe dirigente, cambiare gli uomini come si farebbe con un sapone o un profumo? E che effetti avrebbe sul Pdl (o Forza Italia) un meccanismo di rottamazione forzata? Chissà. Sono domande che ancora non trovano risposta, ma contribuiscono a gonfiare l’incertezza e persino le paure che agitano la famiglia Berlusconi in queste ore.

E insomma i tanti dubbi confermano la vera natura dei rapporti tra il Cavaliere e Alfano: il loro divorzio è impossibile, costosissimo per entrambi. Berlusconi non ha un’alternativa pronta al suo giovane Delfino (e sa che Alfano garantirebbe la sopravvivenza del governo), così come Alfano non ha un’alternativa al padrinato di Berlusconi perché abbandonato il Cavaliere si troverebbe sprofondato nel vischio neocentrista, condannato a una carriera marginale (se non alla lenta estinzione politica). Ai margini di questa partita così incartata prende corpo l’ipotesi di Marina Berlusconi, il jolly nelle mani del Cavaliere, la mossa dello spariglio. Una mossa tuttavia ancora gravida di troppe incognite e paurose variabili per essere considerata realistica.

Twitter: @SalvatoreMerlo 

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