Il cane Empy ha sconfitto il montismo, non l’austerity

Il cane Empy ha sconfitto il montismo, non l’austerity

Chi glielo ha fatto fare a Mario Monti? In una sola frase detta in tv ha infilato la terza persona riferita a se stesso, il disconoscimento dell cane e l’evocazione mistica dell’Europa. Troppo per lui, troppo per chiunque.

«In Europa e nel Ppe – ha detto Monti – chi vi parla è considerato colui che ha salvato l’Italia e l’Eurozona. In Italia chi vi parla, perché così vuole coltivare la sua immagine chi non mi ama, è colui che in uno studio televisivo si è trovato tra le braccia, di sorpresa, in maniera poco corretta, ad opera di una sua collega, e collega è dire molto, un cagnolino».

L’ormai celebre invettiva lanciata da Mario Monti, ospite di Lucia Annunziata contro Daria Bignardi è giustamente diventata il simbolo di una parabola politica discendente che merita di essere ripercorsa. Riferendosi alla puntata de Le invasioni barbariche, nella quale la Bignardi – nel pieno della campagna elettorale – gli aveva regalato l’ormai celebre cagnolino Empy, Monti si è tolto un sassolino nella scarpa sul senatore Maurizio Gasparri, che proprio su questo tema, da mesi, non gli concede tregua (chiedendosi dove sia finito il barboncino).

«Oggi c’è un’alta autorità dello Stato – ha aggiunto Monti – che fa spesso riferimento nelle sue sagaci dichiarazioni a che fine avrà fatto il cagnolino di Monti: “sarà svanito nel nulla come il centro?”. È un vicepresidente del Senato, è il senatore Gasparri, lui si diverte molto con questo».

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Il motivo per cui questi schizzi di veleno e di dispetto diventano interessanti, è che Mario Monti non è l’ultimo arrivato, non è uno che passa per strada per caso. Solo due anni fa era davvero stato dipinto come un eroe, un santo, un Salvatore della patria da quasi tutti i giornali e gli opinionisti più importanti. Era stato indicato da autorevoli commentatori come un presidente della Repubblica in pectore, era stato favorito dal Quirinale nella sua corsa verso le più alte cariche istituzionali, era stato incoronato dall’assemblea del partito popolare europeo come presidente del consiglio ideale, era stato invitato da Silvio Berlusconi a guidare il polo del centrodestra. Leggere in queste ore la meravigliosa e definitiva replica della Bignardi alla sua invettiva – “Bau!” – rende bene l’idea di come l’ego del Professore sia stato costretto a ridimensionarsi bruscamente.

.@dave_blog Si commenta da solo. E ne ho già scritto sei mesi fa http://t.co/mcd9F3wZ0c. Bau.

— dariabignardi (@dariabig) October 20, 2013

In questi pochi mesi Monti ha fatto in tempo a dissipare qualsiasi rendita. Ma soprattutto a collezionare una impressionante sequenza di brutte figure. La peggiore (e la meno ricordata) sicuramente, è quella celebrata davanti a un incredulo capo dello Stato quando andò a dire che lui non avrebbe votato nessun presidente del Senato che non fosse se stesso. Una richiesta che fece giustamente inorridire Napolitano, a cui Monti aveva detto di non voler votare nemmeno un altro esponente del suo partito (si parlava di Lorenzo Dellai).

Mario Monti con la moglie e il cane Empy

Quindi la saga del cagnolino è indicativa, perché è la fotografia di un ego fuori controllo. Ma dietro questo crollo emotivo, c’è anche una crisi politica. I tecnici avrebbero dovuto salvare l’Italia, ma avevano a cuore soprattutto se stessi. Predicavano il bene della patria, ma erano inchiodati al loro narcisismo. Erano convinti di essere dei risanatori ma hanno aumentato la spesa pubblica. Erano convinti di essere superiori ai politici ma si sono rivelati più vulnerabili. Un politico vero, per dire, il cane se lo sarebbe preso o lo avrebbe rifiutato. Invece Monti lo aveva preso sorridendo, lo aveva addirittura ribattezzato Empy, donato ai propri nipoti. Empy, va detto, era stato noleggiato da La7 per la puntata, e fu complicato dire alla società che non avrebbe fatto ritorno a casa. Nei giorni successivi, ormai trapiantato a casa Monti, posó sulle braccia del professore per dei ritratti che divennero foto-notizia ovunque. Adesso viene ripudiato come un’infamia. Legittimo che molti si chiedono dove sia finito. Io sono già portato a considerarlo un eroe: si è sacrificato lui, per salvare tutti noi. 

Twitter: @LucaTelese

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