I nodi della germaniaTassa sulle auto straniere, il nodo di Merkel

Un bollino sul modello svizzero

BERLINO – Una tassa sugli automobilisti stranieri che transitano sulle autostrade tedesche è una delle chiavi delle trattative per la formazione di un governo di Gran Coalizione a Berlino. Si chiama Pkw-Maut (Personenkraftwagen-Maut) e da essa, dipende la possibilità di trovare un accordo per un governo stabile. L’iniziativa in odore di populismo ha assicurato ottimi risultati all’Unione Cristiano Sociale (Csu) bavarese, terzo partito al tavolo dei negoziati con l’Unione Cristiano Democratica (Cdu) di Angela Merkel e il Partito Socialdemocratico (Spd). Il leader della Csu, Horst Seehofer, ha promesso che non «avrò il coraggio di farmi vedere in giro a Monaco» se non strappa un accordo. Le resistenze sono tante, ma l’Unione Europea ha dato stamane un via libera decisivo per l’introduzione del polemico pedaggio.

A una settimana esatta dall’inizio ufficiale delle trattative per la Grosse Koalition ci sono già avvicinamenti tra le forze politiche in gioco verso la messa a punto di un programma comune. Ci sarà un accordo sull’introduzione di un salario minimo, l’incontro degli esperti ha prodotto questa settimana risultati parziali che lasciano sperare in un lieto fine. Ci sono avvicinamenti su diversi aspetti delle politiche famigliari: in particolare per quanto riguarda le riforme volte a migliorare la parità e ad equiparare i salari. Un compromesso in vista anche per quanto riguarda la doppia cittadinanza per favorire l’immigrazione qualificata: salvo eccezioni da certi paesi, la Germania non permette agli immigrati di avere il doppio passaporto e molti ritengono che questo divieto sia un ostacolo per un paese che vuole attirare cervelli da tutto il mondo. E ancora, c’è un accordo delle parti sul fatto che la ricerca dovrebbe essere finanziata anche tassando i settori industriali che ne traggono vantaggi.

I nodi da sciogliere sono ancora tanti, ma in particolare uno dei dodici gruppi di esperti che lavorano alla stesura di un programma di governo comune si trova in un vicolo cieco. È quello dei trasporti. Le parti riconoscono in modo unanime che bisogna risolvere un problema di finanziamenti per il mantenimento e ristrutturazione di ampi trami autostradali tedeschi. Il problema, in parole dell’esperto dell’Spd in trasporti Florian Pronold è da risolvere «in qualsiasi forma possibile», ma secondo il ministro dei Trasporti in carica, il cristiano sociale Peter Ramsauer, è necessario «non gravare ulteriormente sui contribuenti tedeschi». 

La Csu ha una proposta ed alla sua approvazione vincola, almeno per ora, l’appoggio alla Grosse Koalition. Si chiama Pkw-Maut ed è una tassa che verrebbe applicata a tutte le automobili straniere che transitano sulle autostrade tedesche. Il partito bavarese si immagina una sorta di “bollino” sul modello svizzero che gli stranieri pagherebbero una volta all’anno, solo che, mentre in Svizzera il pedaggio è uguale per tutti, in Germania sarebbe valido solo per gli stranieri. La Pkw-Maut era stata già oggetto di una precedente Grosse Koalition, sempre sotto la guida di Merkel, tra il 2005 e il 2009. La proposta fu finalmente bocciata ma questo non ha impedito che il dibattito tornasse con forza.

«Registriamo una situazione di crescente traffico autostradale straniero, in particolare dall’Olanda, ma anche dal resto d’Europa e soprattutto dai paesi dell’Est. A questo si aggiunge che c’è urgenza di risanare le infrastrutture. Ci sono ponti di quaranta o cinquanta anni fa che necessitano di manutenzione. Si calcola che il 20 per cento della rete autostradale richiede interventi», spiega a Linkiesta Michael Schreckenberg, esperto in trasporti e professore dell’Università di Duisburg.

Di fronte a questa situazione è stato facile per i cristiano sociali argomentare che quando si viaggia in altri paesi, in Italia, Austria o Francia, secondo diversi modelli, si paga profumatamente. In Germania invece, le autostrade sono gratis per gli stranieri, ma i tedeschi finanziano il loro mantenimento con la tassa annuale sulle auto (Kfz-Steuer). Il mantenimento delle strade ed autostrade costa tra i cinque e i sette miliardi annuali e una tassa solo per gli stranieri raccoglierebbe all’incirca 900 milioni di euro, secondo Schreckenberg. 

La tassa vede l’opposizione chiara dell’Spd e quella dei vertici della Cdu, Angela Merkel compresa. È fortemente voluta dalla Csu e appoggiata da vari membri della Cdu. La critica più consistente arriva però dalla associazione di automobilisti Adac (l’equivalente dell’A.C.I in Italia), che raccoglie generalmente la posizione di questa lobby. Secondo l’Adac, l’asserzione «noi paghiamo all’estero ma gli stranieri non pagano da noi» è falsa.  «Di fatto il traffico delle auto straniere sulle autostrade tedesche – anche se la situazione si modifica nel corso delle ferie – rappresenta solo il 5,2 per cento del totale. Essi inoltre fanno rifornimento in Germania e pagano così la tassa sul petrolio, che a sua volta va a finanziare pienamente l’usura che procurano alle autostrade tedesche». Tutto un altro discorso vale per i Tir, che causano danni molto maggiori – «un camion da 40 tonnellate danneggia come 160.000 auto – alle infrastrutture ma che già pagano una tassa per circolare nel paese. L’Adac ricorda in fine che «l’Unione Europea proibisce un trattamento diversificato tra cittadini tedeschi e stranieri». 

Fino ad ora, è stato questo anche l’argomento centrale dei detrattori ma questa mattina una nota dell’Unione Europea diffusa da Spiegel Online toglie ogni dubbio e libera la strada a Horst Seehofer. A una richiesta esplicita dell’eurodeputato Michael Cramer, il commissario europeo Siim Kallas ha risposto che l’introduzione è possibile a determinate condizioni: il pedaggio dovrebbe valere per tutti, gli automobilisti tedeschi, in cambio, potrebbero essere «alleggeriti» altrove, cioè pagando meno tasse sulle auto. Questo modello, secondo il commissario europeo «non rappresenterebbe una discriminazione in base alla cittadinanza».

Una volta sciolto questo nodo, la Csu ha tutte le carte in regola per mantenere le proprie promesse. «Non firmeremo un contratto di Governo che non contenga la Pkw-Maut», aveva replicato Seehofer alla cancelliera, che a sua volta aveva detto che nel programma di Grosse Koalition non ci sarebbe stata nessuna indicazione in questo senso. Nel braccio di ferro, Angela Merkel potrebbe ora uscire sconfitta.

Twitter: @Nena Darling