Portineria Milano“A Renzi non convengono le elezioni: sarebbe debole”

Gli scenari dopo la scissione del Pdl

«Renzi potrebbe anche vincere alle elezioni anticipate di marzo, ma il suo governo non durerà molto e avrà gli stessi problemi degli ultimi». Giovanni Orsina, professore di storia alla Luiss di Roma, editorialista de La Stampa, analizza con Linkiesta la scissione dentro il Popolo della Libertà: la (ri)nascita di Forza Italia da un lato e il Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano dall’altro. L’autore del libro «Il berlusconismo nella storia d’Italia» riconosce i limiti della nuova formazione di centro («Che ha sempre fatto fatica a prendere voti»), ma lancia uno sguardo in avanti, a quando Berlusconi sarà fuori dal parlamento dopo la decadenza. «Gli elettori di Forza Italia lo votano perché trovano in lui protezione, non perché sperano di cambiare le cose. Ma allo stesso tempo vogliono essere protetti da un uomo forte, non da un debole».  

Quindi l’impero berlusconiano sta cominciando a franare? Eppure i voti, al momento, sembra di capire che li abbia ancora il Cavaliere…
Questo è vero. Il centrodestra moderato hanno sempre fatto più fatica a raccogliere voti, però dobbiamo tenere conto di almeno tre questioni rispetto a questo precedente.

Quali sono? 
La prima: Forza Italia che andrà a votare nel 2014 o nel 2015 sarà guidata da Berlusconi? Teoricamente potrebbe accadere, ma lui non potrà candidarsi. Quindi ci sarà un problema di una leadership “formale”. E la trasmissione del voto tra la leadership sostanziale a quella formale non è così scontata.

La seconda questione? 
Ormai l’elettore berlusconiano vota Berlusconi non tanto perché vuole cambiare le cose, quanto perché vuole essere protetto dalla sinistra.

Da qui il ricorso durante il Consiglio Nazionale al pericolo comunista e l’invito a rileggersi l’ormai mitologico libro nero del comunismo…
Esatto. C’è un problema però. Io mi faccio difendere da un uomo forte, non da uno debole. Quando Berlusconi sarà avvertito come orma fuori dai giochi, l’elettorato potrebbe anche spostarsi di botto. Questa è una possibilità, certo c’è un’affezione ma c’è sempre una componente strumentale nell’elettorato. Infine il terzo elemento.

Quale?
In questa fase politica stiamo ragionando sotto un velo di ignoranza pazzesco: non si sa come si vota o con quale legge elettorale si andrà a votare. E fare questa discussione sui voti di Berlusconi e quelli di Alfano non può prescindere da un altro ragionamento, ovvero se il Pd rimarrà quello che è adesso. Perché se Letta e un’area moderata si dovessero staccare, la vicenda diventerebbe ancora più intricata.

Renzi, il probabile nuovo segretario Pd dopo le primarie dell’8 dicembre, proviene anche lui politicamente dal centro cattolico.
Renzi arriva da un’area centrista però c’è un rapporto di conflitto naturale con Letta. Non a caso negli ultimi tempi ha dato mostra di essere molto di sinistra. 

In che modo?
Per esempio sulla decadenza di Berlusconi o sul caso Cancellieri, Renzi non ha avuto certo un’impostazione moderata. 

Quindi?
Quindi bisognerebbe tenere in considerazione anche Letta come possibile leader del futuro. Se si va a votare nella primavera del 2014 è un conto, ma se accadesse nel 2015 e se si facesse ben volere dagli italiani, allora Letta potrebbe competere alla leadership.

I sondaggi dicono che gli italiani stanno iniziando a perdere fiducia e consenso nei confronti del governo.
Il governo è sotto, ma Letta no, mantiene un livello alto, anche più alto di quello di Renzi.

Scenderanno in campo le figlie del Cavaliere?
E’ possibile. Il nome resterebbe e lui avrebbe in campo un esponente di famiglia anche a difesa dei suoi interessi. Ma la trasmissione del voto per via dinastica non è banale e non è automatica. Chi vota Berlusconi vota la persona con una sua vitalità. Basti pensare alla famosa puntata di Servizio Publico di Santoro, un momento che ha cambiato la dinamica della campagna elettorale. E’ un uomo solo, non c’è uno spin doctor, non c’è una persona in grado di tenere botta a persone come Travaglio.

I figli non saprebbero emularlo
Di Marina si dice che si timida e che non parli nemmeno alle convention di Fininvest.

E Corrado Passera potrebbe essere un nuovo leader?
È il vecchio tema del papa straniero, ma c’è un problema di numeri, se il nuovo centrodestra di Alfano riesce ad avere una certa forza elettorale, diciamo intorno al 10%, il leader naturale sarà Alfano. Se il nuovo centrodestra e Casini hanno forze pari, 6%-6,5%, allora potrebbero aspirare a un papa straniero.

Intanto ci avviciniamo a elezioni europee con un impronta politica fortemente antieuropeista in campagna elettorale
Il problema non è solo italiano, si rischia di avere un parlamento europeo a maggioranza di antieuropeisti, ma nessuno al momento ha delle proposte concrete. Per questo serve un governo italiano forte per imporre le proprie politiche all’Europa.

Ma questo potrebbe nascere da possibili elezioni anticipate con Renzi decisamente in campo?
Non nascerà un governo forte. Renzi potrebbe vincere le nuove elezioni, ma i pezzi dell’apparato del Pd che lo sostengono lo bloccherebbero. La sinistra non può avere un governo forte. Se non cambia l’impianto istituzionale non risolviamo il problema alla radice. Una nuova legge elettorale non basta, non reggono più i partiti politici e le istituzioni: il nostro è un impianto che funzionava nel ’48, ora non basta più.

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