Fino all’anno scorso David Levinson Wilk era nel team di autori che scrivono le domande della versione statunitense di Chi vuol essere milionario?. Dal 1998, anno in cui è stato inventato in Inghilterra, il gioco televisivo ha conquistato milioni di persone ed è diventato il franchise televisivo più diffuso nel mondo: ne esistono oltre 100 versioni nazionali. E il merito è soprattutto da attribuire alla difficoltà e all’intelligenza delle domande che pone ai concorrenti.
David ha scritto un articolo per il New York Times in cui racconta la difficoltà dello scrivere quelle domande e condivide tre segreti che ha imparato durante i suoi anni come autore di Chi vuol essere milionario?.
Il primo è essere un vero autore: bisogna inventarsi delle domande che nessuno si è mai inventato prima. E costruirle in modo mai pensato prima Ognuno di noi ha un bagaglio personale di fatti curiosi o strani da usare a necessità. Ma quando un autore li esaurisce, deve ricorrere ad altro. E imparare a costruire domande interessanti a partire da idee banali. Ad esempio, canzoni da bambini e vocali in fila: «Quale pop star canterebbe tutte le vocali del proprio nome se cantasse il famoso “E-I-E-I-O” [in italiano sarebbe I-A-I-A-O NdR] del ritornello de “Nella vecchia fattoria?. Risposta: Celine Dion.
Il secondo è saper usare i motori di ricerca. Le virgolette per ricercare in modo preciso sono tue amiche, scrive David. Ad esempio cercando “L’unico stato in cui George W. Bush” si arriva a una serie di fatti interessanti sull’ex presidente degli Stati Uniti. Uno di questi potrebbe essere perfetto per una domanda. E infatti: «secondo i maestri del fact-checking al dipartimento del Burlington Free Press, il Vermont è l’unico stato che George Bush non ha mai visitato durante la sua presidenza».
Il terzo: diversificare. «Un autore che scrive sempre domande su Albert Einstein, l’oceano Pacifico e George Washington è come un ballerino che conosce solo un paio di mosse di danza: noioso».
Bisogna padroneggiare tutti gli argomenti e sfruttarli. David racconta di essere riuscito ad andare in onda con domande sugli Asioamericani famosi, con domande sulle unioni sindacali, con domande sulle fondazioni per i diritti delle donne e con quelle sui gruppi per i diritti civili dei latinos. «Una delle mie domande preferite di sempre è su un capo indiano Lakota che si chiamava Tocca le Nuvole. La risposta era: “alto”.»
David racconta di aver lasciato la redazione di autori di Chi vuol essere milionario? con due domande a cui non ha mai trovato risposta. La prima è: «cosa c’è esattamente sulla cima del monte Everest? Una bandiera? Un libro dei visitatori? un ristorante di pancakes?» La seconda: «non sono mai stato capace di capire il motivo del nome di una delle più amate eroine della storia: Giovanna d’Arco. A quanto pare era nata in un paesino francese chiamato Domrémy, non Arco.» Se sapete le risposte, David vi invita a lasciare un commento all’articolo.