“Dopo lo scandalo NSA Obama deve ricucire con l’Europa”

Parla il docente di Yale Bruce Ackerman

Ricostruire la Comunità transatlantica. Rinsaldare i legami tra Stati Uniti ed Europa, i due pilastri dell’Occidente, facendo leva sui comuni valori democratici, liberali e illuministici. Dovrebbe essere questa la priorità di Barack Obama in politica estera. Ne è convinto Bruce Ackerman, 70 anni, professore di diritto e scienze politiche a Yale. Considerato uno dei più influenti pensatori a stelle e strisce, Ackerman è autore di testi come La giustizia sociale nello stato liberale e Tutti i poteri del Presidente – declino e caduta della Repubblica americana, entrambi pubblicati in Italia da Il Mulino.

Giurista stimato in tutto il mondo, profondo conoscitore della Costituzione americana, Ackerman è un progressista. E pochi giorni fa, dalle pagine del quotidiano Los Angeles Times, ha lanciato a Obama un appello intriso proprio di progressismo. Chiedendogli di guardare all’Europa, non all’Asia, per ricostruire le fondamenta della partnership tra le due sponde dell’Atlantico. Partnership indebolita dall’erosione del profilo morale dell’America, a causa di gravi violazioni dei diritti umani come Abu Ghraib, Guantánamo e, ultimo in ordine di tempo, lo scandalo NSA. «Il futuro della democrazia liberale dipenderà dal successo che continuerà ad avere nel suo nocciolo territoriale illuminista – scrive Ackerman nell’editoriale, eloquentemente intitolato “Making up with Europe” – Se riuscirà a superare le difficoltà attuali e fiorire in Europa e nelle Americhe, nel lungo periodo essa ispirerà una tensione democratica in tutto il mondo. Se fallirà in Occidente, nessuna dose di realpolitik asiatica riuscirà a bilanciare il collasso». Linkiesta ha intervistato Ackerman.

Ackerman, Los Angeles Times

Professore, lei sostiene che Obama «sta rivolgendo la sua attenzione nella direzione sbagliata. L’Europa, non l’Asia, dovrebbe essere il suo principale focus». Perché? In fondo i vostri maggiori partner commerciali sono in America e in Asia, così come americane e asiatiche sono le nuove potenze globali. 
Innanzitutto la comunità transatlantica include anche il Brasile e il resto dell’America latina, perché il loro sviluppo politico ha le sue radici proprio nell’epoca della Rivoluzione illuminista. E bisogna sottolineare che il triangolo economico che ha come suoi vertici l’Argentina, il Canada e l’Estonia rimane una potenza economica davvero formidabile. Tuttavia ci sono cose anche più importanti del commercio. La vera domanda dunque è: i principi alla base dell’Illuminismo liberale democratico continueranno a ispirare l’azione nel XXI Secolo?

Però non si può fare a meno di notare che i due figli maggiori della Rivoluzione illuminista, cioè l’Europa e gli USA, oggi non sembrano essere così illuminati. Voi americani siete impantanati in una grave crisi politica, noi europei dobbiamo fare i conti con l’ascesa di partiti populisti e ultra-nazionalisti.
Ma è proprio per questo che i cosmopoliti liberali che stanno su entrambe le sponde dell’Atlantico devono unire le forze, e agire per conto dei valori illuministici fondamentali.

Tuttavia per certi americani (inclusi alcuni esponenti repubblicani) la parola “europeo” ha un significato negativo. C’è un forte sentimento anti-europeista negli USA?
Senta, molti membri del Tea Party hanno antenati europei, e una parte significativa di loro ha amici e relazioni in Europa. Forse possono rifiutare alcuni (ma non tutti) principi del welfare state, però non sono anti-europei. Il sentimento dominante negli Stati Uniti è a favore dell’Europa.

Che ne pensa del TTIP, l’accordo di libero scambio tra USA e UE?
È fondamentale ricostruire le basi della comunità transatlantica, e di sicuro il TTIP potrebbe dare un importante contributo. Quest’accordo rafforzerebbe l’Unione europea sul piano politico, ad esempio perché potrebbe indurre una parte dell’elettorato britannico a votare contro l’uscita del Regno Unito dalla UE nel referendum che probabilmente si terrà nei prossimi due anni. Il TTIP, possibilmente accompagnato da un’intesa tra la Federal Reserve e la BCE, potrebbe attutire gli effetti delle misure di austerità che hanno devastato economicamente l’Europa, in particolare quella del sud. Purtroppo lo scandalo NSA sta rallentando ogni progresso. I tedeschi insistono che qualsiasi accordo di libero scambio con gli USA sia affiancato anche da uno sulla sorveglianza.

La Germania ha ragione, secondo lei?
Io capisco pienamente le ragioni del cancelliere Merkel, che vuole mettere in chiaro che una sorveglianza alla Stasi è inaccettabile a livello di principio. Ecco perché penso che il presidente Obama dovrebbe proporre un accordo transatlantico per la tutela dallo spionaggio. Una volta che si sarà dedicata seria attenzione a questa tematica, sono sicuro che la signora Merkel vorrà procedere con il negoziato sul TTIP.

Nel suo editoriale lei avanza una proposta per risolvere lo scandalo NSA.
A mio parere dovrebbe essere l’amministrazione Obama a porre fine all’impasse. A fare la prima mossa, insomma. Anziché sospendere il controllo dei telefoni dei leader europei, dovrebbe puntare a un accordo esecutivo legalmente vincolante capace di garantire a tutti i cittadini degli USA e della UE la stessa protezione dalle attività spionistiche sia della NSA, sia delle agenzie di intelligence del Vecchio continente. Un’iniziativa simile comporterebbe peraltro due grandi vantaggi: rafforzerebbe il diritto alla privacy in Occidente, e allo stesso tempo confermerebbe l’adesione di Stati Uniti ed Europa allo stato di diritto.

Ma l’America vuole davvero un’Europa più forte e unita?
Sì, l’America vuole davvero un’Europa forte. L’Europa delle piccole sovranità è un male per gli affari, e soprattutto è un male per il grande sforzo americano di difendere la democrazia liberale nel mondo.

Il Regno Unito potrebbe lasciare l’Unione europea. A suo parere gli Stati Uniti faranno leva sulla loro storica “special relationship” per sostenere la permanenza britannica nella UE?
Come ha chiaramente fatto capire il presidente Obama, sarebbe molto meglio per gli USA se il Regno Unito esprimesse la sua “special relationship” con noi in qualità di membro dell’Unione europea.

La Comunità transatlantica è la sorgente dei valori occidentali. Ma quali sono i valori occidentali, oggi?
Su un piano filosofico me ne sono occupato nel mio libro, Social Justice in the Liberal State, che è stato tradotto anche in italiano. A livello pratico, basta esaminare la giurisprudenza delle maggiori corti costituzionali europee, della Corte di Giustizia dell’Unione europea, della Corte europa dei diritti dell’uomo, o quella degli USA. Nonostante tutte le differenze dottrinarie, le loro concezioni di democrazia costituzionale e diritti fondamentali hanno sono profonde somiglianze.

Lei pensa che oggi la democrazia liberale sia in cattiva salute?
Il trionfalismo degli anni successivi al 1989 è passato, ma il “progetto Illuminismo” è in ottima salute. Guardi l’India. Guardi il Brasile e gran parte dell’America latina. La sfida è costruire sui progressi fatti dalla Seconda Guerra Mondiale, piuttosto che lasciare che la democrazia liberale si disintegri.

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