No alle carte, gli italiani pagano ancora in contanti

Pagamenti elettronici

Sul tema dei pagamenti elettronici, l’ultimo a lanciare il monito è stato il Ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni: «Bisogna utilizzare di più i sistemi di pagamento elettronici. È una condizione necessaria per cambiare le abitudini degli italiani, e aumentare sicurezza e tracciabilità». Parole che hanno un peso specifico maggiore se si pensa che gli italiani utilizzano le carte di pagamento in maniera nettamente inferiore rispetto a quanto succede nel resto dei paesi europei.

Secondo le statistiche della Banca centrale europea infatti, nel 2012 gli italiani hanno effettuato in media 31,5 transazioni a testa con carta di pagamento, per un totale che si aggira intorno ai 2.350 euro con una media di 75 euro per ogni scontrino. Numeri estremamente bassi se si pensa che nella zona euro, nello stesso periodo di riferimento, la media è stata superiore alle 82 transazioni a testa per un totale superiore ai 3.750 euro con uno scontrino medio di circa 50 euro. Numeri che lasciano intendere quanto sia ancora poco diffusa la cultura dei pagamenti elettronici nel Bel paese.

Detto ciò, va evidenziato tuttavia come il 2012 sia stato anche un anno che ha messo in luce una dinamica positiva, per quanto riguarda i metodi di pagamento elettronici in Italia. Dopo anni in cui si è registrato un andamento generale stabile nell’utilizzo delle carte di pagamento, nell’anno appena trascorso si è assistito ad un aumento di circa il 10% nel numero complessivo di transazioni, con una contrazione del valore dello scontrino medio (passato da 77 a più o meno 75 euro), segno di un maggiore utilizzo delle carte per importi meno elevati. A ciò va aggiunto inoltre l’aumento del numero delle carte di pagamento in possesso degli italiani, che ha raggiunto quota 88,5 milioni con un incremento del 6,5% rispetto al 2011.

A cosa può essere ricondotta una tendenza di questo tipo? Con molta probabilità possono aver giocato un ruolo importante alcune decisioni messe in atto dal Governo italiano: una in particolare, volta a disincentivare l’utilizzo del contante, è stata quella di porre un tetto di mille euro per i pagamenti cash. Si tratta di una norma entrata in vigore l’1 gennaio 2012 all’interno del decreto “Salva Italia” messo a punto dall’allora governo in carica presieduto da Mario Monti. A questo fattore può aggiungersi anche la maggiore tendenza degli esercenti nel promuovere l’utilizzo delle carte da parte dei propri clienti, con lo scopo di ridurre i costi associati alla gestione dei contanti. Ma il vero valore aggiunto riguarda il tema della sicurezza: secondo il Dipartimento del Tesoro, infatti, (leggi qui il “Rapporto statistico sulle frodi con le carte di pagamento”), pagare con bancomat, carte di credito e carte prepagate in Italia sta diventando più sicuro, con una diminuzione evidente del numero delle frodi negli ultimi anni.

Nell’ottica di una prospettiva di crescita dei pagamenti elettronici, può risultare fondamentale poi cavalcare l’onda dello sviluppo della tecnologia, nonché il fascino che la telefonia esercita sull’universo dei consumatori. La diffusione di smartphone e tablet sta incentivando, in maniera rilevante, quello che viene definito il fenomeno del mobile payment. Grazie alla tecnologia NFC (Near Field Communication) ogni telefono cellulare può essere abilitato a effettuare un pagamento simile a quello che viene fatto con una carta contactless (quella che permette di effettuare la transazione solamente appoggiando il chip nel lettore apposito). Inoltre il cellulare, a seguito delle sue caratteristiche multimediali, rende possibile associare al pagamento senza contatto tutta una serie di altri servizi a valore aggiunto, come ad esempio informazioni ulteriori sia sulla modalità di pagamento sia in generale sull’acquisto che il cliente sta per effettuare. Nel mercato italiano gli utenti in possesso di un cellulare in grado di supportare la tecnologia Nfc si attestano intorno ai quattro milioni. Le stime prevedono che per la fine del 2016 vi saranno circa 8 milioni di utilizzatori di servizi di pagamento Nfc da mobile, per un transato aggiuntivo di circa 8 miliardi di euro.

In uno scenario di questo tipo – e con la voglia di puntare sempre di più alla crescita del settore dei pagamenti attraverso transazioni in formato elettronico – è necessario puntare sulla commistione di tre fattori, necessari a favorire il trend positivo di questo settore: diffondere innanzitutto una cultura positiva della moneta elettronica sia tra consumatori che tra esercenti; comprendere l’importanza del ruolo del legislatore; e per finire sfruttare le potenzialità di sviluppo della tecnologia.  

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