Ieri, 17 novembre 2013, è morta la scrittrice Doris Lessing. Aveva vinto praticamente tutti i premi letterari del mondo, compreso il premio Nobel per la letteratura nel 2007. Ma non aveva mai amato particolarmente né il processo né il mondo letterario. Nel 2007 furono i reporter che la aspettavano di fronte alla porta di casa ad annunciarle la vittoria del Nobel. La sua risposta? «Oh, Gesù… non me ne potrebbe fregare di meno». E più tardi: «Il premio non significa nulla a livello artistico». E ancora: «Non posso dire di essere sopraffatta dalla sorpresa. Ho 88 anni e non possono dare il Nobel a un morto, quindi hanno probabilmente pensato che era meglio darlo a me prima che schiattassi».
A ulteriore dimostrazione, Doris Lessing, a metà degli anni Ottanta, pubblicò due libri The Diary of a Good Neighbour (1983) e Se gioventù sapesse (1984) con lo pseudonimo Jane Somers. Lo scopo, dichiarato in seguito, era quello di mostrare le difficoltà di un autore sconosciuto ed esordiente. E criticare l’abitudine dei recensori di classificarla in modo netto in un genere. I suoi due ediori del periodo, Jonathan Cape e Granada, rifiutarono di pubblicare i libri e Lessing fu costretta a pubblicarli con un altro editore: Michael Joseph (che fu però messo a conoscenza del progetto di Lessing e accettò di pubblicare i romanzi sotto pseudonimo).
In un’intervista con il New York Times nel 1985, Doris Lessing spiegò che:
«volevo evidenziare tutto il terribile processo della pubblicazione in cui “niente ha più successo del successo”. Se i libri fossero usciti con il mio nome, avrebbero venduto un sacco di copie e i recensori avrebbero scritto: “Oh, Doris Lessing, che meraviglia”. E invece non ci sono state praticamente recensioni e i libri hanno venduto a malapena 1500 e 3000 copie ciascuno negli Stati Uniti».
Al tempo, l’editore spedì a tutti i recensori che amarono il suo Il taccuino d’oro copie dei romanzi sotto pseudonimo, ma nessuno riconobbe la scrittura di Lessing. Soltando dopo la pubblicazione del secondo libro, Se gioventù sapesse, Lessing annunciò di essere l’autrice dietro il nome Jane Somers. Entrambi i libri poi sono stati ripubblicati con il titolo Il diario di Jane Somers e accreditando Doris Lessing come autrice, ottenendo un buon successo.
Sul New Yorker c’è un’altro punto di vista di questa storia: quello di James Lasdun, l’editor della casa editrice Jonathan Cape che lesse e rifiutò i libri di Lessing (o dovremmo dire Somers?).