Uno potrebbe supporre che con grandi poteri, oltre che grandi – e ormai proverbiali – responsabilità, venga anche un grande senso della decenza o, quantomeno, un certo spiccato senso del pudore. Non sempre è così, ma spesso dipende dai tempi, che cambiando spostano l’asticella del politicamente corretto, e dalle circostanze. Nel caso di 8th Man, ad esempio, il fatto che traesse i suoi poteri e si irrobustisse fumando qualche stecca di sigarette al giorno, esattamente come Popeye faceva con gli spinaci, dipende probabilmente dall’epoca in cui è vissuto. Negli anni sessanta in Giappone – paese in cui è stato creato col nome di 8-Man, per poi essere venduto negli Stati Uniti e subire il conseguente cambio anagrafico – era abbastanza normale che le persone consumassero diverse decine di sigarette al giorno. Quasi nessuno sapeva dei danni provocati dal fumo e anche chi ne era a conoscenza non se ne preoccupava più di tanto. Fatto sta che The 8th Man, al secolo detective Peter Brady, morto nell’adempimento del proprio dovere e rimesso in vita dal professor Genius dopo ben sette tentativi falliti, era un tabagista di primissimo livello. Da supereroe, sia nel cartone animato che nel fumetto da cui venne tratto, poteva ricaricare le sue super-energie soltanto grazie al fumo di tabacco. Il fatto che fosse per metà androide lo giustifica solo parzialmente.
The 8th Man non è però l’unico supereroe politicamente scorretto, o ufficialmente disgustoso, della storia. Eccone un breve selezione:
SUPER CHICKEN: si trasformava dal suo alter-ego, Cabot Henhouse III, bevendo una super salsa che, negli effetti come nell’aspetto, sebrava aver molto in comune con i superalcolici nostrani.
ZEITGEIST: personaggio Marvel che, dopo aver scoperto di avere degli acidi gastrici super-potenti – in grado di perforare una lastra di acciaio spessa dieci centimetri -, ha deciso di utilizzarli nella lotta contro il crimine (e come se no?). La particolarità sta nel come ha effettuato una scoperta tanto bizzarra: durante un appuntamento con una ragazza ha alzato un po’ troppo il gomito e ha finito per vomitarle – sì, vomitarle – in faccia, sostanzialmente scarnificandola. Ecco fatto, il superpotere è servito. Il momento più basso di questa, già di per se raccapricciante scena, viene toccato da Zeitgeist nella sua battuta di commento: «spero che i dottori trovino il modo di rimettere insieme una faccia così carina, ne sentirei la mancanza!». Alcolista e vagamente maschilista, un vero modello di comportamento.
RAINBOW GIRL: personaggio DC in grado di controllare il suo spettro emozionale e di farlo altalenare da un estremo all’altro del suo carattere in maniera decisamente spettacolare ma molto vicina a una parodia della sindrome pre-mestruale. Con a disposizione una gamma di emozioni colorate, combatteva il crimine orchestrando rabbia (rosso), speranza (blu) e forza di volontà (verde). Era inoltre in grado di produrre un feromone che le conferisse una personalità impossibile da non amare. Ben per lei, sarebbe stato difficile trovare qualcuno che la sopportasse nei suoi continui sbalzi d’umore.