I Glitch della Copisteria Google

GOOGLE BOOKS

Digitalizzare. Si ripete questo verbo come un mantra, come se la semplice traduzione delle informazioni da un supporto analogico a uno digitale fosse sufficiente a risolvere i problemi del pianeta. Anagrafi, immagini, archivi: la nostra società trasforma ogni cosa in stringhe alfanumeriche e codici processabili da sistemi automatici.

Avevo già parlato qui del progetto di Books in relazione alla vittoria nel processo contro l’Author Guild statunitense, dove Google era stato assolta dalla violazione di copyright. Kenneth Goldsmith, che ha un blog sul New Yorker, ha posto alcune interessanti questioni sulla digitalizzazione in generale, e su quella operata da Google in particolare, partendo da “The Artful Accidents of Google Books”, un Tumblr che raccoglie molte delle pagine rese illeggibili da errori di scannerizzazione.

Le pagine illeggibili, piegate, coperte dalla mano dell’operatore o scarabocchiate, a quanto pare, sono abbastanza diffuse. Goldsmith nota come “Ci sono diverse collezioni di mani su Google Books nel Web. Una piccolo ma fiorente sottocultura sta documentando il processo di scansione in forma di tumblrs, libri a stampa, fotografie, video online. Qualcosa di nuovo sta succedendo, qualcosa che riunisce la nostalgia per i libri di carta con la nostra preoccupazione riguardo i processi di digitalizzazione di massa. Molte prsone stanno ossessivamente spulciando il sistema di ricerca dei libri pagina dopo pagina, sperando di imbattersi in qualche glitch che non è stato ancora portato alla luce”.

Nella nostra epoca esiste qualcosa di nuovo, che è il punto di vista delle macchine. In sistemi come le CCTV per la sorveglianza e dispositivi per la digitalizzazione come quelli usati da Google, il ruolo umano non ha grande importanza. In questi casi è l’uomo a fare da supporto all’attività del dispositivo e non viceversa. Il tumblr, insieme ad altri esempi come quello dedicato alla New Aestethic, dimostra come la nostra epoca presenti un immaginario dovuto a una registrazione della realtà che non è solo opera dell’uomo, ma anche delle macchine. Solo che le macchine, come nel caso del glitch, possono presentare comportamenti imprevisti. Il glitch è un termine natp per indicare un breve malfunzionamento di un dispositivo elettrico, come un piccolo sbalzo di tensione. Successivamente lo si ritrova sia in informatica e sta a indicare il comportamento imprevisto dei software, specialmente quelli visuali o musicali. Capita che alcuni glitch possano avere una loro capacità di fascinazione. Il glitch, per traslato, è un errore del software che viene esteticamente rivalutato per la sua bellezza o particolarità.

Alcune macchie ricordano Pollock, o Mirò. Mentre le deformazioni dei testi hanno echi dada e surrealisti. Perché Google ha fatto tutti questi errori e la sua digitalizzazione non brilla certo per qualità? Come avevamo già detto, per una questioni di numeri. La digitalizzazione di Google Brooks è viaggiata spingendo al massimo l’acceleratore. Google ha realizzato ciò che per qualsiasi altra biblioteca pubblica o ente privato non sarebbe stato possibile. E, a causa dei procedimenti legali che sono stati in corso fino a poco fa, Google non ha mai voluto rendere pubblici i dettagli dell’operazione. Quello che possiamo vedere è il risultato finale con la sua impressionante indicizzazione e i suoi “incidenti artistici”.

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