Pulire i pavimenti di Bankitalia costa 50 milioni

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Per carità, per lavorare bene servono ambienti tirati a lucido. Quando poi si parla di sale, corridoi e proprietà varie della Banca d’Italia, la “riserva della repubblica” che ha prestato ministri e presidenti del consiglio allo Stato, sul punto non si può davvero transigere. E non si possono lesinare spese. Peccato, però, che proprio per servizi di pulizia, sanificazione e facchinaggio dedicati alle sue sedi romane, la banca centrale abbia messo in conto di spendere la bellezza di 47 milioni di euro in quattro anni. Almeno è questa la cifra che via Nazionale ha individuato come base di partenza in un bando di gara appena predisposto. C’è da immaginare che tutti, a via Nazionale, si stiano augurando di spuntare considerevoli ribassi. Ma anche in tal caso sembra che l’esborso finale sarà destinato a essere molto cospicuo, per usare un eufemismo.

La procedura

Cominciamo subito dicendo che l’attività dovrà essere svolta a beneficio di 37 complessi immobiliari situati a Roma e del Centro Donato Menichella ubicato a Frascati. Naturalmente nel pacchetto rientrano tutti i principali immobili di Bankitalia nella capitale, a partire dalla sede di palazzo Koch a via Nazionale. Ma ci sono anche i complessi di via XX Settembre, di via Tuscolana e il circolo sportivo della banca centrale di largo Volumnia. I servizi, non c’è dubbio, non sono di poco conto. Per quanto riguarda quella che i documenti di gara definiscono l’ “area romana”, per esempio, si tratta di attività come pulizia, fornitura di distributori di asciugamani, disinfezione automatica del Wc, fornitura di carta igienica, disinfezione e disinfestazione, lavaggio e manutenzione tende. Lo stesso, grosso modo, è previsto per il Centro Menichella. Per tutto questo, come detto, Bankitalia mette sul piatto una base di gara di 47 milioni di euro per i prossimi quattro anni, cifra a cui si arriva dalla somma dei due lotti descritti nei documenti messi a punto dai tecnici dell’istituto di via Nazionale. Ora, non si può negare che Bankitalia abbia sul territorio del Belpaese un patrimonio immobiliare sterminato. Ma è possibile spendere una cifra di questo tipo per servizi di pulizia relativi ai soli immobili romani? Già, perché prendendo proprio la base di gara, viene fuori che la spesa annua prevista è di più di 11 milioni di euro, pur se destinati ad abbassarsi all’esito della procedura (anche se non si sa in quale misura).

La posizione della banca centrale
Bankitalia, contattata da La Notizia, naturalmente ha replicato sostenendo che si tratta di una cifra congrua. La banca centrale, innanzitutto, ha fatto sapere che il servizio riguarda 37 complessi immobiliari romani per una superficie totale di 547.827 metri quadrati. Questo per dire che si tratta di una considerevole mole di lavoro. In più via Nazionale ha fatto sapere che l’entità della cifra inserita nel bando è stata fissata considerando che l’85% di essa servirà per coprire il costo del lavoro del personale, così come fissato nelle tabelle del contratto nazionale delle imprese di pulizia. Alla fine, questa è la versione di palazzo Koch, il costo della manodopera giornaliera sarà di 0,067 euro a metro quadrato. Messa così sembrerebbe quasi un affare. Ripetiamo, sono dati forniti dalla banca centrale.

Le altre spese

Di certo non è la prima volta che Bankitalia si trova a spendere cifre importanti nella gestione dei suoi appalti. Qualche tempo fa è stata aggiudicata una gara per la manutenzione delle aree verdi della banca centrale, comprensive di piante, fiori, giardini e addirittura uliveti e spazi intorno ai campi da tennis del circolo dove vanno a rilassarsi i funzionari. Per tutto questo, palazzo Koch ha assegnato la gara per 5 milioni e 331 mila euro, anche in questo caso all’interno di un contratto quadriennale. Insomma, nessuno nega che Bankitalia abbia immobili numerosi e dispendiosi da gestire. Ma certo il prezzo che ogni volta occorre pagare appare un bel po’ alto. Chissà, magari con una centrale acquisti si riuscirebbe a risparmiare un po’. E poi vien da chiedersi a che punto sia la dismissione di tutto quel patrimonio immobiliare infruttuoso che la banca centrale ha in cantiere da tempo. Perché per gestirlo, tra appalti e spese varie, se ne stanno andando un sacco di soldi.

Contenuto originariamente pubblicato su La Notizia 

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