Portineria MilanoRenzi, Letta e i Forconi vogliono rottamare Grillo

Movimenti e Palazzo

«Attenzione cittadini,i Forconi sono un tentativo di soppiantare il Movimento Cinque Stelle con qualcosa di più oscuro». L’allarme è scattato da un paio di giorni sul blog di Beppe Grillo. I lettori e i fan del leader M5s continuano a postare commenti mettendo in guardia i grillini dal movimento indecifrabile che da lunedì 9 dicembre sta paralizzando l’Italia, da Milano fino a Bari e giù fino in Sicilia, tra scioperi e proteste. «Sono la manovra per svuotare il nostro movimento, prendere la rabbia della gente, E farla diventare Ragione per svolte Autoritarie e/o per il mantenimento dello status quo», scrive Alfredo. C’è un effetto tenaglia infatti che si sta sempre più stringendo intorno a Grillo.

Da un lato ci sono il premier Enrico Letta e il neosegretario del Pd Matteo Renzi che in un attacco combinato continuano a bombardare il populismo di Grillo cercando di ridare credibilità alla politica. Dall’altra parte ci sono i forconi che superano l’ex comico genovese sui movimenti di piazza. Perché la protesta di questi giorni, da nord a sud, non ha preso di sorpresa solo il governo, con il ministro dell’Interno Angelino Alfano arrivato a commentare la situazione solo il secondo giorno di protesta («Non permetteremo che le città vengano messe a ferro e a fuoco»). Ha spiazzato anche Grillo – vero metabolizzatore della protesta nelle piazze negli ultimi anni (“Noi siamo l’argine democratico contro fascismo e razzismo” disse) – e che, se in un primo momento si è rivolto, aizzandole, alla più alte cariche delle forze dell’ordine («Lettera aperta a Leonardo Gallitelli, Comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, Alessandro Pansa, capo della Polizia di Stato e Claudio Graziano, Capo di stato maggiore dell’Esercito italiano. “Mi rivolgo a voi che avete la responsabilità della sicurezza del Paese. Questo è un appello per l’Italia. Il momento storico che stiamo vivendo è molto pericoloso. Le istituzioni sono delegittimate.[…] Vi chiedo di non proteggere più questa classe politica che ha portato l’Italia allo sfacelo, di non scortarli con le loro macchine blu o al supermercato, di non schierarsi davanti ai palazzi del potere infangati dalla corruzione e dal malaffare. Le forze dell’Ordine non meritano un ruolo così degradante. Gli italiani sono dalla vostra parte, unitevi a loro. Nelle prossime manifestazioni ordinate ai vostri ragazzi di togliersi il casco e di fraternizzare con i cittadini. Sarà un segnale rivoluzionario, pacifico, estremo e l’Italia cambierà. In alto i cuori.”»), poi ha deciso di rinchiudersi in un rigoroso silenzio sulla vicenda: sul blog solo un riferimento ai problemi delle piccole medie e imprese.

Sono giorni che Renzi ha iniziato la sua battaglia contro Grillo. La prima mossa è stata l’attacco sui costi della politica: “Grillo ha 160 deputati, se votano la proposta del Pd sul Senato si fa. Questo senso di urgenza Grillo non lo butti via, provi a cambiare le cose senza pensare che basta un post”. Ma in serata ha caricato gli attacchi con un tweet: “Caro @beppe_grillo ti rispondo nei prossimi giorni con una #sorpresina che ti sto preparando”. Modus operandi molto simili a quello che Berlusconi aveva minacciato proprio contro Renzi. Con l’ex rottamatore c’è poi Enrico Letta, premier in carica. Il presidente del Consiglio si è scatenato con forza contro i grillini in parlamento, tra proteste di ogni tipo. La coppia appare lanciata nella lotta contro i populismi. In aula Il presidente del Consiglio, chiedendo la fiducia, ha detto: «Questa logica della delazione, dell’accusa sempre, è una logica inaccettabile, inaccettabile. […] Io onestamente pensavo che Grillo si fosse reso conto di aver fatto una gaffe. Immaginavo, quindi, che il discorso si chiudesse. Invece vedo che avete addirittura rilanciato, spiegando che o i giornalisti dicono e scrivono le cose che piacciono a voi, oppure vengono messi alla gogna».

E in Europa sostengono la presa di posizione. “In Italia Renzi ha ottenuto un consenso enorme, che ha riunito le temute divisioni all’interno del Pd e adesso rappresenta davvero un’arma di difesa contro i populisti, primo tra tutti Grillo” dice il capogruppo del S&D Gruppo dell’Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici al Parlamento Europeo Hannes Swoboda che ha reso omaggio, da Strasburgo, al nuovo Segretario del Pd. «Le mie congratulazioni – ha aggiunto Swoboda – a Renzi, che intende comminare una grande iniziativa nel segno della riforma con i classici valori dei socialisti e democratici». E poi ci sono i forconi. I parlamentari Cinque Stelle in questi mesi sono spesso scesi in piazza a parlare con i manifestanti. Lo fanno ogni giorno. Anche mercoledì con la piccola delegazione di manifestanti di fronte a Montecitorio. Chi contestava ha apprezzato. Altri no.

Perché il movimento dei Forconi sembra voler prendere le distanze dal Parlamento. E quindi anche da Grillo.

Non solo. Molti manifestanti in questi giorni in piazza sono anche ex grillini, insoddisfatti da come Grillo li ha rappresentati in questi mesi a Roma. E infatti c’è chi consiglia al leader del Movimento Cinque Stelle di cavalcare la protesta. «È un’ occasione irripetibile» scrive Chiara sul blog di Grillo «i deputati cittadini del M5s che combattono dentro un Parlamento corrotto da un lato, dall’altro una protesta di agricoltori, piccoli esercenti, disoccupati e padroncini che rischia di essere strumentalizzata dagli estremisti di destra. Riuscirà a capire questo Movimento di protesta che l’unico interlocutore credibile è il M5S di Beppe Grillo?» Conclusione: «E dopo le palle d’acciaio, stanno arrivando le luccicanti palline d’oro di Renzi… Oro falso naturalmente». Una luce anche farlocca che punta a rottamare, forse, proprio Grillo.