La Cina apre al Saturday Night Live (online)

La TV americana in Asia

Il sito di intrattenimento cinese Sohu.com ha acquisito i diritti per trasmettere online il Saturday Night Liveriporta Hollywood Reporter. Il pubblico cinese, sempre più attento a quanto proviene dalla TV statunitense – pur mantenendo le dovute distanze e limitandosi a ciò che di più leggero fornisce il mercato – può dunque, già dal 23 dicembre scorso anche se la notizia è stata ufficializzata solo nelle ultime ore, godere del discreto fascino comico di Kristen Wiig, Jimmy Fallon e Seth Meyers. 

Secondo il direttore di Sohu, Charles Zhang, l’importazione di show come SNL e Mob City – il prossimo della lista – può essere una mossa fondamentale nella lotta alla pirateria video, accanto alle operazioni giudiziarie in corso nel Paese, e dà la possibilità ai produttori statunitensi di aprirsi al più grande mercato online del mondo, fin ora molto poco esplorato. 

«I programmi americani muovono un quinto dei click in entrata, e sono sicuro che d’ora in poi saremo in grado di attrarre un pubblico sempre più giovane» ha dichiarato Zhang nel corso dell’evento di presentazione tenutosi a Pechino. Nel 2013 il mercato cinese del video online ha allettato in maniera crescente Hollywood, velocizzando e incrementando la velocità di acquisizione di serie come The Walking Dead e Modern Family da parte di siti come Sohu o Youku Tudou – che con un inequivocabile immagine di apertura tratta da Sherlock dimostra di non essersi limitata all’offerta statunitense. 

Non è di molto tempo fa la notizia che il più grande motore di ricerca cinese, Baidu Inc. e l’azienda specializzata in tech QVOD, con base a Shenzhen, si siano macchiati della più grande violazione del diritto d’autore sui contenuti video del 2013, e abbiano collezionato multe per 250,000 yuan (quasi 42.000 dollari). A fronte di somme non troppo alte per quanto riguarda l’acquisto delle licenze, Zhang si dice ottimista riguardo l’evoluzione e la rapida risoluzione di questo tipo di problemi. «Più programmi compriamo, meno agevoliamo la pirateria. In pratica, per quanto riguarda le serie drammatiche cinesi e americane, la maggior parte del pubblico può guardarle gratuitamente e senza violarne il copyright. Sono molto contento di vedere che questa campagna, iniziata nel 2009, stia finalmente dando i suoi frutti. È un’industria regolata, ora. L’importazione delle serie americane, seguita da quella di programmi comici come il SNL, aprirà le porte all’importazione dei grandi film. E sarà un successo strepitoso. Per i produttori americani è un’occasione unica, e per i produttori cinesi [i Big Five, cioè i cinque più grandi Studios della Nazione] sarà un sollievo dall’assedio della pirateria».

SNL sarà in programmazione ogni lunedì su Sohu, in diretta differita rispetto alla messa in onda statunitense. Non avrà sottotitoli, eccezion fatta per alcune note chiarificatrici riguardo ai riferimenti che il pubblico cinese altrimenti non coglierebbe. Andrà poi online una seconda volta completamente sottotitolato il sabato successivo, per rispettarne la serialità (e il titolo). 

Un’altra possibilità di crescita per il mercato cinese, in relazione alla disponibilità dei programmi comici americani che, secondo gli addetti ai lavori, si rivolgono a un pubblico mediamente più giovane rispetto alla media, è data dallo stimolo delle produzioni locali al rinnovamento, semplicemente prendendo esempio da quanto di fresco offra il modello occidentale. «La gente vuole imparare, rinnovarsi. Le fonti giornalistiche straniere sono tenute sempre più in considerazione, così come i programmi televisivi. I produttori vedono serie come House of Cards e si sentono stimolati a farne una versione cinese».  

Resta il problema della censura, a impensierire gli investitori occidentali. Anche su questo punto Zhang si mostra sicuro di sé e dichiara di non aspettarsi grandi difficoltà, visto che la maggior parte dei problemi derivano dal nudo, più che dalle questioni politiche. «Le cose che sono controverse in America non lo sono in Cina, con tutta probabilità». Ha continuato il direttore di Sohu. «Abbiamo già importato molti programmi con temi diversi tra loro e non ci hanno mai causato alcun problema» e ha concluso con una battuta a metà tra l’autocritica e l’amara verità: «[SNL] non avrà problemi di censura in Cina, a meno che non scherzino sulla Cina». Lo hanno fatto in più occasioni, e senza andarci leggeri. Staremo a vedere.